Pagine statiche

lunedì 29 agosto 2016

Tema: La misericordia di Dio si rivela nel perdono dei peccati e nella sua volontà di salvare tutti gli uomini di Don Mauro Agreste




1 - Sconvolgente misericordia di Dio
2 - Perdono, iper donum
3 - Esperienza della misericordia di Dio
4 - Amore di predilezione inclusivo di tutti
5 - La crocifissione, misericordia infinita
6 - Lo sgretolarsi del senso del peccato
7 - Che cos'è il cristianesimo?
8 - Che cosa sarà mai il cristianesimo?
9 - Accogliere il Corpo di Cristo
10 - Chi mangia e beve indegnamente …
11 - Il peccato non solo individuale
12 - La metanoia
13 - Prendere una decisione, rompere con il peccato
14 - Esempi: sant'Agostino, Sir Kirkegard
15 - L'empietà
16 - La sofferenza
17 - Combattere il peccato con la lode
18 - Perdono ricevuto e dato
19 - Stupore per quanto è grande l'amore di Dio

1 - Sconvolgente misericordia di Dio

Cosa c'è di più profondo, di più sconvolgente e di più misteriosamente quasi incomprensibile della misericordia di Dio?
Potremmo rischiare di parlarne per delle settimane intere senza per altro averne colto veramente l'essenza, perché cogliere l'essenza della misericordia di Dio significherebbe cogliere Dio stesso in ciò che ha di più intimo.
Possiamo semplicemente avere qualche intuizione su questo favoloso tema di riflessione.
La misericordia di Dio è davvero quella sorgente inesauribile dell'azione di tutti gli uomini.
Perché quando la misericordia di Dio scaturisce ed è zampillante, come in una sorgente nel cuore di un uomo, ecco che quest'uomo quasi inconsapevolmente cambia.
Come quello che succede in un deserto, quando inaspettatamente una pioggia breve e scrosciante trasforma quella valle arida in uno sbocciare di erbe e di fiori, che nessuno si sarebbe mai aspettato.
Possiamo considerare che il cuore dell'uomo, che è pur sempre un mistero, nasconde degli abissi incomprensibili di vuoto e di lontananza, ma anche dei tesori inestimabili, che Dio stesso ha nascosto nel cuore di ogni uomo.
Voi capite che pensare alla misericordia è un po' come pensare ad una cascata dirompente, che viene a colmare l'abisso del nostro cuore.
Come dice il salmo: "l'abisso chiama l'abisso con il fragore delle sue cascate".
Evidentemente il nostro cuore è un po' un abisso e noi stessi non siamo molto in grado di concepire il vuoto che può esserci dentro di noi.
Ma d'altro canto forse il lato positivo da pensare nei confronti di questo abisso è proprio questo: che più grande è il vuoto, maggiore è la capacità di contenimento; cioè a dire Dio lo può colmare in una maniera incommensurabile e quindi fare del nostro vuoto in realtà una pienezza, di gioia e di festa.

Far cambiare gli altri...


 

Gli altri non si lasciano cambiare

Si rassicuri il lettore, non siamo stati presi da un improvviso delirio di onnipotenza, che ci ha rapiti alla realtà per portarci in un mondo nel quale si possa immaginare di trasformare le persone a misura dei nostri gusti e dei nostri bisogni.
Ben sappiamo come, a dispetto dei nostri tentativi, gli altri non siano disposti a lasciarsi cambiare come a noi piacerebbe o servirebbe.
Cambiare significa rivedere il proprio modo di essere, cambiare è complicato, cambiare è faticoso e nessuno mette mano ad un'impresa così impegnativa solo perché siamo noi a chiederlo.
Potrà farlo, partendo forse anche da un nostro invito o sollecitazione, ma solo quando sarà lui stesso ad essersi preso la responsabilità di decidere in tal senso.
Ed allora per parte nostra altro non possiamo fare se non attendere il verificarsi di questo cambiamento, scontrandoci al tempo stesso con la constatazione che, a dispetto di tutte le nostre aspettative, le cose continuano ad andare per il solito verso.
Eppure non ci rassegniamo: come sarebbe tutto più facile se mia moglie ( mio marito ) la smettesse con certi suoi atteggiamenti; se mio figlio non si comportasse più in quel certo modo, se i miei genitori diventassero meno noiosi, se quella certa professoressa decidesse di essere meno esigente, se il capo ufficio non fosse così opprimente ...
E le tentiamo tutte per riuscire a trasformare gli altri secondo le nostre necessità.
Ci lamentiamo, ci arrabbiamo, chiediamo, supplichiamo, ricattiamo ...
Usiamo tutto il repertorio delle nostre strategie.
Il risultato è comunque il più delle volte deludente.

Un'impresa impossibile?

domenica 28 agosto 2016

VIVERE NELLA VERITÀ - Tratto dal libro: FRUTTI DI PREGHIERA - Ritagli da un diario - MADRE TRINIDAD DE LA SANTA MADRE IGLESIA - Fondatrice de L’Opera della Chiesa.



La Madre Trinidad nasce a Dos Hermanas (Siviglia) il 10 febbraio 1929.

    Un giorno –il 7 dicembre 1946– Dio passò potentemente sulla sua anima e la chiamò a Sé. Ella si consegnò a Lui senza riserve. Gesù nel Tabernacolo si costituì suo unico Maestro. È stato per lei la sua verità, la sua via e l’amore soggiogante della sua giovinezza. Così la preparava progressivamente per un incontro trascendentale.

    A partire dal 18 marzo 1959, Dio incominciò a riversarsi sulla sua anima in modo così inimmaginabile, da renderla fonte luminosa per effondersi attraverso di lei nella Chiesa.

    La introdusse nel suo seno e le mostrò il suo mistero. La inondò con la sua luce e la immerse nella sua vita. E, addentrandola in Lui, le fece contemplare le meraviglie del suo amore per l’uomo, che si riassumono in Cristo che si dona a noi per mezzo di Maria nel seno della Chiesa. 
La Madre Trinidad ha conosciuto anche il Getsemani della Chiesa. La vide straziata e vestita a lutto nella notte della sua prostrazione. Dio divenne nella sua anima grido urgente in richiesta di aiuto alla Chiesa. Allora lei si lanciò a cercargli una legione di anime.

    Questa donna sorprendente porta inciso a fuoco nel suo spirito che la vita della Chiesa in tutta la sua verità, ricchezza, profondità e magnificenza è per tutti, e che a tutti bisogna manifestarla e comunicarla. Per questo, la legione di anime che ha cercato per aiutare la Chiesa abbraccia, come la Chiesa stessa, ogni tipo di persone: Sacerdoti e laici, uomini e donne consacrati a Dio con i loro tre voti di castità, povertà ed obbedienza, e coniugi, giovani, adolescenti e bambini.

    Questa sorgente di sapienza divina sta sgorgando viva a fiotti nei quasi 700 discorsi e più di 300 video, dove trasmette con fuoco ed espressione la sua testimonianza, e nei suoi numerosi scritti. Tutto ciò costituisce la ricchezza spirituale e dottrinale necessaria per portare a termine la missione trascendentale de L’Opera della Chiesa.

SEMPLICITÀ EVANGELICA 

Beata Maria Antonia di San Giuseppe (María Antonia de Paz y Figueroa) Vergine - Silípica, Santiago del Estero, Argentina, 1730 – Buenos Aires, Argentina, 7 marzo 1799 - La beatificazione è stata celebrata il 27 agosto 2016, presso il parco Francisco de Aguirre di Santiago del Estero, presieduta dal cardinal Amato come inviato del Santo Padre.



La Venerabile Maria Antonia de Paz y Figueroa è nata nel 1730 a Santiago del Estero, in Argentina. Discendeva da una famiglia illustre di conquistatori e governanti. La sua infanzia è stata vissuta  nella fattoria paterna a contatto con gli aborigeni. A 15 anni decide di dedicarsi a Dio. Alcuni abitanti di Santiago del Estero deplorano la decisione perché era molto carina, con lineamenti delicati e grandi occhi. A quel tempo non c'erano ordini religiosi attivi, così  decise di indossare una tunica nera e vivere con altre donne il resto della vita.

Guidata da un sacerdote gesuita di nome Gaspar Juárez si dedica ad aiutare e a istruire i bambini, a cucinare e a cucire, curare gli ammalati e fare elemosina.

Nel 1767 Carlo III di Spagna decide di espellere i Gesuiti dell'America. Maria Antonia aveva 37 anni e ha voluto ripristinare gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio. Questa sua decisione non fu ben accolta dalla comunità, perché c'era un ambiente ostile a tutto ciò che era gesuita, ma ha continuato la sua idea di organizzare questa pia pratica. I partecipanti hanno vissuto in uno spazio chiuso per diversi giorni ad ascoltare le lezioni e a riflettere sulla propria vita per  poter attuare  il bene Maria Antonia invita le persone a partecipare a questi ritiri tra il 1768 e il 1770. Cammina a piedi nudi sulla terra di Santiago del Estero, Silípica, Loreto, Salavina, Soconcho, Atamasqui, ecc. Decide inoltre di andare in altre province come a Catamarca, La Rioja, Jujuy, Salta e Tucumán. Il vescovo di Tucumán  permise questa sua iniziativa e così cominciano a diffondersi questa pratica religiosa. I frutti degli esercizi sono noti per il bene che fanno per le persone e le loro vita cambia. Gli esercizi duravano 10 giorni e erano effettuati durante l'anno. Le signore vivevano con le loro cameriere e gli uomini, che erano separati dalle donne durante gli esercizi, vivevano con i contadini.