Il mondo è così vuoto di Dio! Gli uomini vagano in una tenebra spessa e non sanno dove andare. E noi viviamo vicino a loro e non ci rendiamo conto dell'angoscia che stringe la loro anima, non ci rendiamo conto del vuoto della loro vita. Oggi piuttosto che contare le anime che conoscono il Signore, si potrebbero contare quelle che non lo conoscono, per le quali il Cristianesimo forse non è che un ammasso di superstizioni, una vaga speranza che essi non sanno giustificare. Essi vivono come nostri fratelli e non posseggono la ricchezza più grande della nostra anima: il Signore.
È
soprattutto per renderci conto della nostra responsabilità verso di
loro che viviamo l'Avvento, per renderci conto che dobbiamo essere
noi la rivelazione di Cristo in un mondo pagano, che dobbiamo essere
la luce del mondo, il sale della terra. E invece il Cristianesimo
oggi sembra esser divenuto impotente a risanare l'umanità, sembra
essere non più sorgente di calore, di vita, di luce, ma una vana
reliquia di tempi passati. Nell'intimo dell'anima di tutti questi
uomini è il pensiero, il timore che tutto sia finito e che nasca
ora, per mezzo della scienza o della cultura, una nuova età; che
tutto quel che i secoli passati ci hanno trasmesso siano sogni vani.
Tutto sembra vuoto, solo un'angoscia profonda stringe le anime: il
senso che né la tecnica né la filosofia né il benessere possano
rispondere al desiderio del cuore. E allora gli uomini sognano una
nuova religione "libera da miti", come essi dicono, perché
senza di essa sembra impossibile vivere quaggiù.




