Questa
volta rispondo alla vostra lettera mentre albeggia... cosi nelle
tenebre della notte profonda, nel raggio ardente del sole e nella
calma mattutina sia lodato Dio sempre!
Sono
persuaso che Dio non si serve mai di un'anima sola nelle opere sue, e
ne associa sempre due o più, perché nessuna possa mai gloriarsi di
quello che è solo suo, e vi assicuro che sento che l'anima vostra mi
è associata in tante opere buone che dovrà fare in seguito il
Signore benedetto.
Forse
avrò agio di raccontarvi certi eventi della mia povera vita, e da
essi vedrete sempre di più che io non parlo per umiltà, ma per
realtà quando mi stimo quello che sono.
Molte
cose ho fatto nel campo del Signore, moltissime ne farò ancora, anzi
metterò il frastuono nel mondo intero, per volgere tutto alla gloria
di Dio, ma in tutte queste opere Dio si serve di me come della malta,
come del fango, come della trappola dirò così.
Sono
un istrumento semplice e nullo, che dalle opere sue piglia occasione
di glorificarlo, sono una povera lente che a volte concentra i suoi
raggi e pare un sole... in realtà è sempre un poco di vetro!...
Così in tutto rimane glorificato Dio solo, perché nessuno si glori
di sé. Questa è la più grande attività che possa avere una
creatura: diventare tanto inutile, tanto povera, tanto stolta, tanto
meschina, da rendersi capace di essere sostituita dalla bontà di
Dio. Così in me non troverete altro che ignoranza, che stoltezza,
che miseria, che povertà estrema, e sotto questo velo, che è
trasparente, potrete scorgere quel che opera Dio e che per me
desidero che non sia né merito, né gloria, perché non mi
appartiene niente! Per questo Dio mi fa incontrare con tante anime
che sono veramente sue; passa per me come fuoco e come lume; le
infiamma, le arde, le attiva, ed esse credono che sia io che opero e
non si gloriano di sé stesse; io so che è solamente Dio che agisce
e mi umilio profondamente, e godo nel vedere che questa volta la
polvere umana non può macchiare l'opera di Dio! Ne volete un
esempio?





