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domenica 25 dicembre 2016

Dagli Atti degli Apostoli - At 6, 8-15 - Non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui Stefano parlava



At 6, 8-15
In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo.
Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenèi, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.
Allora istigarono alcuni perché dicessero: «Lo abbiamo udito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio.
Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: «Costui non fa che parlare contro questo luogo santo e contro la Legge. Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato».
E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.

Parola di Dio
Riflessione


Oggi per i capi del sinedrio è ancora un colpo al cuore!!! Certo che avevano una fibra resistente!!! Infatti, non sarà stato facile per loro digerire la faccia “tosta” di questo giovane sapiente. Non riuscivano a vincerlo sul terreno della conoscenza delle Scritture e il loro orgoglio, in qualche modo, veniva messo a dura prova... visto che si vantavano tanto di conoscerle alla perfezione. E così, come succede ancora oggi quando si è costretti a rendersi conto della propria ignoranza, invece di cercare di migliorare le proprie conoscenze ci si arrampica sugli specchi... quando va bene... altrimenti si utilizzano diversi stratagemmi non proprio “igienici”. Di solito per far tacere una persona sapiente gli si grida contro e la si insulta, ma quando questo modo aggressivo non funziona, allora si cercano altri modi, come hanno fatto i capi del sinedrio con Stefano. Ma questi, oltre ad essere ignoranti perché non sapevano rispondere, erano anche vigliacchi, perché agivano di nascosto mandando altri allo scoperto, inoltre, è molto probabile che abbiano distribuito "mazzette" a falsi testimoni perché testimoniassero il falso (nella nostra società questa pratica non è assolutamente scomparsa). Ed ecco che Stefano si trova davanti allo stesso sinedrio che già aveva condannato Gesù, Pietro, Giovanni, e tutti gli apostoli. E' accusato di due gravi reati: quello contro il Tempio e quello contro la legge di Mosè. E' buffo notare come i capi dei sacerdoti sembravano avere un grande zelo per la casa di Dio... ma il loro zelo non era altro che disgustosa apparenza; in realtà la loro preoccupazione era quella di non perdere la “poltrona”. Ci ricorda forse qualcuno nelle nostre comunità?... Assolutamente no!!!
La realtà è che i veri discepoli si trovano a vivere, come Stefano, in mezzo a un mondo ostile a Gesù anche tra chi dovrebbe testimoniarlo alla grande…