Gesù presso un pozzo di Samaria incontra una donna ...
Gv 4, 5-30; 39-42
Penso che la prima impressione che si ha leggendo questo episodio raccontato dall'evangelista Giovanni, prima ancora di capire le cose nel dettaglio, sia una grande ammirazione per la disponibilità, la pazienza, la bontà e la sapienza che Gesù manifesta nel dialogo con la donna Samaritana.
È un dialogo fra la sapienza di Gesù e l'ignoranza della donna, è il
dialogo fra una donna disastrata e peccatrice e Colui che può rimediare a
ogni disastro e perdonare ogni peccato; è un dialogo fra la miseria e
la misericordia, simbolo del dialogo fra Dio e l'umanità, fra Dio e ogni
uomo.
E nonostante il suo peccato, nonostante la sua miseria e la diffidenza
verso quell'uomo straniero, la donna non si trova a disagio nel
discorrere con Gesù, anzi, verrà a poco a poco a beneficiare di un dono
misterioso, un'acqua viva la cui dolcezza è talmente inebriante da
conquistare per sempre il suo cuore. E come Gesù cercava di suscitare
nella Samaritana il desiderio dell'acqua viva, così questa riflessione
non sarà vana se farà sorgere anche in noi il desiderio di questa
misteriosa acqua.
Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo
Gesù con i suoi discepoli stava viaggiando dalla Giudea verso la Galilea passando per la Samaria. Ma Gesù si era anche messo in viaggio dal Cielo alla terra per portare agli uomini il dono di Dio, per portare loro quell'acqua viva che sola può dissetare i loro cuori. Gesù era venuto sulla terra assumendo una natura umana, e questo comportava l'accettazione di tutti i suoi inconvenienti, tra questi vi era quello di stancarsi quando si camminava a lungo o si lavorava molto. È tuttavia possibile pensare che questa stanchezza non fosse solo fisica, ma anche morale. Gesù aveva da poco incominciato la sua vita pubblica e già le prime incomprensioni, le prime ostilità affliggevano il suo cuore: è venuto fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto ... la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce (Gv 1,11; 3,13).
Proprio nel momento in cui Gesù, stanco, siede presso il pozzo di Giacobbe arriva una donna di Samaria ad attingere acqua e Gesù le dice: dammi da bere.
Gesù non si vergogna di manifestare la sua stanchezza e di chiedere
alla donna un po' di sollievo. È possibile vedere in questa scena un
richiamo al momento della crocifissione: anche quando Gesù è stato
crocifisso era stanco del viaggio che l'aveva condotto al calvario,
anche allora era verso mezzogiorno quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra (Lc 23, 44), anche allora Gesù disse: ho sete (Gv 19, 28). Ma che cosa dà sollievo a Gesù, che cosa Lo disseta?
