Gv 21, 15 - 19
Una delle manifestazioni di Gesù
risorto si è svolta sulle rive del lago di Tiberiade. Pietro con
alcuni discepoli esce a pescare, ma quella notte non presero
nulla. Sulla riva incontrano un personaggio misterioso che dice
loro di gettare la rete dalla parte destra, i discepoli obbediscono
ed è una pesca miracolosa. Poi Gesù, ora riconosciuto, mangia
insieme a loro.
L’inizio dell’esame
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse
a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di
costoro?» (v 15). È l’inizio dell’esame di Pietro
sull’amore. L’esame, come ogni iniziativa del Signore, ha un
andamento piuttosto strano e sconcertante per diversi motivi. Pietro
dà l’impressione di essere intimidito e imbarazzato come uno che è
coinvolto in una vicenda più grande di lui, come uno studente non
troppo preparato quando è interrogato. Ed è effettivamente così,
perché il Signore tende sempre a sconvolgere i nostri schemi, a
demolire e ricostruire, a farci morire e a farci risorgere, a
condurci oltre gli orizzonti terreni, oltre i nostri corti pensieri;
è allora normale che ci sentiamo intimiditi, inadeguati,
impreparati, spaesati. Dobbiamo subito osservare che la domanda del
Signore, per certi aspetti un po’ enigmatica, esigerebbe due sole
risposte: “Si, io ti amo più di costoro” oppure: “No, io non
ti amo più di costoro”. Sia il vostro parlare sì, sì; no, no
(Mt 5, 37) aveva insegnato Gesù ai suoi. Evidentemente, sia
Pietro sia noi, abbiamo parecchie difficoltà ad assimilare e a
praticare gli insegnamenti di Gesù.
La prima risposta di Pietro
La risposta di Pietro è una via di
mezzo fra il sì e il no; Pietro tende a trovare una scappatoia per
evitare lo sconcerto di una domanda imbarazzante la cui risposta è
molto semplice o impossibile. Pietro risponde: Certo, Signore, tu
lo sai che ti voglio bene. Risponde cioè come se il Signore
avesse voluto sapere se gli voleva bene. Ma la domanda era per sapere
se sì o no Pietro riteneva di amare il Signore più degli altri
apostoli. Pietro, che sicuramente voleva bene al Signore, non se la
sente però di affermare che il suo amore è superiore a quello dei
suoi compagni. Non se la sente di affermarlo perché una simile
affermazione è impossibile. Noi non sappiamo nemmeno valutare quanto
è grande e quanto vale l’amore per Gesù che c’è in noi,
figuriamoci se siamo in grado di vedere quanto è grande e quanto
vale questo amore negli altri; confrontare poi i diversi amori fra di
loro è un compito sovrumano, è un compito che solo Dio sa svolgere.
Sant’Agostino a questo proposito osserva che Pietro nella sua
risposta, “non aggiunge «più di costoro», risponde solo per
quello che sa di se stesso, perché non poteva conoscere il grado
d’amore che avevano gli altri discepoli per Gesù non potendo
leggere nel profondo del loro cuore” (Trattato 124 su S. Giovanni).
Conviene ancora considerare che c’è un modo di intendere la
domanda del Signore, che stride, che non suona bene. Se non si fa
attenzione, si corre il rischio di comprendere la domanda come se il
Signore invitasse o incoraggiasse Pietro a dichiarare di essere il
primo della classe, il più bravo e il più amante fra i suoi
compagni.


