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sabato 15 luglio 2017

Spirito Santo - FUOCO DI SANTITÀ



Non sempre ci sentiamo così ricchi interiormente da pregare con le nostre parole, allora, ci sono i Santi che ci possono aiutare!

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre

Togli il velo ai miei occhi
In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque" (Gn 1, 1 -2)

Preghiamo il Signore, preghiamo lo Spirito Santo perché rimuova dai nostri occhi ogni nebbia e ogni oscurità che per il peso dei peccati oscura la visione al nostro cuore. Potremo allora ricevere un’intelligenza spirituale e meravigliosa della sua Legge, secondo quanto sta scritto: “Togli il velo ai miei occhi e contemplerò le meraviglie della tua Legge”.
Origene (f. 253)

Capire le Scritture con lo Spirito
Il faraone disse ai ministri: “Potremo trovare un uomo come Giuseppe in cui sia lo spirito di Dio?”. Poi il faraone disse a Giuseppe: “Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, nessuno è intelligente e saggio come te” (Gn 41,38-39)

Preghiamo il Signore di concederci un’intelligenza più acuta delle profezie e di aprire maggiormente i nostri sensi alla verità; allora, considerando nello Spirito ciò che a opera dello Spirito è stato scritto, e misurando in modo spirituale le realtà spirituali, potremo spiegare le Scritture secondo Dio e secondo lo Spirito Santo che le ha ispirate, in Cristo Gesù nostro Signore, al quale è la gloria e la potenza nei secoli dei secoli Amen.
Origene

Divampi il fuoco dell'amore
Dio disse a Mosè “Tu parlerai a tutti gli artigiani più esperti, ai quali io ho dato uno spirito di saggezza, ed essi faranno gli abiti di Aronne per la sua consacrazione e per l'esercizio del sacerdozio in mio onore” (Es 28.3)

Ora in noi, o Santo Spirito, uno con il Padre e con il Figlio, sii sollecito ad entrare, riversandoti nei cuori.
Bocca, lingua, mente, sensi e ogni nostra forza dia eco alla tua lode: divampi il fuoco dell'amore, faccia ardere colui che ci sta accanto.
Fa' che attraverso te conosciamo il Padre e assieme a lui vediamo il Figlio, e che crediamo in ogni tempo che tu sei lo Spirito di entrambi. Amen.

Sant'Ambrogio di Milano (397)

Tutto conosci
Il Signore parlò a Mosè e gli disse: "Vedi, ho chiamato per nome Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur; della tribù di Giuda. L'ho riempito dello spirito di Dio, perché abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro' (Es 3 1,1-3).

O Spirito Santo, tu sei presente a tutte le cose in modo immateriale senza forma, senza mutazione, ma non cessi di rimanere ineffabilmente assiso insieme col Padre.
Ti diffondi dappertutto e tutto contieni; in tutte le cose abiti in confuso, penetri nei nostri pensieri e negli esseri a noi invisibili.
Tutto scruti pur tutto conoscendo.
Senza voce risuoni, e ascolti le anime che internamente gridano in silenzio; di tutte, in tutto, hai pietà senza indugio, le rafforzi e dai indicibile letizia a tutti gli esseri ovunque siano.
Didimo il Cieco (ca. 313-399)

Lettera d’amore di Dio agli sposi...

 
Dice Dio:


La creatura che hai al tuo fianco, emozionata , è mia.
Io l’ho creata.
Io le ho voluto bene da sempre,
ancor prima di te e ancor più di te.
Per lei non ho esitato a dare la mia vita.
Ho dei grandi progetti per lei. Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.
Quando l’hai incontrata l’hai trovata bella e te ne sei innamorato.
Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza;
è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l’amore;
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intelligenza
e tutte le qualità belle che hai trovato in lei.
Devi impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri .
Ha bisogno di serenità e di gioia , di affetto e di tenerezza,
di piacere e di divertimento, di accoglienza e di dialogo,
di rapporti umani , di soddisfazione nel lavoro e di tante altre cose.
Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me
e di tutto ciò che aiuta e favorisce questo incontro con Me:
la pace del cuore, la purezza dello spirito , la preghiera,la parola,
il perdono, la speranza e la fiducia in Me, la Mia Vita.
Sono Io e non tu il principio e il fine di tutta la sua vita.
Facciamo un patto tra noi: la ameremo insieme.
Io la amo da sempre.
Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei.
Volevo affidarla a qualcuno che se ne prendesse cura, ma volevo anche
che lei arricchisse con la sua bellezza e la sue qualità la tua vita.
Per questo ho fatto nascere nel tuo cuore l’amore per lei.
Era il modo più bello per dirti; “Eccola , te la affido”.
E quando tu le hai detto:
“Prometto di esserti fedele , di amarti e di rispettarti per tutta la vita”,
è stato come se mi rispondessi che sei lieto di accoglierla nella tua vita
e di prenderti cura di lei.
Da quel momento siamo in due ad amarla
Dobbiamo però metterci d’accordo.
Non è possibile che tu la ami in un modo e io in un altro.
Devi avere per lei un amore simile al mio,
devi desiderare per lei le stesse cose che io desidero.
Non puoi immaginare nulla di più bello e gioioso per lei.
Ti farò capire poco alla volta quale sia il modo di amare,
e ti svelerò quale vita ho sognato e voluto per questa creatura.
Mi rendo conto che ti sto chiedendo molto.
Pensavi che questa creatura fosse tutta e solo tua,
e ora invece hai l’impressione che Io ti chieda di spartirla con me.
Non è così.
Al contrario , Io sono colui che ti aiuta ad amarla appassionatamente.
Per questo desiderio che nel tuo piccolo amore ci sia il mio grande amore.
E’ questo il mio dono di nozze: un supplemento di amore
Che trasforma il tuo amore di creatura
E lo rende capace di produrre le opere di Dio nella persona che ami.
Sono parole per te misteriose, ma le capirai un poco alla volta.
Ti assicuro che non ti lascerò mai solo in questa impresa.
Io sarò sempre con te
E farò di te lo strumento del Mio amore, della mia tenerezza.
Continuerò ad amare la mia creatura attraverso i tuoi gesti
d’amore, di attenzione, di impegno, di perdono, di dedizione.
Se vi amerete in questo modo, la vostra coppia diventerà come una
fortezza che le tempeste della vita non riusciranno mai ad abbattere.
Un amore costruito sulla Mia Parola è come una casa
costruita sulla roccia: nessuna vicenda potrà distruggerla.
Ricordatelo, perché molti si illudono di poter fare a meno di me,
ma se Io non sono con voi nell’edificare la casa della vostra vita
e del vostro amore, vi affaticherete invano.
Se vi amerete in questo modo diverrete forza anche per gli altri .
Oggi si crede poco nell’amore vero, quello che dura per sempre,
e che offre la propria vita all’amato.
Si cercano più emozioni amorose che l’Amore .
Se voi saprete amarvi come Io vi amo,
con una fedeltà che non viene mai meno,
sarete una speranza per tutti,
perché vedranno che l’amore è una cosa possibile!

San Bonaventura - San Bonaventura Vescovo e dottore della Chiesa - Bagnoregio, Viterbo, 1218 - Lione, Francia, 15 luglio 1274 - Tema: Francescano - primato dell’amore


Interrogato sulla fonte a cui attinge tante conoscenze profonde, san Bonaventura indica con il dito il suo crocifisso : « Ecco il libro che mi istruisce. » Un giorno in cui discute con lui di teologia, Tommaso d’Aquino scorge Gesù in croce al di sopra della testa del suo amico ; dei raggi scaturiscono dalle sacre piaghe del Salvatore e vanno a posarsi sugli scritti di Bonaventura. Per rispetto per il divino Maestro, Tommaso non osa più argomentare.
Bonaventura, che verrà soprannominato il dottore “serafico” (a causa del collegamento da lui fatto tra teologia e amore contemplativo di Dio), vede la luce nel 1217, o nel 1221, a Bagnoregio, una cittadina del centro Italia, situata nei pressi del lago di Bolsena. Figlio di Giovanni di Fidanza, medico, e di Maria Ritella, riceve al Battesimo lo stesso nome del padre. Durante la sua infanzia, Giovanni si ammala gravemente. Il padre tenta invano tutti i rimedi ; la madre veglia al suo capezzale e prega Dio che le venga conservato il bambino. Per ottenere la guarigione, fa un voto a Francesco d’Assisi, morto di recente, nel 1226, ma già invocato in tutta Italia. Giovanni guarisce « O buona ventura ! » esclama la madre. Questa espressione diventa il soprannome del figlio. Questi, nel suo cuore, sa che, dopo Dio, è a Francesco che deve la vita del corpo, ed è anche a Francesco che chiederà di alimentare la vita della sua anima, entrando nell’Ordine francescano.
« Che cosa fare della mia vita ? »
Parigi, allora luce dell’Occidente, attira le menti avide di conoscenza. L’insegnamento teologico vi brilla di un grande splendore. Nel 1235, Giovanni di Fidanza vi manda il figlio, che si dedica dapprima allo studio delle arti liberali (grammatica, retorica, logica, aritmetica, geometria, astronomia e musica). Studente serio e di una grande pietà, si laurea in Arti conseguendo il titolo di magister artium. Si pone allora la domanda cruciale : « Che cosa devo fare della mia vita ? » Sedotto dalla testimonianza di fervore e dall’ideale evangelico dei Frati Minori, Giovanni bussa alla porta del convento francescano di Parigi, fondato nel 1219. In san Francesco e nel movimento da lui suscitato, lo studente riconosce l’azione di Gesù Cristo. In seguito, spiegherà i motivi della sua scelta : « Confesso davanti a Dio, scriverà, che la ragione che mi ha fatto amare di più la vita del beato Francesco è che essa assomiglia agli inizi e alla crescita della Chiesa. La Chiesa cominciò con semplici pescatori, e si arricchì in seguito di dottori molto illustri e sapienti ; la religione (vale a dire la famiglia religiosa) del beato Francesco non è stata stabilita dalla prudenza degli uomini, ma da Cristo. »