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domenica 8 ottobre 2017

“Ringraziate per tutto!” Tratto da “Trionfo del Cuore” LA GRATITUDINE CHIAVE DELLA FELICITÀ PDF - Famiglia di Maria Luglio - Agosto 2014 N° 26


Dire “grazie” è così facile, ma spesso è anche tanto difficile. Talvolta è forse solo l’abitudine a non renderci del tutto consapevoli del bisogno che abbiamo l’uno dell’altro: in primo luogo di Dio, poi anche di molte altre persone che a volte non conosciamo; come, ad esempio, il contadino che ha munto la mucca, grazie al quale noi al supermercato possiamo comperare il latte. Non ce ne rendiamo conto e non sentiamo il bisogno di ringraziare. Quando poi gli manca qualcosa o le cose non corrispondono a quanto desiderato, l’uomo si lamenta subito e diventa scontento. In fondo è una forma di incredulità, perché se fossimo convinti che, nel Suo amore, Dio si occupa di noi perfino nelle cose più banali, non ci lamenteremmo subito quando una situazione non corrisponde alle nostre aspettative o è contraria ai nostri piani. Chi dice grazie, testimonia l’importanza della gratitudine. Questa è una delle verità fondamentali dell’umanità: tutta la nostra vita, dalla nascita alla morte, è un dono; la nostra anima, il nostro corpo, i nostri talenti, tutto è un dono di Dio, che noi abbiamo ricevuto senza aver fatto nulla, senza aver presentato alcuna richiesta. I nostri genitori ci hanno donato il loro affetto e le loro premure, senza i quali non avremmo potuto sviluppare la nostra personalità. Se da giovani siamo stati convinti di avere in mano le redini della nostra vita e di riuscire a realizzarla secondo la nostra volontà, nella vita spirituale dobbiamo riconoscere che siamo sempre e solo coloro che ricevono tutto in dono. In tutti i sacramenti, dal Battesimo all’Eucarestia, riceviamo gratuitamente, e senza alcun merito da parte nostra, il dono più grande che un uomo possa ricevere: la presenza in noi del Dio in tre Persone. Come risposta ci resta solo una profonda gratitudine: “Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la Sua misericordia”. (Sal 107)
Una persona riconoscente è una persona umile