Un dottore della Legge che
seguiva Gesù per scrutarlo, e forse per tenerlo d'occhio, ascoltando
le sue allusioni al compimento della speranza dei re e dei Profeti e
alla beatitudine di quelli che vi prendevano parte, volle metterlo
alla prova con una domanda schiettamente spirituale. Egli volle
vedere quali nuove teorie avesse insegnato in contrasto con le
antiche. La situazione psicologica, diciamo così, del dottore fu
questa: Gesù parlava del compimento del regno messianico ma non
diceva esplicitamente in quel momento che il Messia era Lui. Il
dottore volle scrutare quale fosse il suo preciso pensiero e domandò
che cosa dovesse fare per possedere la vita eterna, per dissimulare
la sua intenzione di scrutarlo e per vedere, dopo questa prima
domanda, quale nuova concezione Egli avesse del regno trionfante
d'Israele e in qual modo se ne dichiarasse propagatore.
venerdì 5 luglio 2019
Amare Dio e il prossimo: la grande via della salvezza e della pace – del Sac. Dolindo Ruotolo
martedì 2 luglio 2019
Beati Lucchese e Buonadonna - Sposi - Terziari francescani
Con
la benedizione del matrimonio, si riceve la forza per amarsi ed
essere fedeli l'uno all'altra e in quanto sacramento, la grazia di
portare su di sé i limiti e gli errori dell'altro come fossero i
propri. Qualsiasi marito e qualsiasi moglie sbaglia a volte così
come ogni madre a volte sbaglia col figlio. Non siamo onniscienti e
onnipotenti: non vediamo tutti gli elementi, non possiamo controllare
nemmeno quelli che vediamo e l'egoismo umano a volte gioca brutti
scherzi inconsci anche nel cuore più adorabile. In altre parole, non
siamo Dio e guai a chi venera idoli anche all'interno del matrimonio.
Ma una volta che ci si rende conto di questo, una volta che Dio è
messo sul trono, nel matrimonio entra un enorme potere, per cui gli
errori e i peccati dei due che sono stati fatti uno, possono servire
per la reciproca santificazione.
(Gilbert
Keith Chesterton)
Lucchese
o Lucesio o Lucchesio nacque verso il 1180 a Gaggiano di Cedde, un
piccolo paese a pochi chilometri da Poggibonsi, da famiglia
contadina. Sposò Buona (o Buonadonna), giovane di una ricca famiglia
di Borgo Marturi, dalla quale ebbe due figli. Si interessò di affari
e di politica. Alcuni nemici lo avversarono tenacemente fino a
costringerlo a lasciare Gaggiano. Si trasferì allora con la famiglia
a Poggibonsi. Egli fu un uomo giovane, di bell’aspetto, buon
parlatore con una gran voglia di entrare nella cerchia della gente
che contava nella nuova cittadina. Gli furono d’ostacolo la sua
origine rurale e il fatto di essere uno “straniero”, arrivato
cioè da poco in città. Ma non si diede per vinto. Come un certo
Bernardone di Assisi, volle anche lui arricchirsi nel più breve
tempo possibile, e si gettò a capofitto negli affari.
Divenne
commerciante di generi alimentari e praticò il cambio di valuta:
Poggibonsi è sulla via Cassia, una delle strade più battute nel
Medioevo da “romei” (i pellegrini diretti a Roma) e commercianti,
e vi circolavano varie monete, in particolare senesi, pisane e
fiorentine. Non soddisfatto, tentò nuove vie. Investì gran parte
dei beni di famiglia nell’acquisto di derrate alimentari. Diventò
grossista di grano e di biade, ne ammassò grandi quantitativi per
dominare la piazza e poter speculare sui prezzi nei frequenti momenti
di carestia. Lucchese diventò un uomo maturo. Si arricchì e la
scalata sociale sembra riuscirgli. Fu a questo punto che nella sua
vita intervenne qualcosa di nuovo. La mano di Dio lo raggiunse forse
attraverso nuovi contrasti o dispiaceri. In spazi sempre più ampi di
silenzio e di solitudine, cercò un nuovo senso da dare alla vita che
corre via veloce.
Gli
affari non gli bastavano più e lentamente diede ad essi meno
importanza.
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domenica 30 giugno 2019
Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,51-62 Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme. Ti seguirò ovunque tu vada
Lc 9,51-62
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».
Parola del
Signore
Riflessione
personale
Il
Vangelo di oggi è pieno di insegnamenti e allo stesso tempo molto
impegnativo, perché ci fa
riflettere sulla
nostra
limitatezza.
Gesù
oggi vuole
aiutarci a conoscere noi stessi, così ci interroga, conducendoci ad
una conoscenza di Lui
più
profonda.
Mi ha subito colpito la frase:
“... Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso
Gerusalemme...”.
Gesù prende dunque la “ferma
decisione” di andare incontro alla morte. Lui sa molto bene cosa
gli aspetta!
Pensando a tutto il male che
gli uomini gli hanno fatto e che si continua a farGli , mi fa stare
molto male.
Lui sapeva tutto, eppure ha
preso la ferma decisione di andare incontro a tutte le brutture
possibili e lo ha fatto per noi.
Il cuore dell’uomo non è
mai cambiato. Oggi infatti si continua ad essere dubbiosi, vuoti ed
egoisti, proprio come i tre personaggi del Vangelo di oggi che sulla
strada verso Gerusalemme avvicinano Gesù con l’intenzione di
seguirLo.
Ma come dico sempre, a parole
siamo dei fenomeni… è con i fatti che lasciamo a desiderare!
Seguire Gesù non è una
passeggiata… significa intraprendere un viaggio che può comportare
alienazione. Si tratta di prendere la croce ogni giorno e seguirlo.
E’ questo il nostro problema… appena il gioco si fa duro e
iniziano i primi intoppi, noi ce la squagliamo!
Una volta che decidi di
seguirLo non è un impegno part-time, ma radicale. Gesù ci chiama a
mettere da parte tutte le nostre aspettative e questo molto spesso
ci fa paura.
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