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sabato 14 dicembre 2019

Gesù e i discepoli di San Giovanni Battista. Invito alle anime... del Sac. Don Dolindo Ruotolo




L'ambasciata di san Giovanni Battista al Redentore. I caratteri del Re divino e della sua Chiesa

Gesù Cristo era andato ad annunciare la Buona Novella nelle città della Galilea, accompagnando la sua predicazione con strepitosi miracoli e raccogliendo sempre più intorno a sé un gran numero di seguaci. Questo dovette urtare la suscettibilità dei discepoli di san Giovanni Battista, i quali credevano di vedere in Gesù Cristo quasi un emulo del loro maestro (51).
Il santo Precursore si trovava imprigionato a Macheronte, nella Perea, per aver rimproverato Erode del suo adulterio e, non potendo sfatare personalmente le idee dei discepoli, pensò d'inviarli a Gesù perché la stessa parola viva del Messia li avesse convinti. Che sia stata questa l'intenzione di san Giovanni, risulta chiaramente dal contesto e dall'elogio che di lui fece Gesù.
Per la relativa facilità con la quale allora i prigionieri potevano corrispondere con le persone care e per la maggiore libertà che gli dava Erode stesso, san Giovanni fu informato delle grandi opere che Gesù compiva, e questo accrebbe la sua fede in Lui e gli fece desiderare maggiormente di glorificarlo dinanzi al popolo. Era stato mandato per annunciarlo e aprirgli la strada, e volle compiere anche dal carcere la sua missione, rendendo testimoni del Messia i propri discepoli. Questi andarono da Gesù in un momento nel quale Egli faceva molti miracoli e, parlando in nome di san Giovanni, dissero: Sei tu colui che deve venire o ne dobbiamo aspettare un altro? La stessa domanda dimostrava la stima che il Precursore aveva di Gesù Cristo, poiché si rimetteva a Lui per una risposta come la più autorevole e santa che potesse avere.
Gesù Cristo rispose con la testimonianza dei fatti che rispondevano alle profezie fatte sul Messia (cf. Is 35,5ss e 61,1): I ciechi recuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, i poveri sono evangelizzati.
Era l'argomento più adatto a convincere i discepoli di san Giovanni, poiché il loro maestro non aveva fatto miracoli e non poteva essere lui il Messia, come forse essi ammettevano o per lo meno sospettavano. Ad essi sembrava che il loro maestro avesse un aspetto più austero e venerando e che il fare semplice e cordiale di Gesù fosse inconciliabile con la dignità di Messia, per questo il Redentore soggiunse: Beato chi non prenderà in me motivo di scandalo. Egli voleva dire: le opere parlano di me, ma io non cesso di essere ammantato di umiltà, e beato colui che nonostante questo mi segue e ascolta la mia parola.
La Chiesa Cattolica