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martedì 2 febbraio 2016

UN BAMBINO LI GUIDERÀ – Capitolo 5 – Tratto da “Il Bambino nascosto di Medjugorje di suor Emmanuel


Marcel Van, martire in Vietnam -Hanoi, Vietnam, 15 marzo 1928 - 10 luglio 1959 - Giocava con Gesù Bambino e gli faceva domande.

Cari figli, aprite i vostri cuori e lasciate che Gesù vi guidi. Per molte persone questo sembra difficile, ma è talmente facile. Non avete bisogno di avere paura,perché sapete che Gesù non vi abbandonerà mai e sapete che vi conduce alla salvezza”.


Quando Gesù era bambino, a che cosa giocava? Certi mistici raccontano che quando erano piccoli, il Bambino Gesù veniva a giocare con loro ed essi credevano che anche tutti gli altri lo vedessero. È il caso di Georgette Faniel , che fin dall'età di cinque anni passava ore in sua presenza. L’evangelizzazione dei bambini ad opera dei bambini è la cosa più spettacolare sul piano mistico. Essi, infatti, hanno delle intuizioni degne dei Padri della Chiesa per la profondità, ma più facili da capire.
Non posso fare a meno di citare qualche brandello delle conversazioni fra il Bambino Gesù e il piccolo Van del Vietnam (quattordici anni).

lunedì 1 settembre 2014

Marcello Van – Tema: Viet Nam - Teresa di Gesù Bambino - Intimità con Dio - Amore - Sofferenza



Un autore francese scriveva, a proposito del popolo vietnamita: «Si incute soggezione a questo popolo soltanto con la saggezza, il sapere e la dignità morale; mai con la forza, nella quale esso vede una forma di barbarie». Una simile disposizione ha favorito la penetrazione della religione cattolica nel Viet Nam; dal secolo XVI in poi, essa vi ha messo profonde radici, grazie ai numerosi martiri missionari, quale san Teofane Vénard († 1861). All'inizio del secolo XX, il Viet Nam è sotto dominazione francese, ma un certo nazionalismo si sviluppa. Nel 1930, Hô Chi Minh creerà il Partito Comunista vietnamita e, nel settembre del 1945, si avvierà, fra i Viet Minh comunisti e la Francia, una guerra che porterà agli accordi di Ginevra (luglio 1954), a seguito dei quali il paese sarà diviso in due, cadendo il Nord sotto il regime comunista.

In tale contesto, il 15 marzo 1928, in un villaggio del Nord (Tonchino), nasce un bambino, Joachim Nguyên Tan Van, abbreviato in Van. Nasce in una famiglia cristiana che comporta già un maschietto ed una femminuccia, e in cui tutto spira la gioia, riflette la bellezza e l'amore. Il padre è sarto; la madre è casalinga, ma lavora talvolta nella risaia. Van dirà di sua madre: «Dio l'aveva dotata di un cuore ardente, che sapeva unire la prudenza e la bontà... Pur circondandomi di affetto, sapeva anche formarmi alla santità». Il ragazzo beneficia di un uso precoce della ragione e di un'ottima memoria, ma altresì di un carattere testardo, dominatore, inflessibile e tuttavia ipersensibile. Non accetta di esser separato dalla madre. Un giorno, la domestica prova a portarlo a giocare più lontano. Poco dopo, lo deve riportare a casa: «Aveva su tutto il viso la traccia delle mie unghie», precisa Van.

Una goccia d'acqua nell'oceano

A Van piace molto giocare. Pertanto, organizza «processioni» in onore della Santa Vergine. Ha quasi quattro anni, quando nasce una sorellina. Nel suo eccesso di affetto per lei, se l'accaparra talmente, che diventa necessario esiliarlo presso la zia. La separazione è molto difficile, ma, in capo a qualche giorno, egli apprezza la compagnia dei cuginetti. A sei anni, torna dai genitori e si prepara alla prima Comunione. Di quel giorno benedetto, scriverà più tardi: «L'ora è suonata, l'attimo tanto desiderato è giunto... Sporgo adagio la lingua per ricevere il Pane dell'Amore. Il mio cuore è invaso da una gioia straordinaria... In un attimo, sono diventato come una «goccia d'acqua» persa nell'immenso oceano. Ora, c'è solo Gesù; ed io sono il piccolo nulla di Gesù». A partire da quel giorno, Van riceve quotidianamente la Santissima Eucaristia. Poco dopo, riceve il sacramento della Cresima. Si precisa nel suo cuore una prospettiva di avvenire: «Desideravo vivamente farmi sacerdote per andar a portare la Buona Novella ai non cristiani».