Mt. 26 , 17-25
Il
primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli
dissero: "Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?".
Ed egli rispose: "Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli". I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: "In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà". Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?".
Ed egli rispose: "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!".
Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".
Ed egli rispose: "Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli". I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: "In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà". Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?".
Ed egli rispose: "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!".
Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".
L’evangelista
chiama “primo giorno degli azzimi” il giorno che precede la festa
degli azzimi. Gli ebrei, infatti, usano computare il giorno a partire
dalla sera: e qui Matteo ricorda appunto il giorno nella sera del
quale si deve celebrare la Pasqua. I discepoli, quindi, vanno da Gesù
per parlargli il quinto giorno della settimana. Un altro evangelista
lo definisce il giorno precedente la festa degli azzimi, volendo
mettere in risalto il tempo in cui i discepoli si avvicinano a
Cristo. L’evangelista Luca dice, invece, così: “Venne poi il
giorno degli azzimi nel quale si doveva immolare la Pasqua”. Con le
parole “venne” intende dire che il giorno è imminente, è alle
porte, riferendosi evidentemente alla sera del dí precedente. I
giudei, infatti, cominciavano la festa dalla sera. Ecco perché gli
evangelisti aggiungono che in tal giorno si deve immolare la Pasqua.







