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giovedì 4 maggio 2017

L'INDIRIZZO DI DIO...



Un uomo buono, credente, aveva una bella famiglia, ma il Suo ultimo figlio era nato con una pesante menomazione. Da quel momento era cresciuta dentro di lui una rabbia sorda e incontrollabile.
Nascondeva il suo bambino, non la sua amarezza. Proprio non riusciva a capire.
Un giorno, gli dissero che Dio si trovava su una montagna impervia.
Decise cosi di andargli a parlare. Arrivò ai piedi della montagna e iniziò a salire. Non si era portato nulla da mangiare e si nutrì di bacche selvatiche e piccoli frutti. Pregava senza sosta. Più si avvicinava alla sommità del monte, più il suo cuore batteva forte. Provava un sacro timore. Quando infine arrivò sulla cima, trovò soltanto una capannuccia. Aprì la porta esitando. Si accorse subito che l'abitante della capanna non era Dio. Forse era un domestico o un angelo.
«Non è qui», gli disse l'angelo e aggiunse con semplicità questa frase sorprendente: «Lo troverai giù nella valle, nelle braccia di una donna».
L'uomo iniziò subito la discesa. Lenta e penosa. La stanchezza e la delusione rendevano esitanti i suoi passi. Il cuore era ancora più pesante per l'ansia. Cadde più volte.
Con gli occhi annebbiati dallo sfinimento, nella valle vide una casa, aprì la porta e trovò il figlio nelle braccia di sua moglie.
Una fiamma calda e palpitante si accese nel suo cuore.
E comprese. Si inginocchiò e adorò a lungo, piangendo, Gesù presente nel suo piccolo sofferente. Come ha detto Lui nel Vangelo: «Tutto quello che farai al più piccolo di questi miei fratelli, lo farai a me» (Mt 25,40).


Una Volta, un uomo chiese a Rabbi Joshua Ben Karechah: «Perché Dio ha scelto di parlare a Mosè da un cespuglio spinoso?».
Il rabbino rispose: «Se avesse scelto un ulivo o una poderosa quercia, ci faremmo la stessa domanda. Penso che Dio abbia scelto un cespuglio spinoso, brutto e inutile, per dirci che non vi è nessun posto sulla terra dove Lui non è presente».

Tratto da “La cena in Paradiso” - Piccole storie per l’anima – di Bruno Ferrero

mercoledì 3 maggio 2017

IL SEGRETO PER UN MATRIMONIO FELICE



«Figlio mio, ci si sposa per tante ragioni. La più frequente è anche la più pericolosa: per essere felici. Sposarsi per essere felici è la strada più sicura per il divorzio. I matrimoni riusciti esistono, ma non lo diventano perché si cerca la felicità. Lo diventano quando si cerca qualche cosa d'altro. I matrimoni diventano belli quando due persone accettano il sacrificio quotidiano del loro ego.
L'ego. Forse senti questa parola per la prima volta. Ti sembra un po' confusa o strana. Ecco che cosa significa per me: il tuo ego è quella parte di te che mantiene il tuo cuore. Sei nato con un cuore bello e buono e non potrai mai perderlo. Ma quando io ero un po' duro con te o quando i tuoi amici ti prendevano in giro hai sofferto e la tua mente, per difendersi, ha iniziato a costruire un muro intorno al tuo cuore. Questo accade a tutti noi.

lunedì 7 novembre 2016

GLI OCCHI DI MIO PADRE...



Era un ragazzino che amava tantissimo il calcio e aveva un padre molto affettuoso che condivideva la sua passione. Era piccolo e mingherlino e il più delle volte doveva fare la riserva. Anche se il figlio era sempre in panchina, il padre era sempre tra gli spettatori a fare il tifo e non mancava mai a una partita. Il ragazzo era ancora il più piccolo della classe anche al liceo, ma suo padre continuava a incoraggiarlo.
Il ragazzo riuscì a entrare nella squadra giovanile della città. Non perdeva mai un allenamento e s'impegnava con tutte le sue forze, ma l'allenatore continuava a confinarlo in panchina durante le partite.
Suo padre era sempre in tribuna e tutte le volte trovava le parole giuste per incoraggiarlo. Il ragazzo era quasi sicuro di non essere ammesso nella squadra maggiore e invece l'allenatore, colpito dall'impegno che spendeva negli allenamenti, lo volle con sé. Pieno di entusiasmo chiamò subito suo padre al telefono. Questi condivise la sua gioia e si abbonò a tutte le partite. Il ragazzo si impegnava e si allenava. Ma durante le partite restava in panchina. Arrivò l'ultima settimana del campionato. Con una vittoria, la squadra poteva essere promossa nella serie superiore, All'inizio della settimana, il giovane si avvicinò all'allenatore. Aveva gli occhi rossi ed era molto pallido.