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sabato 15 luglio 2017

Spirito Santo - FUOCO DI SANTITÀ



Non sempre ci sentiamo così ricchi interiormente da pregare con le nostre parole, allora, ci sono i Santi che ci possono aiutare!

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre

Togli il velo ai miei occhi
In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque" (Gn 1, 1 -2)

Preghiamo il Signore, preghiamo lo Spirito Santo perché rimuova dai nostri occhi ogni nebbia e ogni oscurità che per il peso dei peccati oscura la visione al nostro cuore. Potremo allora ricevere un’intelligenza spirituale e meravigliosa della sua Legge, secondo quanto sta scritto: “Togli il velo ai miei occhi e contemplerò le meraviglie della tua Legge”.
Origene (f. 253)

Capire le Scritture con lo Spirito
Il faraone disse ai ministri: “Potremo trovare un uomo come Giuseppe in cui sia lo spirito di Dio?”. Poi il faraone disse a Giuseppe: “Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, nessuno è intelligente e saggio come te” (Gn 41,38-39)

Preghiamo il Signore di concederci un’intelligenza più acuta delle profezie e di aprire maggiormente i nostri sensi alla verità; allora, considerando nello Spirito ciò che a opera dello Spirito è stato scritto, e misurando in modo spirituale le realtà spirituali, potremo spiegare le Scritture secondo Dio e secondo lo Spirito Santo che le ha ispirate, in Cristo Gesù nostro Signore, al quale è la gloria e la potenza nei secoli dei secoli Amen.
Origene

Divampi il fuoco dell'amore
Dio disse a Mosè “Tu parlerai a tutti gli artigiani più esperti, ai quali io ho dato uno spirito di saggezza, ed essi faranno gli abiti di Aronne per la sua consacrazione e per l'esercizio del sacerdozio in mio onore” (Es 28.3)

Ora in noi, o Santo Spirito, uno con il Padre e con il Figlio, sii sollecito ad entrare, riversandoti nei cuori.
Bocca, lingua, mente, sensi e ogni nostra forza dia eco alla tua lode: divampi il fuoco dell'amore, faccia ardere colui che ci sta accanto.
Fa' che attraverso te conosciamo il Padre e assieme a lui vediamo il Figlio, e che crediamo in ogni tempo che tu sei lo Spirito di entrambi. Amen.

Sant'Ambrogio di Milano (397)

Tutto conosci
Il Signore parlò a Mosè e gli disse: "Vedi, ho chiamato per nome Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur; della tribù di Giuda. L'ho riempito dello spirito di Dio, perché abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro' (Es 3 1,1-3).

O Spirito Santo, tu sei presente a tutte le cose in modo immateriale senza forma, senza mutazione, ma non cessi di rimanere ineffabilmente assiso insieme col Padre.
Ti diffondi dappertutto e tutto contieni; in tutte le cose abiti in confuso, penetri nei nostri pensieri e negli esseri a noi invisibili.
Tutto scruti pur tutto conoscendo.
Senza voce risuoni, e ascolti le anime che internamente gridano in silenzio; di tutte, in tutto, hai pietà senza indugio, le rafforzi e dai indicibile letizia a tutti gli esseri ovunque siano.
Didimo il Cieco (ca. 313-399)

lunedì 27 febbraio 2017

Gesù Crocifisso



Il cardinale Angelo Comastri, in uno dei suoi libri, racconta dell'incontro con madre Teresa di Calcutta, di cui si dichiara figlio spirituale: «Mi guardò con due occhi limpidi e penetranti. Poi mi chiese: “Quante ore preghi ogni giorno?”. Rimasi sorpreso da una simile domanda e provai a difendermi dicendo: “Madre, da lei mi aspettavo un richiamo alla carità, un invito ad amare di più i poveri. Perché mi chiede quante ore prego?”. Madre Teresa mi prese le mani e le strinse tra le sue quasi per trasmettermi ciò che aveva nel cuore; poi mi confidò: “Figlio mio, senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri! Ricordati: io sono soltanto una povera donna che prega. Pregando, Dio mi mette il suo amore nel cuore e così posso amare i poveri. Pregando!».
Gesù crocifisso, tutti ci possono ingannare, abbandonare, deludere: soltanto tu non ci deluderai mai! Tu hai lasciato che le nostre mani ti inchiodassero crudelmente alla croce per dirci che il tuo amore è vero, è sincero, è irrevocabile!
Gesù crocifisso, gli occhi dei nostri anziani ti hanno cercato nelle giornate faticose della loro vita e in te hanno trovato consolazione e pace. Gli occhi dei nostri genitori hanno visto le tue ferite e hanno avvertito la potenza dell'amore di Dio che non invecchia, né appassisce.
I nostri occhi oggi vedono le tue mani inchiodate, eppure capaci di dare ancora la vera libertà; vedono i tuoi piedi attaccati al patibolo, eppure capaci di camminare e di far camminare; vedono il tuo cuore aperto da una lancia, eppure capace di dare sempre il perdono che salva.
Gesù crocifisso, è finita l'illusione di una felicità senza Dio! Torniamo a te, unica speranza e unico liberatore, unica gioia e unica verità che riempie il cuore e dà senso e dignità alla vita di tutti.
Gesù crocifisso, abbi pietà di noi peccatori! Amen.

giovedì 22 dicembre 2016

Povero di Betlemme


Gesù Bambino - Scuola dell'Infanzia - Istituto di Nostra Signora del Carmelo
Sassari

  «Il Natale è accorgerci di Gesù, accoglierlo nella vita e lasciar continuare in noi la novità della santità sbocciata, come un inatteso miracolo, nella povera mangiatoia di Betlemme. Ognuno di noi ripeta oggi questo miracolo. Se nel giorno di Natale io mi trovassi solo in chiesa, mi toglierei le scarpe e, avanzando scalzo, attraverserei lentamente tutta la chiesa ricordando il lungo cammino che parte da Betlemme. E poi mi inginocchierei davanti a Gesù Bambino e gli consegnerei due lacrime! Sì, due lacrime di pentimento per non aver ascoltato la voce buona di Betlemme, per non aver capito la meravigliosa lezione di Betlemme» (Cardinale Angelo Comastri).

O Signore, mentre il tempo logora tutte le speranze, tu rimani l’unica speranza! Mentre si consumano i secoli e anche i millenni, tu resti perennemente giovane e conservi la freschezza di un fiore, di un’aurora, di una sorgente zampillante. Mentre le ricchezze svelano sempre di più il loro volto fragile e deludente, tu stupisci ancora e attiri con la sola, con la pura, con la totale povertà di Betlemme.
Signore, le parole sono logore e stanche come le promesse che si rinnovano e si smentiscono inesorabilmente. Ma dentro di noi resta una fiammella di speranza, riemerge un bisogno irrefrenabile di luce, riaffiora un'intensa attesa di qualcosa, anzi di qualcuno.
Tu, povero di Betlemme, sei la risposta che noi non sentiamo! Tu, povero di Betlemme, sei la ricchezza che noi non capiamo! Tu, povero di Betlemme, sei la pace che drammaticamente ci manca!
Signore, nato a Betlemme, la città della nostra povertà e della nostra piccolezza, noi ci accostiamo a Maria per guardarti con il suo sguardo e amarti con il suo amore ed essere finalmente felici con te, povero di Betlemme, unico capace di farci sorridere ancora.
Amen.

domenica 11 dicembre 2016

O Madre aiutaci!



Preghiera pronunciata il 23 gennaio 1999 da Giovanni Paolo II
nell'omelia della Santa Messa per la conclusione del Sinodo dei Vescovi per l'America. Con questa preghiera egli affida e offre il futuro del Continente a Maria Santissima, Madre di cristo e della Chiesa.

O Madre! Tu conosci le vie che seguirono i primi evangelizzatori del Nuovo Mondo, dalle isole Guanahani e La Española alle foreste dell'Amazzonia e alle vette andine, giungendo fino alla terra del Fuoco nel Sud e ai grandi laghi e alle montagne del Nord. Accompagna la Chiesa che svolge la sua opera nelle nazioni americane affinché sia sempre evangelizzatrice e rinnovi il suo spirito missionario. Incoraggia tutti coloro che dedicano la propria vita alla causa di Gesù e alla diffusione del suo Regno.
O dolce Signora del Tepeyac, Madre di Guadalupe! Ti presentiamo questa moltitudine incalcolabile di fedeli che pregano Dio in America. Tu che sei entrata nel loro cuore, visita e conforta i focolari domestici, le parrocchie e le Diocesi di tutto il Continente. Fa' sì che le famiglie cristiane educhino in modo esemplare i propri figli nella fede della Chiesa e nell'amore del Vangelo, affinché siano un vivaio di vocazioni apostoliche. Volgi oggi il tuo sguardo verso i giovani e incoraggiali a camminare con Gesù Cristo.

giovedì 8 dicembre 2016

O Maria Immacolata, ottienici la pace affinchè i tempi difficili non ci sconvolgano...


Statua di Maria Immacolata  - Chiesa Sant'Antonio Abate - Sassari
 
Primizia dell'umanità redenta


A perenne memoria del dogma dell'Immacolata, proclamato da Pio IX, l’8 dicembre 1854 fu eretta nel cuore di Roma (Piazza di Spagna) una colonna da dove l'Immacolata veglia sulla città e sul mondo. Il monumento fu benedetto e inaugurato dallo stesso pontefice l’8 settembre 1857. Papa Pio XII iniziò a inviare fiori a Piazza di Spagna nella solennità dell’Immacolata. San Giovanni XXIII nel 1958 si recò in Piazza di Spagna e depose ai piedi del monumento un cesto di rose bianche. Da allora, ogni anno, l’8 dicembre, il Santo Padre si reca a onorare Maria, segno per tutti gli uomini di sicura speranza. Ecco una preghiera di Giovanni Paolo II recitata in tale occasione.

O Maria! Eccoci nuovamente ai tuoi piedi, nel giorno in cui celebriamo la tua Immacolata Concezione, e ti supplichiamo, quale figlia prediletta del Padre, perché ci insegni a camminare uniti verso la casa paterna, per formare dell’intera umanità una sola famiglia. O Maria, fin dal primo istante dell’esistenza, tu sei stata preservata dal peccato originale, in forza dei meriti di Gesù, di cui dovevi diventare la Madre. Su di te il peccato e la morte non hanno potere. Dal momento stesso in cui fosti concepita, hai goduto del singolare privilegio di essere ricolmata della grazia del tuo Figlio benedetto, per essere santa come egli è Santo. Per questo il celeste messaggero, inviato ad annunciarti il disegno divino, a te si rivolse salutandoti: «Rallégrati, o piena di grazia» (cfr. Lc 1, 28). Sì, o Maria, tu sei la piena di grazia, tu Sei l’Immacolata Concezione.
In te si compie la promessa fatta ai progenitori, primordiale vangelo di speranza, nell’ora tragica della caduta: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe» (Gen 3, 15a). La tua stirpe, o Maria, è il Figlio benedetto del tuo seno Gesù, Agnello immacolato che ha preso su di se il peccato del mondo, il nostro peccato. II tuo Figlio, o Madre, ha preservato te, per offrire a tutti gli uomini il dono della salvezza. Per questo, di generazione in generazione, i redenti non cessano di ripeterti le parole dell’Angelo: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1, 28).
O Maria! Da Oriente a Occidente, fin dagli inizi, il popolo di Dio professa con fede che tu sei la tutta pura, la tutta santa, la Madre eccelsa del Redentore. Lo attestano unanimi i Padri della Chiesa, lo proclamano i pastori, i teologi e i più grandi confessori della fede, Con questo atto di venerazione noi professiamo di voler tornare al disegno originario ed eterno del nostro Creatore e Padre, e ripetiamo con l’apostolo Paolo: «Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo... In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto» (cfr. Ef 1, 3-4).
O Maria! Tu sei la testimone di quest’originaria elezione. Guidaci tu, o Madre, che conosci la via! A te, Immacolata Concezione, si affida il popolo di Dio.
Proteggici sempre e guidaci tutti sulle vie della santità. Amen.

venerdì 11 novembre 2016

Supplica al Signore...




Signore Gesù, nostro Redentore e Dio nostro,
tu sei giusto, tu sei buono, tu sei santo,
noi, noi siamo cattivi,
i nostri atti di giustizia sono come un panno immondo,
noi non meritiamo nulla, tutti sono migliori di noi,
tuttavia osiamo chiederti un po' di pietà, non per i nostri meriti che non ne abbiamo, ma perché tu sei buono, lento all'ira e grande nell'amore;
la tua pietà ci renda misericordiosi,
la tua bontà ci renda buoni,
la tua santità ci renda santi;
non ascoltare le nostre belle parole, ma guarda la nostra grande miseria e questo basta, perché l'abisso della nostra miseria basta a supplicare l'abisso della tua bontà;
noi non meritiamo nulla, tutti sono migliori di noi,
ti supplichiamo, fa che lo possiamo dire in verità e nella pace...
Tutto ti diciamo, tutto ti affidiamo per l'intercessione di Maria e del suo sposo...

Eugenio Pramotton

venerdì 15 luglio 2016

Madonna del Monte Carmelo!



Madonna del Monte Carmelo di Vert-Donnas (AO)


O Vergine benedetta,
o piena di grazia, o Regina dei santi, quanto
mi è dolce venerarti sotto
questo titolo di Madonna del Monte Carmelo!
Esso mi richiama ai tempi profetici di Elia, quando
tu fosti sul Carmelo raffigurata in quella
nuvoletta che poi, ampliandosi, si aprì in una pioggia
benefica, simbolo delle grazie santificatrici
che ci provengono da te.

Tu da molti secoli sei onorata con questo misterioso titolo,
ed ora mi rallegra il pensiero che
noi ci uniamo a tutti i tuoi devoti, salutandoti
"decoro del Carmelo", "Gloria del Libano",
"giglio purissimo", "rosa mistica" del fiorente
giardino della chiesa.

Intanto, o Vergine delle vergini, ricordati di me e mostrati
di essermi madre. Diffondi in me sempre più viva la grazia
di quella fede che ti fece beata, e infiammami di quell'amore con
cui hai amato il Figlio tuo Gesù Cristo.
Sono pieno di miserie spirituali e temporali: molti dolori
dell'anima e del corpo mi stringono da ogni parte, ed io mi rifugio
come figlio all'ombra della tua protezione materna.

Tu, Madre di Dio, che tanto puoi e tanto vali, impetrami da Gesù
benedetto i doni celesti dell'umiltà della castità, della mansuetudine,
che furono le più belle gemme dell'anima tua immacolata.
Tu concedimi di esser forte nelle tentazioni e nelle amarezze
che spesso mi travagliano.

Allorché poi si compirà, secondo la volontà di Dio, la giornata
del mio terreno pellegrinaggio, fa' che all'anima mia sia donata
la gioia del paradiso, per tua intercessione
e per i meriti di Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Card. Alfonso Capecelatro

domenica 19 giugno 2016

Preghiera davanti a un biglietto da dieci euro.




Signore, ecco questo biglietto. Mi fa paura.
Tu conosci il suo segreto, Tu conosci la sua storia.
Quant’è pesante! Mi impressiona perché non parla.
Non dirà mai tutto quello che si nasconde nelle sue pieghe.
Non rivelerà mai tutti gli sforzi e le lotte che rappresenta.
Porta su di sé il sudore umano.
E’ sporco di sangue, di delusione, di dignità infangata.
E’ ricco di tutto il peso del lavoro umano che contiene
e che forma il suo valore.
E’ pesante, pesante Signore.
Mi impressiona e mi fa paura.
Perché ha dei morti sulla coscienza.
Tutti i poveracci che si sono ammazzati sul lavoro, per lui...
Per averlo, per possederlo qualche ora.
Per ottenere da lui un po’ di piacere, di gioia, di vita...
In quante mani è passato, Signore?
E che ha fatto in questi lunghi viaggi silenziosi?
Ha offerto delle rose bianche alla fidanzata raggiante,
ha pagato i confetti del battesimo, nutrito il pupo roseo,
Ha messo il pane sulla tavola del focolare,
Ha permesso le risate dei giovani e la gioia degli anziani,
Ha pagato il consulto di un medico.
Ha dato il libro che istruisce il bambino,
Ha vestito la sposa.
Ma ha inviato la lettera dello sfratto,
ha pagato l’assassinio del bimbo, nel seno della madre,
Ha distribuito l’alcool e fatto l’ubriaco,
Ha proiettato il film vietato ai ragazzi, e registrato il disco nauseante,
Ha sedotto l’adolescente e fatto dell’adulto un ladro,
ha comprato per qualche ora il corpo d’una donna,
Ha pagato l’arma del delitto e le assi di una bara.
O Signore,
Ti offro questo biglietto da 10 euro,
Nei suoi misteri gaudiosi, nei suoi misteri dolorosi.
Ti ringrazio per tutta la vita e la gioia che ha donato,
Ti chiedo perdono per il male che ha fatto.
Ma soprattutto, o Signore,
Te lo offro per tutto il lavoro e per tutta la sofferenza umana di cui è simbolo,
e che domani, finalmente, moneta incorruttibile, sarà mutato nella Tua vita
eterna.
Amen

Michel Quoist

lunedì 9 maggio 2016

Preghiera della Candela



Una Candela da sola non prega
ma tu Signore, fa' che
questa candela che io accendo


SIA LUCE
perché tu mi illumini nelle mie
difficoltà e nelle mie decisioni!


SIA FUOCO
perché bruci in me
tutto l'orgoglio e l'egoismo!


SIA FIAMMA
perché tu riscaldi il mio cuore
e mi insegni ad amare!

Signore,
non posso restare molto tempo in chiesa:
nel lasciar consumare questa candela
è un po' di me stesso che voglio donarti.

Aiutami a prolungare la preghiera
nelle attività di questo giorno!
Amen.

venerdì 19 febbraio 2016

Il tuo costato trafitto


Crocifisso, denominato il "Moro" - Chiesa di Sant'Antonio Abate-Sassari

Signore Gesù, Ti adoriamo
concedici di contemplare il Tuo Costato trafitto;
aiutaci a cogliere il fiume di tenerezza, di compassione, di amore
che dalla Croce riversi sul mondo.

Donaci di raccogliere il SANGUE e l' ACQUA
che sgorgano dal Tuo Costato
per partecipare alla Tua Immensa Passione di Amore e di Dolore
che spacca i nostri egoismi,
le nostre chiusure, le nostre freddezze.

Donaci di contemplare
in questo Tuo Corpo
i segni dell' Alleanza Eterna e Indefettibile,
di contemplare in ogni ferita
la certezza
che questa Alleanza non verrà mai meno,
sarà nostra compagna nelle sofferenze, nelle solitudini e nella nostra agonia.

Hai guarito malati e lebbrosi,
ma ora non fai un miracolo per Te:
rimani in agonia con le braccia aperte al Padre e al mondo.

E dici: Anche tu sei nell' abbraccio dell' Alleanza,
sei anche tu nell' abbraccio della Misericordia
che supera il tuo timore e le tue colpevolezze,
sei nell' abbraccio di questo amore gratuito,
nel quale tutto è amato, capito, perdonato.
 
Carlo Maria Martini

venerdì 11 dicembre 2015

ATTO DI RIPARAZIONE del Venerabile Padre Dehon




Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini.
Eppure dalla maggior parte di essi, e spesso anche dai suoi prediletti,
non riceve che freddezza, indifferenza e ingratitudine.
Noi abbiamo sentito, o Signore, i tuoi dolorosi lamenti.
Tu stesso hai rivelato a Santa Margherita Maria, discepola del tuo Cuore,
che questa ingratitudine ti è più dolorosa di tutte le sofferenze della tua passione.
Se, come tu stesso dicevi, gli uomini corrispondessero almeno in parte al tuo amore, tu stimeresti un nulla tutto quello che hai fatto per loro.
Proprio questa riposta d’amore noi vogliamo darti fin d’ora, o Signore. Solo col nostro amore di compassione e di riconoscenza noi ti possiamo consolare.
Potessimo anche noi darci interamente a quella vita di immolazione, d’abbandono e di amore che il tuo Cuore così ardentemente desidera.
Come Maria Maddalena, noi vogliamo spargere sui tuoi piedi e sul tuo capo il profumo di un’umile amore e di una fervida devozione.
Come la Veronica, noi ti vogliamo consolare di tutti gli oltraggi che tanto amareggiano il tuo Cuore.
Come la tua santissima Madre, come S. Giovanni e i tuoi fedeli amici del Calvario, anche noi vogliamo esserti vicini per i molti che pur amati ti hanno abbandonato. 
Potessimo, col nostro zelo apostolico, conquistarti tutti i cuori.
Amato sia dappertutto, il Cuore di Gesù.
A lui lode e azione di grazie, ora e sempre. Amen.

Venerabile Padre Dehon

sabato 14 novembre 2015

Un omaggio al mio Gesù... un omaggio a chi sa tutto...




E' bello sapere che in questa vita c'è una persona che ti ama veramente, che non ti toglie gli occhi di dosso, che conosce tutto di te, che osserva ogni cosa che fai non per criticarti, ma per aiutarti, questa persona è Gesù. Lui sa meglio di me cosa mi conviene in ogni momento. E' bello sapere che Lui è al tuo fianco, sempre disponibile per ogni consulto, è la grazia delle grazie. Se segui i Suoi consigli eviterai di prendere delle grosse, ma grosse cantonate...
Qualcuno dice che a Gesù bisogna chiedere solo i beni spirituali e non quelli materiali, perché già li conosce e al momento opportuno li darà in aggiunta. Io invece al mio Signore domando tutto, beni spirituali e materiali, ogni cosa insomma, proprio come i bambini... anche semplicemente di farmi trovare un parcheggio in una zona impossibile, di non farmi trovare traffico in una determinata strada trafficatissima, di farmi trovare il numero delle scarpe che a me piacciono tanto e che ogni volta è una tragedia a causa dei miei piedini... gli chiedo cosa è meglio comprare, cosa mettere nel carrello della spesa, gli domando insomma ogni cosa che riguarda la mia vita quotidiana. Io la chiamo “La mia giornata con Cristo”...

giovedì 5 novembre 2015

In te ho posto tutte le mie speranze; perciò spero con certezza di non vedermi perduto, ma salvo in cielo a lodarti e amarti in eterno....



O Maria, madre mia carissima, in quale abisso di mali mi troverei, se con la tua mano pietosa non me ne avessi tante volte preservato? Da quanti anni sarei già nell'inferno, se con le tue potenti preghiere non me ne avessi liberato?
I miei gravi peccati là mi cacciavano, la divina giustizia mi ci aveva già condannato, i demoni fremevano impazienti di eseguire la sentenza. Tu accorresti, o Madre, senza essere pregata né invocata da me e mi salvasti.
Mia amata liberatrice, che mai ti renderò per tanta grazia e per tanto amore? Poi vincesti la durezza del mio cuore inducendomi ad amarti e a riporre in te la mia fiducia.
In quale abisso di mali sarei precipitato se con la tua mano pietosa tu non mi avessi tante volte aiutato nei pericoli in cui sono stato in procinto di cadere!
Continua, speranza mia, vita mia, madre mia più cara della mia stessa vita, continua a salvarmi dall'inferno e anzitutto dai peccati in cui posso ricadere. Non permettere che io arrivi a maledirti nell'inferno.
Mia diletta Signora, io ti amo. Come potrà la tua bontà sopportare di veder dannato un tuo servo che ti ama? Ottienimi di non essere più ingrato verso dite e verso il mio Dio che per amor tuo mi ha concesso tante grazie.
Che mi dici, Maria? Mi dannerò? Mi dannerò se ti abbandono. Ma come potrei più abbandonarti? Come potrei scordarmi dell'amore che mi hai dimostrato? Dopo Dio, sei tu l'amore dell'anima mia. Io non ho la forza di continuare a vivere senza amarti.
Ti voglio bene, ti amo e spero di amarti sempre nel tempo e nell'eternità, o creatura la più bella, la più santa, la più dolce, la più amabile che ci sia nell'universo.
Amen.

Sant'Alfonso Maria de Liguori – Tratto da “ LE GLORIE DI MARIA “

giovedì 29 ottobre 2015

AR PAPA NOSTRO, GAJARDO E TOSTO! (In ricordo di San Giovanni Paolo II) - Poesia in dialetto romanesco di Padre Lucio Maria Zappatore, O. Carm.




Ciài lassati così, a poco a poco,
sempre più curvo in quer vestito bianco.
Fino all’urtimo hai fatto véde er foco
ch’ardeva drento ar core tuo, mai stanco.

Quanno ch’hai dato er pugno sur leggìo,
perché nun ce riuscivi più a parlà,
se semo messi tutti a pregà Iddio,
che te facesse ancora un po’ campà.

Ciài visto ‘n quela piazza? Che rimpianto!
Ce bastava sapé che stavi lì:
saressimo restati nun sai quanto,
pe’ fatte compagnia e facce sentì.

Ma mo te ne sei annato veramente,
e ce resta quer: “damose da fà”!
Tu nun ciài detto “dateve”, ma in mente,
te vorzi mette in mezzo p’ aiutà.

Io penzo che l’hai detto a sta magnera,
sapenno che la strada de quaggiù,
sarebbe stata certo più leggera,
si ‘n mezzo a noi ce stassi puro Tu!

 Padre Lucio Maria Zappatore, O. Carm.

domenica 25 ottobre 2015

Io sono creato per realizzare un progetto...


 
Io sono creato per realizzare un progetto
per cui nessun altro è creato.
Io occupo un posto mio
nei consigli di Dio, nel mondo di Dio:
un posto da nessun altro occupato.
Poco importa che sia ricco,
povero, disprezzato
o stimato dagli uomini:
Dio mi conosce e mi chiama per nome.
Egli mi ha affidato un lavoro
che non ha affidato a nessun altro.
Io ho la mia missione.
In qualche modo sono necessario
ai suoi intenti,
tanto necessario al mio posto
quanto un arcangelo al suo.
Dio non mi ha creato inutilmente.
Io farò del bene, farò il suo lavoro:
sarò un angelo di pace,
un predicatore della verità
nel posto che Dio mi ha assegnato
anche senza che io lo sappia
purché segua i suoi comandamenti
e lo serva nella mia vocazione.

Card . John Henry Newman

martedì 20 ottobre 2015

Quando domandi perdono per te, allora è proprio quello il momento di ricordarti che devi concederlo agli altri. (Sant'Ambrogio)




LA PREGHIERA DI PERDONO di padre Robert de Grandis

Signore Gesù, ricorro a te, oggi, per chiederti la grazia di perdonare tutti coloro che mi hanno offeso durante la mia vita. So che tu mi darai la forza di perdonare.
Ti ringrazio, perché tu mi ami più di quanto io ami me stesso e vuoi la mia felicità più di quanto io possa desiderarla.
Signore Gesù, voglio essere liberato dai risentimenti, dalle angosce e dalle inflessibilità che ho avuto nei tuoi confronti.
Ti chiedo perdono per tutte le volte che ho pensato che tu mandavi la morte, le sofferenze, le difficoltà economiche, i castighi, le malattie nella mia famiglia…
Purifica oggi la mia mente ed il mio cuore.
Signore, adesso voglio perdonare me stesso per i miei peccati, le mancanze ed i fallimenti. Voglio perdonarmi per tutto ciò che davvero è male dentro di me o che io penso sia male…

GRAZIE MIO SIGNORE PER LA GRAZIA CHE MI DAI IN QUESTO MOMENTO.

Signore, voglio estendere il mio perdono ai miei FRATELLI e SORELLE

Perdono quelli che mi hanno rifiutato… che hanno detto bugie sul mio conto… che mi hanno odiato… che mi hanno serbato rancore… che sono stati miei rivali nel carpire l’amore dei miei genitori.
Perdono coloro che mi hanno danneggiato nel fisico o nello spirito… coloro che sono stati particolarmente severi con me imponendomi castighi o rendendomi la vita difficile, in qualsiasi modo lo abbiano fatto…
LI PERDONO.

mercoledì 14 ottobre 2015

Maria è un'avvocata pietosa che non ricusa di difendere le cause dei più miserabili.....



Grande Madre del mio Signore, so bene che l'ingratitudine da me mostrata per tanti anni a Dio e a te meriterebbe che giustamente tu smettessi di aver cura di me, poiché l'ingrato non è più degno di ricevere benefici. Ma io, Signora, ho un alto concetto della tua bontà e la ritengo molto più grande della mia ingratitudine. Continua dunque, o rifugio dei peccatori, e non cessare di soccorrere un misero peccatore che confida in te. Madre di misericordia, stendi la mano a sollevare un povero caduto che ti chiede pietà. Maria, difendimi tu o dimmi a chi devo ricorrere che mi possa difendere meglio di te. Ma dove posso trovare un' avvocata più pietosa e più potente presso Dio di te che gli sei Madre? Divenendo Madre del Salvatore, tu sei stata destinata a salvare i peccatori e a me sei stata data per la mia salvezza. Maria, salva chi ricorre a te. Io non merito il tuo amore, ma il desiderio che tu hai di salvare i perduti mi fa sperare che tu mi ami. E se tu mi ami, come mi perderò? Madre mia diletta, se grazie a te mi salvo, come spero, non ti sarò più ingrato, ma con lodi perpetue e con tutti gli affetti dell'anima mia compenserò la mia passata ingratitudine e l'amore che mi hai portato. Nel cielo dove tu regni e regnerai in eterno, felice io canterò sempre le tue misericordie e bacerò in eterno quelle mani amorose che mi hanno liberato dall'inferno tante volte quante l'ho meritato con i miei peccati. O Maria, mia liberatrice, mia speranza, regina, avvocata, madre mia, io ti amo, ti voglio bene e ti voglio sempre amare. Amen, amen. Così spero, così sia.
Sant'Alfonso Maria de Liguori

giovedì 8 ottobre 2015

La mia unica speranza è Gesù e dopo Gesù la Vergine Maria



Madre del santo amore, vita, rifugio e speranza nostra, tu ben sai che al tuo Figlio Gesù Cristo non è bastato farsi nostro perpetuo avvocato presso l'eterno Padre, ma ha voluto che anche tu t'impegni presso di lui per impetrarci le divine misericordie.
Egli ha disposto che le tue preghiere contribuiscano alla nostra salvezza e ha dato loro tanta potenza che ottengono tutto ciò che domandano.
Perciò mi rivolgo a te, speranza dei miseri, io misero peccatore. Io spero, Signora, di potermi salvare per i meriti di Gesù Cristo e poi per la tua intercessione.
Io ho questa fiducia, la ho talmente che se la mia salvezza eterna stesse nelle mie mani, la metterei nelle tue, poiché mi fido più della tua misericordia e protezione che di tutte le mie opere.
Madre e speranza mia, non mi abbandonare, come meriterei. Guarda le mie miserie, muoviti a pietà, soccorrimi e salvami.
Tante volte, lo confesso, con i miei peccati ho chiuso la porta ai lumi e agli aiuti che tu mi hai procurato dal Signore.
Ma la pietà che tu hai verso i poveri peccatori e la potenza che hai presso Dio superano il numero e la gravità di tutti i miei demeriti.
Il cielo e la terra sanno che chi è protetto da te certamente non si perde. Si dimentichino dunque tutti di me, purché non te ne dimentichi tu, Madre di Dio onnipotente.
Dì a Dio che io sono tuo servo, digli che tu mi difendi e sarò salvo.
O Maria, io mi fido di te; in questa speranza vivo e in questa voglio e spero morire dicendo sempre: " La mia unica speranza è Gesù e dopo Gesù la Vergine Maria ".

S. Alfonso Maria de' Liguori

mercoledì 30 settembre 2015

CANTO DI RICONOSCENZA ALLA MADONNA DEL MONTE CARMELO




La statua di Maria Santissima del Carmelo esposta nella CHIESA DEL CARMELO - Archivolto del Carmine - Sassari


Tra le tue braccia tu m’hai presa
dai primi istanti della vita:
dopo quel giorno, Madre cara,
tu mi proteggi quaggiù sempre.
Per conservarmi l’innocenza,
in un dolce nido m’hai riposta
e l’infanzia m’hai custodita,
di un chiostro all’ombra benedetta.

E ai tempi della giovinezza,
l’appello di Gesù ho sentito.
Con tenerezza ineffabile
Il Carmelo tu m’hai mostrato.
Vieni, al Salvatore immolati”,
tu con dolcezza mi dicevi,
" vicino a me sarai felice,
vieni al Salvatore, immolati".


Presso te ho trovato riposo
Per il mio cuore, o Madre tenera!
Or in terra null’altro voglio:
Gesù soltanto è la mia gioia.
Se a volte sento la tristezza
E temo assalti di paura,
me tanto debole sostieni,
Madre, e degnati benedirmi.

Dammi che sia fedele sempre
A Gesù mio divino Sposo.
Un dì la sua soave voce
tra gli eletti a volar mi chiami.
Esilio e sofferenza allora
Non avrò e ti dirò nel Cielo
Della riconoscenza il canto,
Regina dolce del Carmelo!

Santa Teresa di Gesù Bambino

venerdì 14 agosto 2015

Signore mi hai afferrato - Aiutami a dire di sì – di Michel Quoist



Signore mi hai afferrato
Signore, mi hai afferrato, e non ho potuto resisterti.
Sono corso a lungo, ma tu m'inseguivi.
Prendevo vie traverse, ma tu le conoscevi.
Mi hai raggiunto.
Mi sono dibattuto.
Hai vinto!
Eccomi, o Signore, ho detto sì, all'estremo del soffio e della lotta, quasi mio malgrado;
ed ero là, tremante come un vinto alla mercé del vincitore,
quando su di me ha posato il Tuo sguardo di Amore.
Ormai è fatto, Signore, non potrò più scordarti.
In un attimo mi hai conquistato,
in un attimo mi hai afferrato.
I mie dubbi furono spazzati,
i miei timori svanirono;
perché ti ho riconosciuto senza vederti,
Ti ho sentito senza toccarti,
Ti ho compreso senza udirti.
Segnato dal fuoco del tuo Amore,
ormai è fatto, Signore, non potrò più scordarti.
Ora, ti so presente, al mio fianco, ed in pace lavoro sotto il tuo sguardo di Amore.
Non conosco più lo sforzo di pregare:
mi basta alzare gli occhi dell'anima verso di te per incontrare il tuo sguardo.
E ci comprendiamo. Tutto è chiaro. Tutto è pace.
In certi momenti, grazie o Signore, tu m'invadi irresistibile, come il mare lentamente inonda la spiaggia;
oppure improvvisamente tu mi afferri, come l'innamorato stringe tra le braccia il suo amore.
E non posso più nulla, bisogna che mi fermi.
Sedotto, trattengo il respiro; svanisce il mondo, sospendi il tempo.
Vorrei che questi minuti durassero ore...
Quando ti ritrai, lasciandomi di fuoco e sconvolto da gioia profonda,
non ho un'idea di più, ma so che tu mi possiedi maggiormente.
Alcune mie fibre sono più profondamente toccate,
la ferita s'è allargata, e sono un po' più prigioniero del tuo Amore.
Signore, tu crei ancora il vuoto attorno a me, ma in un modo diverso questa volta.
Per il fatto che sei troppo grande ed eclissi ogni cosa.
Quello che amavo mi sembra inezia, e sotto il fuoco del tuo Amore si sciolgono i miei desideri umani come cera al sole.
Che m'importano le cose!
Che m'importa il mio benessere!
Che m'importa la mia vita!
Non desidero più altro che te,
non voglio più altro che te.
Lo so, gli altri lo dicono: "È pazzo!".
Ma, o Signore, lo sono loro.