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domenica 23 marzo 2014

PREGHIERA A GESÙ NEL TABERNACOLO - Teresa di Gesù Bambino



O Dio nascosto nella prigione del tabernacolo! con gioia vengo accanto a voi ogni sera per ringraziarvi dei favori che mi avete concessi e per implorare perdono delle mancanze commesse durante il giorno dileguatosi come un sogno.
Gesù, come sarei felice se fossi stata interamente fedele! Ma haimè, spesso la sera sono triste perchè sento che avrei potuto corrispondere meglio alle vostre grazie. Se fossi stata più unita a voi, più caritatevole con le consorelle, più umile e più mortificata, avrei meno pena a intrattenermi con voi nell'orazione. Tuttavia, o mio Dio, ben lungi dallo scoraggiarmi alla vista delle mie miserie, vengo a voi con fiducia, ricordando che “non quelli che stanno bene hanno bisogno del medico, ma i malati”. Vi supplico perciò di guarirmi, di perdonarmi, ed io, Signore, mi ricorderò che l'anima alla quale voi avete maggiormente rimesso, deve altresì amarvi più delle altre. Vi offro tutti i battiti del cuore come altrettanti atti di amore e di riparazione e li unisco ai vostri meriti infiniti. Vi scongiuro, Sposo mio divino, di essere voi stesso il riparatore della mia anima, di agire in me senza tener conto delle mie resistenze, in una parola, non voglio più avere altra volontà che la vostra, e domani, con il soccorso della vostra grazia, ricomincerò una vita nuova, ogni istante della quale sarà un atto d'amore e di rinuncia.
Dopo essere venuta così ogni sera ai piedi del vostro altare, arriverò infine all'ultima sera della mia vita; allora comincerà per me il giorno senza tramonto dell'eternità, in cui mi riposerò sul vostro Cuore divino dalle lotte dell'esilio! Così sia!

domenica 2 marzo 2014

L' attrattiva Gesu' di santa Teresa di Lisieux - Dal manoscritto C " Storia di un'anima "





«Alle anime semplici non servono mezzi com­plicati: poiché io sono tra queste, un mattino du­rante il ringraziamento, Gesù mi ha dato un mezzo semplice per compiere la mia missione. Mi ha fatto capire questa paro­la dei Cantici: "Attirami) noi correremo all'effluvio dei tuoi profumi" (Ct 1,4).

O Gesù, dunque non è nemmeno necessario dire: Attiran­do me, attira le anime che amo. Questa semplice parola: "At­tirami" basta.
Signore, lo capisco, quando un’anima si è lasciata avvince­re dall'odore inebriante dei tuoi profumi, non potrebbe cor­rere da sola, tutte le anime che ama vengono trascinate die­tro di lei: questo avviene senza costrizione, senza sforzo, è una conseguenza naturale della sua attrazione verso di te.
Come un torrente che si getta impetuoso nell'oceano tra­scina dietro di sé tutto ciò che ha incontrato al suo passag­gio, così, o mio Gesù, l'anima che si immerge nell'oceano senza sponde del tuo amore attira con sé tutti i tesori che possiede...» .

«Madre mia, credo che sia necessario darLe ancora qualche spiegazione sul brano del Cantico dei Cantici: "Attirami, noi correremo" perché quello che ho voluto dirne mi sembra po­co comprensibile.
"Nessuno può venire a me", ha detto Gesù, "se non lo atti­ra il Padre mio che mi ha mandato". Poi, con parabole subli­mi, e spesso senza nemmeno usare questo mezzo così fami­liare al popolo, ci insegna che basta bussare perché ci venga aperto, basta cercare per trovare e tendere umilmente la ma­no per ricevere quello che chiediamo... Dice inoltre che tutto quello che chiederemo al Padre suo nel suo nome Egli lo con­cederà. Certo è per questo che lo Spirito Santo, prima della nascita di Gesù, dettò questa preghiera profetica: Attirami, noi correremo.

Cos' è dunque chiedere di essere attirati, se non unirsi in modo intimo all'oggetto che avvince il cuore? Se il fuoco e il ferro avessero intelligenza e quest'ultimo dicesse all'altro: Attirami, dimostrerebbe che desidera identificarsi col fuoco in modo che questo lo penetri e lo impregni con la sua sostan­za bruciante e sembri formare una cosa sola con lui.
Madre amata, ecco la mia preghiera: chiedo a Gesù di atti­rarmi nelle fiamme del suo amore, di unirmi così strettamen­te a Lui, che Egli viva e agisca in me.
Sento che quanto più il fuoco dell'amore infiammerà il mio cuore, quanto più dirò: Attirami, tanto più le anime che si avvicineranno a me (povero piccolo rottame di ferro inuti­le, se mi allontanassi dal braciere divino) correranno rapida­mente all'effluvio dei profumi del loro Amato, perché un'ani­ma infiammata di amore non può restare inattiva: certo, come santa Maddalena resta ai piedi di Gesù, ascolta la sua parola dolce e infuocata. Sembrando non dar niente, dà molto di più di Marta che si agita per molte cose e vorrebbe che la so­rella l'imitasse. Non sono i lavori di Marta che Gesù biasima: a questi lavori la sua Madre divina si è umilmente sottomessa per tutta la sua vita poiché doveva preparare i pasti per la Santa Famiglia. E’solo l'inquietudine della sua ardente ospi­te che vorrebbe correggere».

Dal manoscritto C “ Storia di un'anima “ - Santa Teresa di Gesù Bambino