INCONTRO
D’AMORE DIO CON NOI, NOI CON DIO
“Chi
cerca trova!” Questo proverbio, che tra l’altro ha profonde
radici bibliche, è credibile? Noi, purtroppo, nella vita conosciamo
l’amara e inquietante delusione di cercare senza trovare. Si pensi
a chi cerca inutilmente il lavoro o un futuro; a chi non trova un
familiare scomparso da casa; a chi ha perso la pace del cuore e non
sa darsi pace; a chi è finito nella sventura o nella malattia e non
ha più speranza di uscirne; a chi ha smarrito un bene prezioso e
non sa come e dove trovarlo... Ma se questo è vero per tante
situazioni umane, non è assolutamente vero per quanto riguarda la
nostra ricerca e il nostro rapporto con Dio. La Bibbia ci dice
infatti, che Dio è “Colui che si fa trovare” ( Is 55, 6 ) e
anzi, quando ci allontaniamo da lui, ci viene a cercare, perché non
vuole assolutamente perderci. Per il suo infinito amore ha voluto
farsi il “ Dio con noi” ( Mt 1,23 ). È così! In Cristo Gesù,
“Dio fatto uomo”, la divinità incontra e abbraccia l’umanità,
e l’umanità ha la piena garanzia di incontrare e abbracciare la
divinità. L’incontro salvifico con Dio in Gesù è il vero
traguardo del nostro cammino umano e cristiano.
Dalla
ricerca al felice incontro

Un
ateo convertito, André Frossard, volendo provare l’esistenza di
Dio a partire dal gioioso “ritrovamento” della sua vita
attraverso la fede, ha scritto un libro interessante: “Dio esiste!
Io l’ho incontrato!”. Sì, l’incontro con Dio, per chi si
converte a lui, è davvero bello e gioioso. Per capirlo basta
leggere nel Vangelo, l’incontro-conversione della Maddalena ( Lc
7,36-50 ), della donna samaritana ( Gv 4,5-42 ), del ricco e inquieto
Zaccheo ( Lc 19,1-10 )... E ancora più convinta e convincente la
testimonianza del più grande convertito del Cristianesimo,
l’apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, è Cristo a
vivere in me” ( Gal 1,20 ). Ma un vero incontro con Dio può
avvenire anche quando ci rendiamo conto che, in Dio creduto e amato,
troviamo il valore e il fine supremo della nostra vita sulla terra. A
proposito, mi viene da applicare all’incontro con Dio
un’espressione più volte sentita nella mia infanzia: “Benedetto
il giorno che ti ho incontrato!”. Così diceva ogni tanto mio
papà alla mamma, quando vedeva la sua tenace, amorevole e preziosa
laboriosità in famiglia. In quelle parole, anche se dette in un
italiano arrangiato, c’era tutta l’anima e il cuore di mio padre
che, orfano dei genitori già a dodici anni e con due fratellini a
carico, aveva trovato nell’amore attento e premuroso di mia mamma
la forza della sua non facile vita personale e familiare. Perché
non considerare la propria vita quotidiana un “felice incontro”
con Dio una “vita insieme” con Colui, “nel quale viviamo,
operiamo e siamo” ? Ci accorgeremmo che si tratta di un incontro
che non delude, ma realizza pienamente la vita, e ci dona sicurezza,
pace e gioia. Perché Gesù non si smentisce: “Rimanete in me e
io in voi, come i tralci alla vite; chi rimane in me e io in lui
porta molto frutto ( cfr Gv 15, 4-6 ). L’incontro nostro con Cristo
diventa una mutua presenza, feconda di bene e salvezza.