1.
Come le gesta degli antichi campioni della fede furono scritte quali
documenti della grazia divina a edificazione dell’uomo, affinché
leggendole e rappresentandoci alla mente i fatti, ne onoriamo Dio e
ne caviamo conforto per noi stessi: così è opportuno tramandare
anche i nuovi esempi, che non meno degli antichi possono giovare
all’uno e all’altro scopo. Infatti anche questi un giorno saranno
antichi e torneranno necessari ai posteri, sebbene nel loro tempo
presente godano minore autorità mancando di quel prestigio che
l’antichità attribuisce ai primi. Del resto, se la vedano essi,
coloro che l’una e medesima potenza dell’unico Spirito Santo
giudicano secondo l’antichità del tempo: ma, se la manifestazione
della grazia ha avuto la sua pienezza per disposizione divina in
quest’ultima epoca, si dovrebbe pur ritenere che gli esempi recenti
e ultimi rivestano un significato anche maggiore. Dice il Signore:
“Negli estremi giorni spanderò la virtù del mio Spirito su ogni
carne vivente, e i loro figli e figlie proferiranno vaticini; sopra
gli schiavi e le schiave mie spanderò il mio Spirito: i giovani
contempleranno visioni, i vecchi avranno rivelazioni nel sogno”
(Gioele 3, 1-5 e Atti 2). Pertanto anche noi, che riconosciamo e
onoriamo le profezie e le visioni nuove e rivolgiamo ogni altra
operazione dello Spirito Santo ad ammaestramento della Chiesa, alla
quale fu mandato per distribuire tutti i suoi doni spirituali a
ciascuno secondo la disposizione di Dio, reputiamo necessario
raccontarle e leggerle in comune a gloria di Dio. Così non accadrà
mai che alcuno per ignoranza o poca fede abbia a credere che la
grazia di Dio si sia manifestata solo agli antichi, sia confortando
al martirio, sia nel dono di rivelazione; poiché Dio opera senza
interruzione secondo le sue promesse, a documento di chi non crede e
a beneficio di chi crede.
Vi
presentiamo dunque, o fratelli e figlioli, anche noi “ciò che
abbiamo udito e veduto e toccato con mano” (1 Giovanni 1, 1. 3.);
affinché voi che siete stati presenti ai fatti, ricordandoli ne
diate gloria al Signore; quelli poi che ora soltanto vengono a
conoscerli per via di udito, vivano in spirituale unione coi santi
martiri, e per mezzo loro, col nostro Signore Gesù Cristo, a cui è
dovuta la gloria e l’onore per i secoli dei secoli. Amen.
2.
Furono arrestati i giovinetti catecumeni Revocato e Felicita sua
compagna di schiavitù, Saturnino e Secondino. Era fra loro poi anche
Vibia Perpetua di condizione patrizia, allevata accuratamente,
sposata secondo il costume delle matrone. Vivevano ancora suo padre e
sua madre, e aveva due fratelli, di cui l’uno era pure catecumeno.
Essa aveva un bambino alle poppe (infantem ad ùbera) e toccava
presso a poco l’età dei ventidue anni. Lo svolgimento del suo
martirio fu narrato tutto da lei stessa, così come lo lasciò
scritto di sua mano e di mente sua.
