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mercoledì 8 febbraio 2017

Santa Giuseppina Bakhita - Oglassa, Darfur, Sudan, 1868 - Schio, Vicenza, 8 febbraio 1947 – Tema: Schiavitù - Coscienza - Speranza



Due ragazzine sudanesi di sette e dodici anni, traboccanti di vita e di gioia, passeggiano attraverso i campi giocando. La natura, il futuro, tutto sorride loro in questa primavera della vita. Nulla lascia presagire un evento tragico. Fermandosi a raccogliere delle erbe per la cucina, scorgono improvvisamente due uomini che si avvicinano a loro. Uno dei due si rivolge alla più grande, e le chiede come un servizio di lasciar andare la più piccola nel bosco per cercare un pacchetto dimenticato. La piccola, nella sua innocenza, fa quello che le viene chiesto e parte verso il bosco con i due uomini. Arrivata nel bosco, si rende conto che non c'è nessun pacchetto. I due uomini si avvicinano e la minacciano, uno con un coltello, l'altro con una pistola: «Se gridi, sei morta! Vieni, seguici». Terrorizzata, la bambina cerca di gridare, ma non ci riesce. Più avanti, i rapitori le chiedono il suo nome; pietrificata dalla paura, non è in grado di rispondere. «Bene, dicono, ti chiameremo Bakhita (che significa «fortunata»), perché sei veramente fortunata». Agli occhi di quegli uomini, c'era ironia nel chiamare «fortuna» quella che era una disgrazia. Ma agli occhi di Dio, che dirige tutti gli avvenimenti per il bene degli eletti, era davvero una fortuna inaudita per Bakhita.