«Dappertutto,
nella società, nei nostri paesi, nei quartieri, nelle fabbriche e
negli uffici, nei nostri incontri fra popoli e razze, il cuore di
pietra, il cuore arido, deve trasformarsi in un cuore di
carne, aperto ai fratelli, aperto a Dio. Ne va della pace. Ne va
della sopravvivenza dell'umanità. Ciò supera le nostre forze. È un
dono di Dio. Un dono del suo Amore» (Giovanni Paolo II, 5 ottobre
1986 a Paray-le-Monial). Tale dono dell'amore era stato annunciato
dal profeta Ezechiele: Vi darò un cuore nuovo e porrò in voi uno
spirito nuovo: toglierò il cuore di pietra dal vostro corpo, e vi
darò un cuore di carne (Ez. 36, 26).
Ma come si
realizza questa trasformazione tanto necessaria per il bene
dell'umanità e la salvezza delle anime? Come entra nel cuore degli
uomini, lo Spirito Santo? È per opera di Gesù Cristo: sul Calvario,
il Cuore di Cristo, trafitto dalla lancia del soldato, diventa la
fonte da cui il Padre celeste fa scendere sugli uomini le grazie
della conversione e della partecipazione alla vita divina.
Alle soglie dei
tempi moderni, santa Margherita Maria è stata scelta dalla divina
Provvidenza per ricordare a tutta la Chiesa ed al mondo la profondità
dell'amore di Cristo. Essa «ha conosciuto il mistero sconvolgente
dell'amore divino. Ha conosciuto tutta la profondità delle parole
d'Ezechiele: Vi darò un cuore. Durante tutta la sua vita
celata in Cristo, fu segnata dal dono di quel Cuore che si offre
senza limiti a tutti i cuori umani» (Giovanni Paolo II, id.).