Una
Santa moscovita venerata dalla Chiesa ortodossa russa
Per
71 anni, S. Matrona (1881-1952) ha pregato e sofferto per il suo
popolo. Simile ad una colonna di fuoco, quest’anima di espiazione
russo-ortodossa ha conservato la sua imperturbabile fede nell’amore
di Dio, tra le più crudeli persecuzioni da parte dei comunisti e di
forze demoniache. Ella ha dato consigli a migliaia di persone in
cerca di aiuto, ha curato malati, ha liberato posseduti da demoni e
ha descritto eventi futuri come se li leggesse in un libro.
Matrona
Dmitrijewna Nikonowa nacque nel 1881 come quarta figlia di una povera
famiglia di contadini, nel piccolo paese di Sebino, 280 chilometri a
sud di Mosca.
Prima
del parto, la madre Natalja aveva avuto un sogno profetico, nel quale
un uccello bianco con un volto umano, ma con gli occhi chiusi, si
posava sulla sua mano. Nata la sua bambina cieca, addirittura senza
gli occhi, con le palpebre chiuse, la mamma comprese il simbolismo
del sogno. Nonostante la loro povertà, i genitori non misero in un
istituto la bambina handicappata, come di solito si faceva all’epoca,
ma la curarono in casa con tanto amore. Presto i genitori notarono
quanto Matrona amasse la preghiera. Sebbene cieca, la piccola parlava
con le icone, come se i santi e la Madonna fossero vivi davanti a
lei.
La
bambina partecipava volentieri con i suoi genitori alla liturgia
nella vicina Chiesa, il suo posto preferito era a sinistra
dell’ingresso. Lì stava spesso per ore immobile come una colonna
e, meravigliando tutti, unendosi al coro, cantava a memoria i canti
liturgici. Purtroppo i ragazzi del paese non avevano la sensibilità
dei suoi genitori. Matrona avrebbe voluto giocare con loro, ma questi
la prendevano in giro, picchiavano la bambina inerme con l’ortica o
la mettevano in una buca per vedere se sarebbe riuscita a venirne
fuori. La deridevano e la trattarono talmente male che ella preferì
restare a giocare a casa.
Esistono
solo poche foto che mostrano Santa Matrona nella sua posizione
tipica, seduta e con le gambe incrociate. Paralizzata e cieca era
completamente dipendente da Dio e dagli uomini. Ma proprio questa
totale dipendenza ella sopportò con un tale amore, che la fece
diventare “madre spirituale” per il suo popolo. Come la sua pia
contemporanea Makaria (della quale abbiamo scritto nel n. 18 di
“Trionfo del Cuore”), anche Matrona visse poveramente, spesso in
miseria. Ma le sue sofferenze, sopportate con eroica devozione, sono
diventate fonte di grazie, non solo per i molti fedeli ricevuti
mentre era in vita, ma anche per quanti nel nostro tempo (e sono
migliaia) si recano ogni giorno sulla sua tomba per affidare alla
Santa i loro problemi.
Sofferenze
straordinarie, straordinari Doni
