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martedì 16 maggio 2017

Santa Matrona



Una Santa moscovita venerata dalla Chiesa ortodossa russa

Per 71 anni, S. Matrona (1881-1952) ha pregato e sofferto per il suo popolo. Simile ad una colonna di fuoco, quest’anima di espiazione russo-ortodossa ha conservato la sua imperturbabile fede nell’amore di Dio, tra le più crudeli persecuzioni da parte dei comunisti e di forze demoniache. Ella ha dato consigli a migliaia di persone in cerca di aiuto, ha curato malati, ha liberato posseduti da demoni e ha descritto eventi futuri come se li leggesse in un libro.

Matrona Dmitrijewna Nikonowa nacque nel 1881 come quarta figlia di una povera famiglia di contadini, nel piccolo paese di Sebino, 280 chilometri a sud di Mosca.
Prima del parto, la madre Natalja aveva avuto un sogno profetico, nel quale un uccello bianco con un volto umano, ma con gli occhi chiusi, si posava sulla sua mano. Nata la sua bambina cieca, addirittura senza gli occhi, con le palpebre chiuse, la mamma comprese il simbolismo del sogno. Nonostante la loro povertà, i genitori non misero in un istituto la bambina handicappata, come di solito si faceva all’epoca, ma la curarono in casa con tanto amore. Presto i genitori notarono quanto Matrona amasse la preghiera. Sebbene cieca, la piccola parlava con le icone, come se i santi e la Madonna fossero vivi davanti a lei.
La bambina partecipava volentieri con i suoi genitori alla liturgia nella vicina Chiesa, il suo posto preferito era a sinistra dell’ingresso. Lì stava spesso per ore immobile come una colonna e, meravigliando tutti, unendosi al coro, cantava a memoria i canti liturgici. Purtroppo i ragazzi del paese non avevano la sensibilità dei suoi genitori. Matrona avrebbe voluto giocare con loro, ma questi la prendevano in giro, picchiavano la bambina inerme con l’ortica o la mettevano in una buca per vedere se sarebbe riuscita a venirne fuori. La deridevano e la trattarono talmente male che ella preferì restare a giocare a casa.
Esistono solo poche foto che mostrano Santa Matrona nella sua posizione tipica, seduta e con le gambe incrociate. Paralizzata e cieca era completamente dipendente da Dio e dagli uomini. Ma proprio questa totale dipendenza ella sopportò con un tale amore, che la fece diventare “madre spirituale” per il suo popolo. Come la sua pia contemporanea Makaria (della quale abbiamo scritto nel n. 18 di “Trionfo del Cuore”), anche Matrona visse poveramente, spesso in miseria. Ma le sue sofferenze, sopportate con eroica devozione, sono diventate fonte di grazie, non solo per i molti fedeli ricevuti mentre era in vita, ma anche per quanti nel nostro tempo (e sono migliaia) si recano ogni giorno sulla sua tomba per affidare alla Santa i loro problemi.

Sofferenze straordinarie, straordinari Doni