1
- Dio vi liberi dalle varie qualità di paci che godono i mondani!
Il Signore non ci permetta mai di gustarle perché ci sarebbero di
guerra senza fine.
Ecco
un mondano che ingolfato nei più enormi peccati vive
tranquillamente, contento dei suoi vizi, senza alcun rimorso di
coscienza.
–
Questa
pace, come certo avrete letto, indica che egli e il demonio sono
amici.
E,
fin che vive, il maligno non gli vorrà certo muover guerra.
Vi
sono anime così perverse che per evitare questa guerra – e non
già per amore di Dio – tornerebbero alquanto al suo servizio.
Ma
pur tornandovi, non vi durano a lungo, perché, appena il demonio se
ne accorge, offre loro nuove ebbrezze di loro gusto, con le quali le
ritorna alla sua amicizia, trattenendovele poi fino a quando non le
abbia condotte in quel luogo, ove farà loro intendere quanto una
tal pace sia stata falsa.
Ma
di queste anime non vi è proprio di che occuparci: se la vedano
loro! Spero nel Signore che tanto male fra voi non venga mai ad
allignare.
Tuttavia
il demonio potrebbe incominciare con un'altra pace: quella con i
difetti leggeri.
–
Finché
si vive, figliuole, si deve star sempre con timore.
2
- Quando una religiosa comincia a rilassarsi in certe cose che
sembrano poco gravi, e dura a lungo in questo stato senza che la
coscienza la rimorda di nulla, la sua pace è cattiva, e il demonio
potrebbe servirsene per trascinarla ad ogni sorta di mali.
Forse
non si tratterà che di una mancanza contro le Costituzioni, in sé
non peccato, o di una negligenza nell'obbedire agli ordini del
Superiore, e forse senza malizia; ma siccome il Superiore tiene le
veci di Dio, si deve far di tutto per seguire il suo volere, non
essendo venute qui che per questo.
Quante
di queste cosette che in sé non sembrano peccato e che tuttavia
costituiscono una mancanza! Eppure quante ne commettiamo nella nostra
grande miseria! Comunque, io non dico che questo: cioè, che quando
si commettono, bisogna pentircene e riconoscere di aver sbagliato.
Altrimenti,
ripeto, il demonio potrebbe goderne, e a poco a poco rendere l'anima
insensibile.
Ottenuto
questo, vi dico, figliuole, che non avrà fatto poco, e temo che
andrà ancora più innanzi.
Perciò
vi prego, per amor di Dio, di star sempre in guardia.
Finché
viviamo non dobbiamo mai lasciare di combattere: in mezzo a tanti
nemici non è possibile starcene con le mani in mano.
Dobbiamo
vegliare continuamente e vedere come ci diportiamo sia nell'interno
che nell'esterno.










