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mercoledì 14 ottobre 2015

Nove specie di false paci che il mondo, la carne e il demonio offrono alle anime - Tratto da “ PENSIERI SULL’AMORE DI DIO” di SANTA TERESA DI GESÙ - CAPITOLO 2




1 - Dio vi liberi dalle varie qualità di paci che godono i mondani! Il Signore non ci permetta mai di gustarle perché ci sarebbero di guerra senza fine.
Ecco un mondano che ingolfato nei più enormi peccati vive tranquillamente, contento dei suoi vizi, senza alcun rimorso di coscienza.
Questa pace, come certo avrete letto, indica che egli e il demonio sono amici.
E, fin che vive, il maligno non gli vorrà certo muover guerra.
Vi sono anime così perverse che per evitare questa guerra – e non già per amore di Dio – tornerebbero alquanto al suo servizio.
Ma pur tornandovi, non vi durano a lungo, perché, appena il demonio se ne accorge, offre loro nuove ebbrezze di loro gusto, con le quali le ritorna alla sua amicizia, trattenendovele poi fino a quando non le abbia condotte in quel luogo, ove farà loro intendere quanto una tal pace sia stata falsa.
Ma di queste anime non vi è proprio di che occuparci: se la vedano loro! Spero nel Signore che tanto male fra voi non venga mai ad allignare.
Tuttavia il demonio potrebbe incominciare con un'altra pace: quella con i difetti leggeri.
Finché si vive, figliuole, si deve star sempre con timore.
2 - Quando una religiosa comincia a rilassarsi in certe cose che sembrano poco gravi, e dura a lungo in questo stato senza che la coscienza la rimorda di nulla, la sua pace è cattiva, e il demonio potrebbe servirsene per trascinarla ad ogni sorta di mali.
Forse non si tratterà che di una mancanza contro le Costituzioni, in sé non peccato, o di una negligenza nell'obbedire agli ordini del Superiore, e forse senza malizia; ma siccome il Superiore tiene le veci di Dio, si deve far di tutto per seguire il suo volere, non essendo venute qui che per questo.
Quante di queste cosette che in sé non sembrano peccato e che tuttavia costituiscono una mancanza! Eppure quante ne commettiamo nella nostra grande miseria! Comunque, io non dico che questo: cioè, che quando si commettono, bisogna pentircene e riconoscere di aver sbagliato.
Altrimenti, ripeto, il demonio potrebbe goderne, e a poco a poco rendere l'anima insensibile.
Ottenuto questo, vi dico, figliuole, che non avrà fatto poco, e temo che andrà ancora più innanzi.
Perciò vi prego, per amor di Dio, di star sempre in guardia.
Finché viviamo non dobbiamo mai lasciare di combattere: in mezzo a tanti nemici non è possibile starcene con le mani in mano.
Dobbiamo vegliare continuamente e vedere come ci diportiamo sia nell'interno che nell'esterno.

Vivi desideri della sposa di sopportare grandi prove per amore di Dio e del prossimo -Tratto da “ PENSIERI SULL’AMORE DI DIO” di SANTA TERESA DI GESÙ - CAPITOLO 7



1 - Che divino linguaggio per questo mio argomento! Ecchè, santa donna, vi fa dunque morire la dolcezza? Alle volte infatti, come io stessa ho sentito dire, la soavità è così intensa che l'anima si liquefa, e sembra proprio che non possa più vivere. E voi allora chiedete dei fiori? Ma quali fiori chiedete? Per il vostro male non son essi un rimedio, a meno che non li chiediate per morire del tutto, come veramente si desidera quando l'anima è giunta a questo stato. Eppure non è questo che la sposa intende, perché dice: Sostenetemi con i fiori. E domandare di essere sostenuta non mi sembra che sia chiedere di morire, ma piuttosto di vivere onde lavorare alquanto per Colui a cui si sente obbligata.
2 - Non pensate, figliuole, che sia esagerato affermare che l'anima sta morendo. Così è realmente, perché come vi ho già detto, l'amore opera alle volte con tale violenza da impadronirsi di tutte le forze naturali. Conosco una persona che essendo una volta in questa orazione, udì cantare una bella voce. Assicura che per l'eccesso della gioia e della soavità di cui si sentì da Dio inondata, le sembrò che l'anima stesse per separarsi dal corpo, come realmente sarebbe avvenuto se quel canto non fosse cessato. Buon per lei che il Signore dispose che cessasse, perché ella da parte sua, trovandosi in quello stato, avrebbe ben potuto morire, ma non mai dire una parola per far sospendere il canto. Infatti il suo esteriore giaceva in completa impotenza e immobilità , capiva il rischio in cui era, ma pareva come uno profondamente addormentato che sogna di trovarsi in un pericolo: vuole allontanarsi, ma, nonostante i suoi sforzi, non riesce a parlare.

venerdì 7 agosto 2015

Nel cammino verso la santita' l'uomo realizza la sua vera identita' - NATA PER TE – MOSTRA ITINERANTE ALLA SCOPERTA DI TERESA DI GESU'




NADA TE TURBE – NULLA TI TURBI" : L'INIZIATIVA DI DIO.
"Nubi di morte avvolgevano la mia anima... ma Tu, Dio fedele, hai riscattato la mia vita e hai fatto di me una Creatura nuova"
Dio opera nella nostra vita ancor prima che ce ne rendiamo conto. L'uomo, a volte, con le proprie scelte e con la propria condotta, arriva addirittura a contrastare, a ostacolare, l'azione salvifica di Dio. Teresa ne fa esperienza diretta nella sua stessa vita, durante un periodo di crisi che ella stessa narra. Nel ripercorrere la propria Vicenda umana e spirituale, ella vede ora chiaramente la presenza di quella Mano che l'ha sempre prevenuta, guidata, accompagnata. Ma questo è ciò che avviene anche nella mia e nella tua storia! Questo, però, non impedisce a Dio di continuare a cercare la risposta dell'uomo, nonostante le sue resistenze, persino dandosi a lui ancor di più. Così scrive Teresa rivolgendosi a Dio: “ Come si dimostra Vero che Voi mi amavate assai di più di quanto mi amassi io" (V 32,5). L'uomo vecchio, offuscato dal peccato e dalle passioni (parte di figura Scura), e l'uomo rinato a vita nuova grazie all'opera salvifica di Dio (parte di figura chiara), però, non sono mai scissi, in quanto la parte oscura rimane comunque presente a livello latente come condizione di fragilità ereditata dal peccato. Dio non si impone all'uomo, lo lascia libero di scegliere anche vie sbagliate, lo lascia libero di allontanarsi da Lui, per poi manifestarsi come Colui che solo può salvare. Ciò che dà la spinta a Teresa per uscire dalla sua condizione critica è l'acquisizione della consapevolezza di "lottare con un'ombra di morte" (V 8,12) che non le consente di vivere in pienezza.


"NADA TE ESPANTE – NULLA TI SPAVENTI". LA DETERMINATA DETERMINAZIONE
Con la Tua Luce hai dissolto le tenebre che CircOndavano la mia Vita"
Dio è alla ricerca di chi lo voglia accogliere e quando trova risposta nell'uomo lo rigenera, ne fa creatura nuova, capace di corrispondere al suo Amore incondizionato mediante il dono gratuito di sé. Si fa Luce nella Vita dell'uomo, che ora coglie chiaramente la premurosa e operosa presenza di Dio nella propria storia e nella propria anima. La consapevolezza di essere un salvato dà all'uomo nuovo il desiderio e la forza di corrispondere alla grazia di Dio e resistere agli assalti del nemico delle nostre anime. Teresa si rivolge all'uomo di oggi come a quello del suo tempo e lo incoraggia, lo incita a gettarsi Senza paura, anima e corpo, nel servizio a Dio con "determinata determinazione" (C 21,2), ad operare con fermezza e decisione, a puntare in alto determinandosi a "grandi cose" per il Signore. Senza questa determinazione, ci insegna Teresa, il dono di sé a Dio rischia di Venire Soffocato tanto da interferenze interne quanto da quelle esterne. Se noi non ci diamo a Dio con la stessa determinazione con cui Lui si dà a noi, Egli non può agire in noi e per noi come desidererebbe.Questa tappa offre un'immagine comunitaria (le mani che ricevono luce dalla lucerna del Cristo) per voler sottolineare come l'uomo non può salvarsi da Solo, ma unicamente in un cammino con Dio e con i fratelli. L'uomo Vecchio vive ripiegato su se stesso, nel proprio egoismo, nel proprio piccolo mondo. L'uomo nuovo, Con il cuore dilatato dall'amore di Dio, non può più fare a meno di condividere il cammino con i fratelli e di darsi a loro.

domenica 17 maggio 2015

Preghiera allo Spirito Santo di Santa Teresa D'Avila



O Spirito Santo,
sei tu che unisci la mia anima a Dio:
muovila con ardenti desideri
e accendila con il fuoco
del tuo amore.
Quanto sei buono con me,
o Spirito Santo di Dio:
sii per sempre lodato e Benedetto
per il grande amore che affondi su di me!

Dio mio e mio Creatore
è mai possibile che vi sia
qualcuno che non ti ami?
Per tanto tempo non ti ho amato!
Perdonami, Signore.

O Spirito Santo,
concedi all'anima mia
di essere tutta di Dio e di servirlo
senza alcun interesse personale,
ma solo perchè è Padre mio e mi ama.

Mio Dio e mio tutto,
c'è forse qualche altra cosa
che io possa desiderare?
Tu solo mi basti. AMEN.

lunedì 27 ottobre 2014

E io, che pensavo di essere sfrontata... ma nel 1500, una Santa mi batteva!!!!



È vero che oggi, mentre godevo del Signore, ho avuto l’ardire di lamentarmi di Sua Maestà, dicendogli: «Come! Non vi basta, Dio mio, di tenermi in questa misera vita, e che io per amor vostro l’accetti, e voglia vivere dove tutto m’impedisce di godervi, e debba mangiare, dormire, occuparmi di affari e trattare con la gente? Io sopporto ogni cosa per amor vostro, ma ben sapete, Signore, quanto ciò mi sia di tormento, e perché allora vi nascondete nei pochi istanti di cui dispongo per godere di voi? Com’è compatibile tutto questo con la vostra misericordia? Come può sopportarlo l’amore che nutrite per me? Credo, Signore, che se potessi nascondermi a voi come voi vi nascondete a me, il vostro amore per me non lo sopporterebbe: voi, infatti, ve ne state con me e mi vedete sempre. No, questo è intollerabile, mio Signore; vi supplico di considerare che è fare ingiuria a chi tanto vi ama».
Santa Teresa d’Avila - Libro della vita – Capitolo 37 n°8 



 ******
 

   Santa Teresa d’Avila si recava un giorno in una città della Spagna per una fondazione. Il tempo era avverso. Una bufera di vento e di pioggia flagellava la povera carrozza sulla quale la Santa viaggiava. Ad un tratto i cavalli sbandarono e rovesciarono i viaggiatori nell’acqua gelida del fossato, che correva lungo la strada.
Quando Santa Teresa riuscì ad uscire dall’acqua, si sentì gelare dal freddo e mentre prendeva un po’ di respiro, seduta su una pietra, non poté fare a meno di lamentarsi col Signore: - Io mi sono consacrata completamente ai tuoi interessi e tu mi lasci soffrire così? Mi tratti così?
Teresa, le rispose Nostro Signore, così tratto i miei amici!
 - Ah, è per questo, soggiunse la Santa, che ne hai così pochi!
      Sia nostra gioia e nostro vanto di essere tra questi pochi ma veri amici di Gesù, di cui Gesù ha promesso di scrivere il nome sul Suo Cuore, perché gli sono fedeli sempre, non solo nelle gioie, ma soprattutto nelle pene, nel sacrificio e nell’immolazione di tutto se stessi per il trionfo del suo Regno di carità e di grazia, di santità e di vita, di giustizia, di amore e di pace. 

mercoledì 15 ottobre 2014

Teresa d’Avila - Esclamazioni


 

Voi dite: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi consolerò. Che altro vogliamo, Signore? Che domandiamo? Che cerchiamo? Per quale motivo la gente del mondo si perde se non per andare in cerca di felicità? O Dio, Dio mio! È possibile questo, Signore? Oh, che pena! Che grande accecamento! Noi cerchiamo, infatti, la felicità dov’è impossibile trovarla! Abbiate pietà, Creatore, delle vostre creature! Vedete, noi non capiamo noi stessi, né sappiamo quel che desideriamo, né siamo nel giusto chiedendo quel che chiediamo. Illuminateci, Signore; considerate che la vostra luce è più necessaria a noi che a quel cieco il quale era tale dalla nascita, perché questi desiderava vedere la luce e non poteva, ma noi, Signore, non vogliamo vedere. Oh, che male grave e incurabile! Qui, mio Dio, deve manifestarsi il vostro potere, qui deve brillare la vostra misericordia!

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Oh, Signore! Riconosco la vostra divina potenza. E se voi siete potente, come in realtà siete, cosa c’è d’impossibile a colui che può tutto? Vogliate, dunque, Signore mio, vogliate! Per quanto miserabile io sia, credo fermamente che possiate tutto ciò che volete, e quanto più sono grandi le meraviglie che sento dire di voi, pensando che potete fare ancora di più, la mia fede si fortifica maggiormente e credo con più salda convinzione che esaudirete la mia richiesta. E come meravigliarsi di ciò che fa l’Onnipotente? Voi sapete bene, mio Dio, che pur fra tutte le mie miserie, non ho mai trascurato di riconoscere la vostra grande potenza e misericordia. Tenete conto, Signore, del fatto che almeno in questo non vi ho offeso. Ricuperatemi, Dio mio, il tempo perduto concedendomi la vostra grazia per il presente e per il futuro, affinché compaia davanti a voi con la veste nuziale perché, se lo volete, lo potete.

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Oh, mio Signore, quale vero amico voi siete, e quanto potente, poiché potete ciò che volete, e non smettete mai di amare chi vi ama! Vi lodino tutte le creature, Signore dell’universo! Oh, poter gridare al mondo intero quanto voi siete fedele ai vostri amici! Tutte le cose mancano, ma voi, Signore di tutte, non mancate mai! È poco ciò che lasciate patire a chi vi ama. Oh, mio Signore, con quanta delicata cura, con quanta dolcezza li sapete trattare! Oh, felice chi non ha mai esitato ad amare altri che voi! Sembra, o Signore, che voi mettiate rigorosamente alla prova chi vi ama, affinché nell’eccesso del patimento si intenda l’eccesso ancor più grande del vostro amore. Oh, Dio mio, potessi avere ingegno, dottrina, e disporre di parole nuove per esaltare le vostre opere come lo sente l’anima mia! Mi manca tutto, mio Signore, ma se voi non mi lasciate senza la vostra protezione, io non mancherò a voi. Si levino pure contro di me tutti i dotti, mi perseguitino tutte le creature, mi tormentino tutti i demoni, ma non mancatemi voi, Signore, perché ho già fatto esperienza del guadagno che si ricava dal confidare solo in voi.

Santa Teresa d’Avila


Che fare in questi momenti?...

Quando provi un senso di avversione durante le preghiere quotidiane, quando ti accorgi che le farfalle nello stomaco sono sparite, quando il cuore non batte più come prima, quando la gioia è svanita, quando pensi che Gesù sia andato in ferie perché non senti più la Sua presenza vicino a te... arrivi a pensare che la colpa sia esclusivamente tua e non sai più cosa fare... continuare a pregare sembra che non abbia più senso, hai quasi paura di offenderLo... Ma ecco che arriva in soccorso un angelo… e con parole molto tenere ti rassicura e ti dice che non devi inquietarti, ma in questo momento devi perseverare nella preghiera e anche se è recitata in questi momenti particolari, non è una preghiera cattiva... Grazie “angelo di Dio”.

Anche i Santi ne parlano, ed ecco la raccomandazione di Santa Teresa d'Avila...

Che deve, dunque, fare colui che da molti giorni non vede in sé altro che aridità, noia, ripugnanza, e tale mala voglia di andare ad attingere acqua, che se non ricordasse di far piacere e di rendere servizio al Signore del giardino e non si adoperasse a non perdere tutto ciò che spera di guadagnare con la grande fatica che costa gettare molte volte il secchio nel pozzo e tirarlo fuori senz’acqua, abbandonerebbe tutto? Gli accadrà spesso di non poter neppure alzare le braccia per far questo, né di avere un buon pensiero, poiché resta inteso che trarre l’acqua dal pozzo equivale a lavorare con l’intelletto. Allora, come dico, che farà in questo caso il giardiniere? Dovrà rallegrarsi, consolarsi e stimare come una grazia straordinaria il poter lavorare nel giardino di così grande imperatore. E poiché sa che con quel lavoro lo accontenta, e il suo intento non dev’essere quello di accontentare se stesso, ma Dio, gli renda gran lode per la fiducia che ripone in lui, avendo visto che senza alcuna paga fa tanta attenzione a ciò che gli è stato raccomandato, e lo aiuti a portare la croce, pensando che nella croce egli visse sempre. Non cerchi, del resto, quaggiù il suo regno né abbandoni mai l’orazione, deciso, anche se questa aridità debba durargli tutta la vita, a non lasciar cadere Cristo sotto il peso della croce. Verrà tempo che sarà ricompensato di tutto; non tema che il suo lavoro vada perduto; serve un buon padrone che lo sta guardando; non faccia caso dei cattivi pensieri; pensi che il demonio li faceva nascere anche a san Girolamo nel deserto.
Hanno però il loro premio queste fatiche, che so quanto siano gravi (come chi le ha sopportate molti anni, tanto che quando tiravo fuori una goccia d’acqua da questo benedetto pozzo, pensavo che Dio mi aveva fatto una vera grazia), e che mi sembrano richiedere più coraggio di quel che ci vuole per molte altre traversie del mondo. Ma ho visto chiaramente che Dio le ricompensa sempre ampiamente anche in questa vita. Sì, è così, non v’è dubbio: infatti, con un’ora sola delle dolcezze che egli mi ha poi concesso quaggiù di sé, mi sembra che restino ricompensate tutte le angosce lungamente sofferte per durare nell’orazione. Sono convinta che il Signore voglia dare alcune volte al principio, e altre alla fine, questi tormenti e le molte e varie specie di tentazioni che si presentano, per mettere alla prova coloro che lo amano e vedere se sapranno bere il suo calice e aiutarlo a portare la croce, prima di arricchirne l’anima con grandi tesori. E credo che per il nostro bene Sua Maestà voglia condurci attraverso queste prove, per farci capire che siamo ben poca cosa. Sono tanto sublimi le grazie che dopo ci concederà, che vuole farci vedere, prima di darcele, le nostre miserie per esperienza diretta, affinché non ci accada ciò che avvenne a Lucifero.”
Tratto dal “Libro della vita” di Santa Teresa d’Avila

PREGHIERA E CARITÀ - Santa Teresa D'Avila



Solo due cose ci chiede il Signore: l'amore di Dio e l'amore del prossimo. Qui devono convergere i nostri sforzi. Osservando nel modo migliore questi due precetti, noi compiamo la sua volontà: saremo così uniti con Lui. Ma come siamo lontani dall'adempiere questi due precetti, come sarebbe giusto di fronte a un Dio così grande! Piaccia a Sua Maestà di concederei la grazia di giungere a questo stato che, se vogliamo, è già in nostro potere.
A mio parere, il segno più certo per conoscere se adempiamo questi due precetti, si ha quando noi osserviamo pienamente l'amore del prossimo; perché se amiamo Dio non possiamo saperlo (anche se ci sono degli indizi sicuri per conoscere che lo amiamo), ma possiamo sapere se amiamo il prossimo. Quando costaterete di essere diventate più capaci nell'amore del prossimo, lo sarete diventate certamente anche nell'amore di Dio. Tanto grande è infatti l'amore che Dio ha per noi, che, in cambio dell'amore che abbiamo per il prossimo, farà crescere in mille modi quello che abbiamo per Lui: di questo non posso dubitare. Ecco dunque perché è di così grande importanza considerare attentamente quanto noi amiamo il prossimo: se questo amore è perfetto, non ci resta altro da fare. Io credo che la nostra natura è così cattiva che, se il nostro amore per il prossimo non si radica nello stesso amore di Dio, non arriverà mai ad essere perfetto.
Poiché questo è tanto importante, cerchiamo, sorelle mie, di esaminarci nelle cose anche piccolissime, senza far caso di quelle grandiose, il cui pensiero ci assale durante l'orazione e che ci illudiamo di poter fare per il prossimo, anche per la salvezza di un'anima sola. Perché, se poi le nostre opere non vi corrispondono, non abbiamo proprio motivo di credere che le faremo in realtà...
Se voi comprendeste com'è importante per noi questa virtù, non vi sforzereste di fare altro. Quando vedo delle anime tutte intente a investigare sul loro tipo di orazione e assai concentrate quando vi sono immerse (sembra che non osino muoversi per non distrarre il loro pensiero e non perdere un po' del gusto e della devozione che vi trovano), mi rendo conto quanto poco esse comprendano quale sia il cammino da seguire per giungere all'unione.
E pensano che tutto lo sforzo stia lì. No, sorelle mie, no; opere vuole il Signore. Se vedi un'inferma a cui puoi dare qualche sollievo, non deve importarti niente di perdere quella devozione e patire con lei; e se soffre qualche dolore, devi sentirlo anche tu; e se fosse necessario digiunare perché possa mangiare, devi farlo: non tanto per amore di lei, ma perché sai che il Signore vuole così.

Castillo interior, moradas 5, 111, Obras Completas, a cura di Efren de la Madre de Dios e Otger Steggink, Madrid 1962, p. 381.

Santa Teresa d'Avila - seconda parte

Santa Teresa d'Avila- prima parte