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venerdì 11 dicembre 2015

Gesù ricordati! - Poesia di Teresa di Gesù Bambino



1 – Ricordati la gloria del Padre, e i divini splendori che tu lasciasti, esiliandoti sulla terra per riacquistare tutti i poveri peccatori. Oh, Gesù! Abbassandoti verso la Vergine Maria tu velasti l'infinità tua gloria e grandezza. Ma di quel seno materno che fu l'altro tuo Cielo, ricordati!
2 – Il dì della tua nascita, ricordati, gli Angeli lasciando il cielo han cantato: Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini di buona volontà!(Lc. 2, 14). Dopo diciannove secoli tu colmi la tua promessa; e la pace è la ricchezza dei tuoi figli. Per gustare sempre la tua pace ineffabile, eccomi a te.
3 – Eccomi a te, nascondimi tra le tue fasce, io voglio restar sempre nella tua culla: dove, cantando con gli angeli, potrò ricordarti le feste di questi giorni. Oh, Gesù, ricorda i pastori e i Re Magi, che ti offersero in gioia i loro doni ed il cuore: e la schiera degli innocenti, che ti dettero il sangue.
4 – Ricordati che tu preferisti le braccia di Maria al tuo trono regale; bambinello, per campar la tua vita non avevi nient'altro che il latte verginale! Invitami al festino d'amore che t'offre Maria, fratellino Gesù; degnati d'invitarmi e ricordati della tua sorellina che ti fece battere il cuore!

mercoledì 30 settembre 2015

Santa Teresa di Gesù Bambino Tema: Fede



«Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio? – La fede». Questo dialogo, che inizia la liturgia del Battesimo di un adulto, prosegue con la domanda del sacerdote: «Che cosa ti dona la fede? – La vita eterna», risponde il catecumeno. Infatti, «la fede ci fa gustare come in anticipo la gioia e la luce della visione beatifica, fine del nostro pellegrinare quaggiù. Allora vedremo Dio faccia a faccia (1 Cor. 13, 12), così come Egli è (1 Giov. 3, 2)» (Catechismo della Chiesa Cattolica, CCC, 163).
Ai giorni nostri, la virtù di fede è molto spesso misconosciuta, ridotta ad un semplice sentimento soggettivo o ad una vaga credenza religiosa, considerata come un'opinione libera e facoltativa. Si tratterebbe solo di una convinzione personale appartenente all'ambito privato e non riguarderebbe nessuno, e meno di tutti la Chiesa.
Prendere o lasciare?
Ma, in realtà, che cos'è la fede? La fede è la virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che Egli ci ha detto e rivelato, e che la Santa Chiesa ci insegna, perchè Egli è la Verità stessa. Con la sua Rivelazione, Dio, che è invisibile, si rivolge agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi per invitarli alla comunione con Sè. Con la fede, l'uomo sottomette pienamente a Dio che si rivela la propria intelligenza e la propria volontà (ved. CCC, 1814, 142-143).
Lungi dall'essere facoltativa, la fede è necessaria alla salvezza eterna. Gesù Cristo l'ha affermato chiaramente: Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo (Mar. 16, 16). «Perchè senza la fede è impossibile essere graditi a Dio (Eb. 11, 6) e giungere a condividere la condizione di suoi figli, mai nessuno sarà giustificato senza di essa, e nessuno, se non avrà perseverato in essa sino alla fine (Matt. 10, 22), conseguirà la vita eterna» (CCC, 161). Rifiutare la fede, che è un dono di Dio, vuol dire rifiutare la salvezza, e perdersi per l'eternità: chi non crederà sarà condannato (Mar. 16, 16). La fede non può dunque essere un'opzione da «prendere o lasciare».

LA PICCOLA DOTTRINA DI TERESA – tratto da “ STORIA DI UN’ANIMA” Un sogno dolcissimo - Desideri immensi e contrastanti - Scoperta della propria vocazione nella Chiesa: l'Amore - Esso racchiude tutte le vocazioni ed è eterno - Vittima volontaria all'amore - Spargere fiori cantando - Come debole uccellino in fiduciosa attesa dell'Aquila adorata - Supplica per le «piccole» anime J.M.J.T.8 settembre 1896


 

ALLA MIA CARA SORELLA MARIA DEL SACRO CUORE
O Gesù, mio Amato! chi potrà dire con quale tenerezza, quale dolcezza, voi conducete la piccola anima mia! come vi piace far risplendere il raggio della vostra grazia in mezzo anche al temporale più cupo! Gesù, la bufera tuonava forte nell'anima mia fin dalla bella festa del vostro trionfo, la festa radiosa di Pasqua, quando un sabato di maggio, pensando ai sogni misteriosi che talvolta vengono concessi a certe anime, mi dicevo che dovevano essere una consolazione molto dolce, tuttavia non la chiedevo. La sera, la mia piccola anima, considerando le nubi che coprivano il suo cielo, si diceva ancora che i sogni non erano per lei, e sotto la terripesta si addormentò... L’indomani era il 10 maggio, seconda domenica del mese di Maria, forse l'anniversario del giorno nel quale la Vergine Maria si degnò sorridermi. - Alle prime luci dell'aurora, mi trovai (in sogno) in una specie di galleria, c'erano varie altre persone, ma lontane. Nostra Madre sola era accanto a me. A un tratto, senza aver visto com'erano entrate, vidi tre carmelitane vestite dei loro mantelli e grandi veli, mi parve che venissero per Nostra Madre, ma quello che capii chiaramente è che venivano dal Cielo. Nel profondo del cuore dissi: come sarei felice di vedere il volto di una di quelle carmelitane! Allora, come se la mia preghiera fosse stata intesa da lei, la più alta delle sante si mosse verso me; subito caddi in ginocchio. Oh, felicità! la carmelitana alzò il suo velo o piuttosto lo sollevò e mi coprì con esso... senz'alcuna esitazione riconobbi la venerabile Madre Anna di Gesù, la fondatrice del Carmelo in Francia. il suo viso era bello d'immateriale bellezza, nessun raggio scaturiva da esso, e tuttavia, nonostante il velo che ci avviluppava ambedue, vedevo quel volto celeste rischiarato da una luce ineffabilmente dolce, che proveniva da esso stesso. Non saprei dire l'allegrezza dell'anima mia, queste cose si sentono e non si possono esprimere... Parecchi mesi sono trascorsi da quel sogno dolce, tuttavia il ricordo che esso lascia nell'anima mia non ha perduto niente della sua freschezza, del suo fascino celeste. Vedo ancora lo sguardo e il sorriso pieni d'amore della venerabile Madre.

CANTO DI RICONOSCENZA ALLA MADONNA DEL MONTE CARMELO




La statua di Maria Santissima del Carmelo esposta nella CHIESA DEL CARMELO - Archivolto del Carmine - Sassari


Tra le tue braccia tu m’hai presa
dai primi istanti della vita:
dopo quel giorno, Madre cara,
tu mi proteggi quaggiù sempre.
Per conservarmi l’innocenza,
in un dolce nido m’hai riposta
e l’infanzia m’hai custodita,
di un chiostro all’ombra benedetta.

E ai tempi della giovinezza,
l’appello di Gesù ho sentito.
Con tenerezza ineffabile
Il Carmelo tu m’hai mostrato.
Vieni, al Salvatore immolati”,
tu con dolcezza mi dicevi,
" vicino a me sarai felice,
vieni al Salvatore, immolati".


Presso te ho trovato riposo
Per il mio cuore, o Madre tenera!
Or in terra null’altro voglio:
Gesù soltanto è la mia gioia.
Se a volte sento la tristezza
E temo assalti di paura,
me tanto debole sostieni,
Madre, e degnati benedirmi.

Dammi che sia fedele sempre
A Gesù mio divino Sposo.
Un dì la sua soave voce
tra gli eletti a volar mi chiami.
Esilio e sofferenza allora
Non avrò e ti dirò nel Cielo
Della riconoscenza il canto,
Regina dolce del Carmelo!

Santa Teresa di Gesù Bambino