Tutti
coloro che si sono messi al seguito del Signore nostro Gesù Cristo
sostengono una lotta spirituale. I Santi, attraverso una lunga
esperienza, hanno imparato dallo Spirito santo a combattere questa
guerra. Lo Spirito santo li guidava e li consigliava, e dava loro la
forza di vincere i nemici; mentre senza lo Spirito santo l'anima non
può neppure incominciare questa lotta perché da sola non sa e non
comprende né dove, né quali sono i suoi nemici.
Beati
noi, cristiani ortodossi, perché viviamo protetti dalla misericordia
di Dio. Per noi è facile combattere: il Signore ha avuto pietà di
noi e ci ha dato lo Spirito santo, che vive nella nostra Chiesa. Una
sola è la nostra afflizione: che non tutti conoscano Dio e quanto
egli ci ama. E questo amore riecheggia nell'anima di chi prega, e lo
Spirito di Dio dà testimonianza all’anima della sua salvezza.
Il
nostro combattimento si svolge ogni giorno ed a ogni ora. Se
rimproveri un fratello o lo giudichi o lo contristi, allora hai perso la tua pace. Se hai accolto un pensiero di vanità o hai disprezzato
il fratello, hai perduto la grazia. Se sei assalito da un pensiero
impuro e non lo scacci subito, l'amore di Dio fuggirà dalla tua
anima e resterai privo di fiducia nella preghiera. Se ami il potere o
il denaro, non conoscerai mai l’amore di Dio. Se vuoi fare la tua
volontà, sei ormai sconfitto dal nemico e lo scoraggiamento si
impadronirà dell'anima tua. Se odi tuo fratello, questo significa
che ti sei staccato da Dio e che uno spirito malvagio ti tiene in suo
potere.
Ma
se tu fai del bene al fratello, troverai la tranquillità di
coscienza. Se rinuncerai alla tua volontà, con questo respingerai i
nemici ed otterrai la pace dell'anima. Se perdoni a tuo fratello le
offese ed ami i nemici, riceverai la remissione dei tuoi peccati, e
il Signore ti farà conoscere l’amore dello Spirito santo. E quando
ti sarai completamente umiliato, allora troverai anche perfetto
riposo in Dio.
Quando
l'anima è umile e lo spirito di Dio dimora in lei, l’uomo gode la
beatitudine dell’amore divino e non teme più nessun male qui sulla
terra, ma desidera rimanere sempre umile davanti a Dio ed amare il
fratello. Ma se l’anima cede alla vanità, la sua festa è finita,
perché la grazia l’abbandona ed essa non può più pregare con
spirito puro, ma è assalita e tormentata da pensieri malvagi.

