“Cari
figli, anche oggi v’invito all'abbandono totale a Dio. Voi, cari
figli, non siete consapevoli del grande amore con cui Dio vi ama: è
per questo che mi permette di essere con voi, per istruirvi e
aiutarvi a trovare la strada della pace. Voi, però, non potrete
scoprire questa strada, se non pregate. Per questo, cari figli,
lasciate tutto e dedicate il tempo a Dio, e Dio vi ricompenserà e vi
benedirà... ” (25.3. 1988).
Quando
abitavo a Parigi, il mio lavoro consisteva nell’importare in
Francia oggetti di artigianato provenienti dall’India, dal Nepal e
da altri paesi asiatici. Quei viaggi mi permettevano di immergermi
spesso nella semplicità di vita così avvincente dell’Oriente,
così benefica per l’anima! E di sfuggire all’oppressione
materialistica di Parigi.
Appena
tre giorni dopo la mia conversione, mentre mi libro ancora molto in
alto nella felicità sensibile di avere Gesù vivente con me, faccio
una preghiera molto sincera: «Signore, se qualcosa nella mia vita
non è secondo la tua volontà, mostramelo chiaramente e lo eliminerò
subito!». Malgrado i miei venticinque anni, ero ingenua nelle cose
di Dio! Ignoro che il Signore va matto per questo tipo di preghiera e
la esaudisce subito. Si può perfino essere così audaci da pensare
che lui stesso ispiri queste preghiere quando qualcosa in noi lo
disturba. Così, ci lascia credere che siamo noi ad avergli chiesto la
potatura di un ramo marcio.



