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sabato 4 giugno 2016

Quale sarà il mio posto nella casa di Dio?



Quale sarà il mio posto nella casa di Dio?
Lo so, non mi farai fare brutta figura,
non mi farai sentire creatura che non serve a niente,
perché Tu sei fatto così:
quando ti serve una pietra per la Tua costruzione,
prendi il primo ciottolo che incontri,
lo guardi con infinita tenerezza
e lo rendi quella pietra di cui hai bisogno:
ora splendente come un diamante,
ora opaca e ferma come una roccia,
ma sempre adatta al Tuo scopo.
Cosa farai di questo ciottolo che sono io,
di questo piccolo sasso che Tu hai creato e che lavori ogni giorno
con la potenza della Tua pazienza,
con la forza invincibile del Tuo amore trasfigurante?
Tu fai cose inaspettate, gloriose.
Getti là le cianfrusaglie
e ti metti a cesellare la mia vita.
Se mi metti sotto un pavimento che nessuno vede
ma che sostiene lo splendore dello zaffiro
o in cima a una cupola
che tutti guardano e ne restano abbagliati,
ha poca importanza.
Importante è trovarmi ogni giorno là dove Tu mi metti,
senza ritardi.
E io, per quanto pietra, sento di avere una voce:
voglio gridarti, o Dio,
la mia felicità di trovarmi nelle Tue mani, malleabile,
per renderti servizio,
per essere tempio della Tua gloria.
Card. Anastasio Ballestrero