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giovedì 6 marzo 2014

SCELTA DELLA VERA SAPIENZA - Tratto dal libro " L' amore dell' eterna Sapienza " di San Luigi Maria di Montfort da pag .84 a pag .93 Edizioni Monfortane Roma 2002


    SCELTA DELLA VERA SAPIENZA

Dio ha la sua Sapienza, ed essa è l'unica e vera da amare e cercare come un grande tesoro. Ma anche il mondo corrotto ha la sua sapienza, e questa è da condannare e detestare perché iniqua e perniciosa. Pure i filosofi hanno la loro sapienza, ed essa è da disprezzare perché inutile e spesso dannosa per la salvezza.
Fin qui abbiamo parlato della Sapienza di Dio alle anime perfette, come dice l'Apostolo. Ma per il timore che queste vengano ingannate dal falso splendore della sapienza mondana, voglio dimostrare quanto essa sia menzognera e maligna.
    I. La Sapienza mondana
La sapienza mondana è quella di cui è scritto: «Distruggerò la sapienza dei sapienti secondo il mondo; i desideri della carne sono in rivolta contro Dio... Non è questa la sapienza che viene dall'alto: è terrena, carnale, diabolica». Questa sapienza del mondo è una perfetta conformità alle massime ed alle mode del mondo. È una tendenza continua verso la grandezza e la stima. È la ricerca costante e subdola del proprio piacere e interesse, non in modo grossolano e stridente con il quale si commetterebbe un peccato di scandalo, ma in modo fine, ingannatore e astuto. Altrimenti, anche secondo il mondo non sarebbe più sapienza ma libertinaggio.

Un sapiente del mondo è uno che sa far bene i propri interessi, e sa volgere tutto a proprio vantaggio temporale quasi senza sembrare di volerlo. Conosce l'arte di dissimulare e di ingannare furbescamente senza che altri s'accorga. Dice o fa una cosa e ne pensa un'altra. Non ignora nulla dei comportamenti e dei complimenti del mondo. Sa adattarsi a tutti per raggiungere i propri scopi, senza troppo preoccuparsi dell'onore e dell'interesse di Dio. Mette un segreto ma funesto accordo tra verità e menzogna, vangelo e mondo, virtù e peccato, Gesù Cristo e Belial. Vuol passare per onesto, ma non per bigotto. Disprezza, avvelena o condanna con facilità tutte le pratiche di pietà che non combaciano con le sue. Infine, il sapiente del mondo è uno che seguendo la sola luce dei sensi e dell'umana ragione, cerca unicamente di salvare le apparenze di cristiano e di onesto. E non si cura molto di piacere a Dio ed espiare con la penitenza i peccati commessi contro la divina maestà.
Ci sono sette motivi d'azione che il sapiente secondo il mondo non ritiene colpevoli e su questi si basa per condurre un'esistenza tranquilla: il punto d'onore, il «cosa si dirà?», la moda, la buona tavola, l'interesse, il darsi importanza, la battuta di spirito.
E ci sono sette speciali virtù che lo fanno canonizzare dai mondani: la bravura, la finezza, la diplomazia, l'accortezza, la galanteria, la cortesia, la giovialità. Ritiene invece peccati enormi: l'apatia, la stupidità, la povertà, la rusticità, la bigotteria.

Segue il più fedelmente possibile i comandamenti dettati dal mondo:

1) Conosci bene il mondo.

2) Vivi da galantuomo.

3) Fa bene i tuoi affari.

4) Conserva ciò che t'appartiene.

5) Esci dalla polvere.

6) Fatti degli amici.

7) Frequenta l'alta società.

8) Mangia bene.

9) Non suscitare malinconia.

10) Evita la singolarità, la rusticità, la bigotteria.

Mai il mondo è stato così corrotto come oggi, poiché mai è stato così fine, così sapiente a modo suo e così scaltro. Si serve abilmente della verità per ispirare la menzogna, della virtù per autorizzare il peccato, delle massime di Cristo per legittimare le proprie, tanto da ingannare spesso i sapienti secondo Dio.
È infinito il numero degli stolti cioè dei sapienti secondo il mondo, che sono poi gli stolti secondo Dio.

    II. Il triplice volto della Sapienza del mondo
La sapienza terrena di cui parla s. Giacomo, è l'amore dei beni della terra. Di questa sapienza fanno segreta professione i saggi del mondo quando attaccano il cuore a ciò che possiedono, fan di tutto per diventare ricchi, intentano processi e fanno inutili cause per avere o conservare ricchezze. Oppure quando, per la maggior parte del tempo, pensano, parlano ed agiscono solo in vista di avere o mantenere qualcosa di temporale.
Si applicano invece alla propria salvezza ed ai mezzi per acquistarla, come la confessione, la comunione, la preghiera, con leggerezza, in modo formalistico, ad intervalli e per salvare le apparenze.

La sapienza carnale è l'amore del piacere. Di tale sapienza fanno professione i saggi del mondo quando bramano i piaceri dei sensi, amano la buona tavola, allontanano da sé quanto può mortificare e incomodare il corpo, come i digiuni, le austerità... E anche quando abitualmente pensano solo a bere, mangiare, giocare, ridere, divertirsi e passare piacevolmente il tempo. Oppure cercano il letto soffice, i giochi spassosi, gli allegri conviti e le belle compagnie.
Dopo essersi prese senza scrupolo tutte queste soddisfazioni, che non dispiacciono al mondo e non danneggiano la salute, vanno in cerca del confessore meno scrupoloso (così definiscono i confessori rilassati che non compiono il proprio dovere...). Intendono ottenere da lui, a buon mercato, la pace nella loro vita molle ed effeminata, nonché l'indulgenza plenaria di tutti i loro peccati. Ho detto: a buon mercato, perché i sapienti secondo la carne vogliono, di solito, per penitenza soltanto qualche preghiera o elemosina, detestando quanto può affliggere il corpo.

La sapienza diabolica è l'amore e la stima degli onori. Di tale sapienza fan professione i saggi del mondo che bramano, sia pure segretamente, grandezze, onori, dignità e cariche importanti. Cercano di farsi vedere, stimare, lodare ed applaudire dagli uomini. Negli studi, nel lavoro, nelle lotte, nelle parole e nelle opere si prefiggono solo la stima e la lode degli uomini, per farsi ritenere cristiani praticanti, gente istruita, grandi capitani, provetti sapienti, magistrati colti, persone altamente benemerite, distinte e degne di grande considerazione. Non sopportano di essere disprezzati e biasimati. Nascondono i propri lati difettosi e mettono in mostra quanto hanno di bello.

Con il nostro Signore Gesù, la Sapienza incarnata, dobbiamo detestare e condannare queste tre specie di falsa sapienza onde acquistare quella vera. La vera sapienza non cerca il proprio interesse, non mette radici nel terreno e nel cuore di quanti vivono comodamente, ed ha in abominio tutto ciò che è grande ed importante presso gli uomini.
III. La Sapienza naturale

Oltre la sapienza mondana, condannabile e dannosa, esiste una sapienza naturale tra i filosofi. Anticamente gli Egizi e i Greci ricercavano con tanta cura proprio questa sapienza naturale: «i Greci cercano la sapienza». Chi aveva raggiunto tale sapienza era chiamato mago o sapiente. Tale sapienza è una conoscenza eminente della natura nei suoi principi.
Essa fu comunicata con pienezza a Adamo nello stato di innocenza, fu concessa con abbondanza a Salomone, e nel corso dei secoli qualche altro grande personaggio ne ricevette una parte, come insegna la storia.

I filosofi vantano i principi della loro filosofia come un mezzo per acquistare tale sapienza. Gli alchimisti vantano i segreti della cabala come capaci di scoprire la pietra filosofale, in cui credono sia contenuta quella sapienza.
È vero che la filosofia della scuola, se studiata cristianamente, apre lo spirito e lo rende capace di scienze superiori; tuttavia essa non darà mai la pretesa sapienza naturale tanto vantata nell'antichità.

La chimica o alchimia, vale a dire la scienza di dissolvere i corpi naturali e di ridurli nei loro principi, è ancor più vana e dannosa. Tale scienza, anche se risponde oggettivamente al vero, ha raggirato e ingannato un'infinità di persone, riguardo al fine ch'esse si proponevano; e io non ho dubbi, per acquisita esperienza personale, che il demonio se ne serva oggi per far perdere denaro e tempo, la grazia e persino l'anima, col pretesto di trovare la pietra filosofale. Non esiste scienza che proponga la realizzazione di cose più grandi con mezzi più speciosi.
Siffatta scienza promette la pietra filosofale, o la cosiddetta polvere di proiezione, che sparsa su un qualsiasi metallo fuso, lo cambia in argento e in oro. Tale pietra dà salute, guarisce le malattie, giunge a prolungare la vita ed opera tantissimi prodigi, che gli occhi degli sprovveduti scambiano per divini e miracolosi.
C'è una caterva di gente che si dice dotata di tale scienza: sono i cabalisti. Essi ne custodiscono i misteri in modo così occulto da preferire la perdita della vita alla manifestazione dei loro pretesi segreti.

Legittimano ciò che affermano:

1) con la storia di Salomone, ch'essi assicurano abbia ricevuto il segreto della pietra filosofale ed al quale attribuiscono un libro segreto, ma falso e pernicioso, intitolato Clavicola di Salomone;

2) con la storia di Esdra al quale Dio avrebbe dato da bere e un liquore celeste con cui avrebbe avuto la sapienza, come è raccontato nel libro VII di Esdra;

3) con le storie di Raimondo Lullo e di parecchi altri grandi filosofi, che avrebbero trovato - secondo gli stessi cabalisti - quella pietra filosofale;

4) infine, per meglio coprire i loro trucchi sotto il manto della religione, la dicono un dono di Dio: dono che Dio concede solo a quanti l'hanno chiesto a lungo e meritato con fatiche e preghiere.

Ho riferito i sogni e le illusioni di questa vana scienza perché non si resti ingannati come tanti. Infatti, io so che tanti hanno speso inutilmente molto tempo e fatica a cercare tale segreto sotto i più belli e buoni pretesti e con le più pie intenzioni. Alla fine sono stati obbligati a pentirsene riconoscendo di essersi ingannati ed illusi. Secondo me la pietra filosofale non può esistere.
Il sapiente Del Rio la dice sicura e possibile; altri la negano. Comunque sia, non è conveniente ed è anzi dannoso che un cristiano si dedichi a cercarla. È fare ingiuria a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza, tutti i beni di natura, di grazia e di gloria. È disobbedire allo Spirito Santo che dice: «Tu non devi occuparti delle cose misteriose».

    IV. Conclusione

Restiamo dunque fedeli a Gesù Cristo, Sapienza eterna ed incarnata, fuori del quale c'è solo smarrimento, menzogna e morte: «Io sono la via, la verità e la vita».
Studiamo ora gli effetti della Sapienza nelle anime.
Tratto dal libro “ L'amore dell'eterna Sapienza “ di San Luigi Maria di Montfort da pag.84 a pag.93 Edizioni Monfortane Roma 2002