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domenica 30 ottobre 2016

IN TUTTE LE COSE L’UOMO DEVE AFFIDARSI A DIO - di Alberto Magno Tratto da “L’UNIONE CON DIO”



Il distacco dalle cose terrene riconduce l’uomo alla vera perfezione

Da tutto ciò che si è detto, si può concludere che quanto più saranno completi l’abbandono delle cose terrestri e l’unione con Dio per mezzo della volontà e dell’intelligenza, tanto più ci si avvicinerà allo stato d’innocenza e di perfezione. Che vi è di migliore, di più felice, di più dolce?
E’ dunque cosa della massima importanza tenere l’anima talmente distaccata da tutte le cose, che né il mondo, né gli amici, né la prosperità, né l’avversità, né il presente, né il passato, né l’avvenire, e neppure gli stessi peccati, almeno fino a un certo grado, siano motivo di grave turbamento.

Il paradiso in terra

Sforzatevi di vivere soltanto con Dio, fuori dal mondo, in una specie di vita spiritualizzata, come se la vostra anima fosse già separata dal corpo e nell’eternità.
Nel soggiorno dei Beati, la grande preoccupazione dell’anima non sarà il secolo, né lo stato del mondo, né la pace, né la guerra, né il buono o il cattivo tempo, né altra cosa di quaggiù, ma Dio solo sarà l’oggetto dei suoi slanci, dei suoi desideri, dei suoi amori.
Sforzatevi perciò fin da ora di staccarvi dal vostro corpo e da ogni cosa creata presente o futura.
Fissate, per quanto è possibile, immutabilmente, chiaramente, vivamente l’occhio della vostra anima sulla luce increata.
Allora l’anima vostra purificata dalle cose terrestri, sarà come un angelo unito a un corpo cui la carne non dà molestia e che non si occupa di cose vane e futili.



L’anima si unisce a Dio nonostante le tentazioni e le prove
Fortificate la vostra anima contro le tentazioni, le persecuzioni, le ingiurie, affinché nell’uno o nell’altro caso, essa rimanga saldamente e tranquillamente unita a Dio. E quando turbamenti, scoraggiamenti, confusione di spirito vi assalgono, non irritatevi, non lasciatevi abbattere. Non ricorrete allora a preghiere vocali per esserne liberati, né ad altri conforti; cercate solamente di riprendervi con un coraggioso sforzo della volontà e della riflessione, per ricondurre la vostra anima verso Dio, lo vogliano o no i sensi del corpo.
L’anima pia deve essere talmente unita a Dio, deve conservare e rendere il suo volere così conforme al volere divino, da non sentirsi più occupata né sedotta da alcuna creatura, come prima della sua creazione, assolutamente come se non esistessero che Dio e quest’anima .

L’anima distaccata dal mondo riceve senza turbarsi ciò che la Provvidenza le manda
Essa riceverà allora senza turbamento, senza esitazione, senza timore tutto ciò che la Provvidenza le manderà. Non cesserà di essere in ogni circostanza piena di fiducia nel Signore, senza perdere la pazienza, né la pace, né uscire dal silenzio. Ecco perché il distacco completo dell’anima dalle cose create è supremamente utile alla vita spirituale e per restare intimamente unirti e sottomessi a Dio.

Non occorrono intermediari tra Dio e l’anima

Allora non vi saranno più intermediari tra Dio e voi.
Da dove verrebbe infatti l’intermediario? Non dall’esterno, perché la virtù della povertà volontaria vi ha spogliati di ogni bene terreno, e la virtù della castità vi ha spogliati del vostro corpo; non dall’interno, perché l’obbedienza vi ha spogliati della vostra volontà e della vostra anima. Nulla più sussiste tra Dio e voi.

Questa dottrina s’impone soprattutto ai religiosi

Che siete religiosi lo dimostrano la vostra professione, il vostro stato, il vostro abito, i vostri capelli tagliati e gli altri segni della vostra vita religiosa; resta però a vedere se siete un religioso finto o sincero, spetta a voi darne la risposta.
Ma notate bene quanto gravemente voi pecchereste e prevarichereste contro il Signore vostro Dio, se offendendo la sua giustizia, agiste in tutt’altro modo che da religioso; se con la volontà o con l’amore vi attaccaste alla creatura invece che al Creatore, se preferiste insomma la creatura al Creatore.