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venerdì 14 agosto 2015

Assunzione di Maria - Lc 1, 39-56 – Lc 11, 27-28 - Omelie di don Fernando Maria Cornet – Tratte dal libro “ Meditazioni sui misteri”.



MARIA ASSUNTA - Lc 1, 39-56
La Beatissima Vergine Maria è un Mistero, o meglio dire un complesso di Misteri. Ce ne sono infatti in Lei parecchi: il mistero della sua Immacolata Concezione e della sua Pienezza di Grazia; quello della sua Purissima Verginità di corpo e di spirito; anche della sua Divina Maternità, e Maternità Verginale; la sua associazione alla Passione di Cristo, ossia la Co-redenzione; ancora quello della sua Maternità Spirituale su tutta la Chiesa; poi la sua Assunzione in corpo e anima al Cielo; e infine l’ufficio di Mediatrice e Dispensatrice delle Grazie di Cristo, nonché quello della sua Regalità su tutto l'Universo. Se già ogni mistero appare insondabile alle nostre forze, chi sarebbe capace di approfondire veramente nell’intreccio di tanti? Non ha detto San Bernardo, e a ragione, che de Maria numquam satis [= su Maria non si dirà mai abbastanza]? Soltanto Dio può conoscere in verità quanto bella, quanto santa, quanto grande, quanto importante sia Maria.
Oggi noi celebriamo uno di questi misteri: l’Assunzione. Mistero dolcissimo è, che proclama la grandezza del Signore e che loda la sua misericordia (Is 63,7; cfr. Sir 2, 18b). Il Dio giusto corona ciò che Lui stesso aveva cominciato (Rm 8, 30; cfr. I Pt 5, 4; Gc I, 12), il Dio misericordioso raccoglie il giglio tra le spine (Ct 2,1-2) e lo pianta nel suo giardino (cfr. Odi di Salomone XI, 15.18; Ireneo, Adv. haer. V, 10, 1. Cfr. anche Ct 4, 16-5, 1; Is 60, 21; 61, 3; Ap 2, 7), per gioire eternamente della sua bellezza (Ct 2, 14; 4, 1ss), per godere eternamente del suo aroma profumato (Sir 39, 14; Ct 2, 13; 4, 10-14). Se Dio sembrava ingiusto lasciandoci sulla terra senza la soavità del suo aroma e senza la bellezza del suo sguardo, alla fine ci riconforta con la promessa che anche noi gioiremo un giorno nella sua Casa contemplando il volto di Maria, a condizione di vivere fedelmente nel suo amore e di camminare amorosamente nella sua fedeltà (Ap 2, 26-28), così come Maria trascorse tutti i suoi giorni sulla terra.
Dato che risulta arduo e difficile parlare adeguatamente di questo mistero, ecco allora uno tra i più bei testi di tutta la Patristica sull'Assunzione. È un brano preso da una delle omelie di San Giovanni Damasceno: Gli angeli assieme agli arcangeli ti hanno trasportato. Gli spiriti impuri hanno avuto orrore di vederti salire in cielo. L’aria è benedetta dal tuo passaggio, l'etere ne è consacrato. Il cielo accoglie con gioia la tua anima. Le potenze celesti ti si fanno incontro con sacri cantici e un festoso rituale, dicendo press’a poco: Chi è costei che s'avanza come l'aurora, bella come la luna, eletta come il sole? [Ct 6, 9] Come sei bella, come sei dolce! Fiore del campo, come un giglio in mezzo alle spine [Ct 2, 1ss]; per questo le fanciulle ti amano: siamo accorse al tuo profumo [Ct 1, 2ss]. Il re ti ha fatto entrare nella sua stanza, dove le potestà vegliano su di te, i principati ti benedicono, i troni ti fan festa, i cherubini rimangono interdetti per la gioia e lo stupore, i serafini cantano le lodi per te, che fosti realmente la madre del Signore. Non come Elia, infatti, sei salita in cielo [cfr. II Re 2, 1ss) né, al modo di Paolo, sei stata sollevata sino al terzo cielo [cfr. II Cor 12, 2]. Sei giunta, anzi, fino al trono regale del tuo Figlio, mirandolo gioiosamente con i tuoi stessi occhi e godendo di una straordinaria nobiltà e altezza, gioia inesprimibile per gli angeli e per tutte le potenze celesti, diletto senza fine per i patriarchi, gaudio ineffabile per i giusti, esultanza perenne per i profeti, benedizione per il mondo, santificatrice di tutte le cose, riposo per gli affranti, consolazione per coloro che piangono, rimedio per gli ammalati, porto per quanti vengono sbattuti dalla tempesta, perdono dei peccatori, consolatrice degli afflitti, solerte aiuto per tutti coloro che ne hanno bisogno. La tua anima, infatti, non è discesa nell’inferno e la tua carne non ha visto la corruzione [cfr. Sal 15, 10]. Il tuo corpo, immacolato ed esente da qualsiasi contaminazione, non è stato lasciato sulla terra, ma tu, o regina, signora e padrona, vera madre di Dio, sei stata assunta nella regale dimora celeste. Il cielo ha attirato a sé colei la cui grandezza era superiore a quella dei cieli” (Omelia sul transito di Maria 1, 12-13).
Supplichiamo la protezione di Maria Assunta perché possiamo camminare nella giustizia e nella santità, e chiediamo che il Signore ci permetta di contemplare un giorno il suo volto.


ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA - Lc 11, 27-28


La Santa Chiesa celebra oggi, in mezzo a gran gioia ed esultanza, l’ineffabile Mistero dell'Assunzione della Beata Vergine Maria. Festa davvero grande qui sulla terra, e più grandiosa ancora in Cielo. Perché la Madre di Dio è Colei che entra nell’Arcano Divino: se aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'Arca dell'Alleanza (Ap 11, 19), dice San Giovanni.
È Arca Maria Santissima perché, nascosti in Lei, ci sono i tesori divini. È Arca dell’Alleanza perché in Lei si uniscono la Natura Umana e la Natura Divina; e questo è il maggior tesoro. Arca dell’Alleanza in cui il Verbo si fece carne (Gv 1, 14). Arca dell’Alleanza in cui si offre sempre un olocausto e un sacrificio di comunione (cfr. I Cr 16, 1) gradito all'Altissimo. Arca dell’Alleanza Nuova ed Eterna: se per la Novità di quest’Alleanza l'Arca è dovuta stare sulla terra per un tempo, per l’Eternità di quest’Alleanza l’Arca deve rimanere nel Santuario Celeste per sempre.
La Maternità di questa Vergine, come anche la Verginità di questa Madre hanno stupito tutte le generazioni (Lc 1,48); dovremmo dunque dire come quella donna del Vangelo: Beato il grembo che ti ha portato (Gesù Cristo) e il seno da cui hai preso il latte? (Lc 11, 27). No, carissimi, no. Non possiamo dire così. Perché mai? Guardate bene la risposta del Signore: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano (Lc 11, 28).
Come se il Signore dicesse: “Io non ho cercato in affitto un Grembo, nemmeno ho desiderato una donna da cui bere il latte. Io ho voluto una Mamma, e per questo ho cercato una Donna in cui farmi Uomo. Non avendone trovato nessuna nel mondo in cui potessi riposare tranquillo, ho dovuto crearne una con l'anima ripiena del mio Spirito, Immacolata sin dalla Concezione, senza nessuna macchia. Io sono Dio, e non posso invero restare o riposare in chi mi è contro.
Ho inviato il mio Angelo a offrirle l’eccellenza della Maternità Divina, Essa invece ha voluto accettare di essermi soltanto Ancella (Lc 1, 26-38). Non ho mai trovato in Lei un desiderio proprio: ha voluto solo fare la mia volontà. E chi fa la mia volontà, non obbedisce a me, ma al Padre che mi ha inviato (Gv 12, 44-50. Cfr. Gv 4, 34; 8, 29; 14, 24; Mt 10,40). E chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anche lo lo amerò e mi manifesterò a lui (Gv 14, 21). Così amo Maria, più di quanto tutti voi potreste immaginare.
Voi soltanto la conoscete esternamente. Avete, infatti, guardato la sua bellezza esteriore, avete visto la sua modestia nel vestire e la sua discrezione nel linguaggio, avete sperimentato la sua generosità, e ammirato la sua pietà. Ma non avete mai sentito il battere del suo Cuore. No, voi non conoscete il fuoco che c'è dentro di Lei (cfr. Lc 12, 49; Ger 20, 9), non conoscete il torrente d’acqua che zampilla verso la vita eterna (Gv 4, 14) che c'è dentro di Lei, non conoscete la pace che si trova riposando il capo sul suo petto. No. Voi ancora non sapete com'è grande e bella e santa la mia Mamma. Maria! Quanta gioia c'è nel mio Cuore nel pensare il suo Nome! E quanto timore e reverenza suscita negli Angeli di mio Padre il pronunciare il suo Nome!
Perla preziosa e tesoro nascosto (Mt 13,44-46) è mia Madre. Fiore del campo, come un giglio in mezzo alle spine (Ct 2,2) è mia Madre. Anche i miei Angeli dicono vedendola: Chi è costei che sorge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere a vessilli spiegati? (Ct 6, 10).
Non so davvero per quanto tempo, dopo la mia Ascensione e Ritorno al Padre, potrò restare senza di Lei. Forse avrò troppo dolore, forse avrò nostalgia del suo volto, forse... Forse dovrò dire quanto il mio servo Salomone ha scritto. In quel giorno, infatti, esclamerò davanti ai miei Angeli, con voce forte e serena, con voce chiara e gioiosa: Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro (Ct 2, 10-14).
Così, la porterò con me. Dove Io sarò, sarà anche lì la mia Serva, la mia Ancella, la mia Amata, la mia Regina, mia Madre (Gv 14, 3). Avrò ricevuto il suo messaggio, quando dopo la mia dipartita, nella sua preghiera Essa dirà ai miei Angeli: lo vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, se trovate il mio diletto, che cosa gli racconterete? Che sono malata d'amore (Ct 5, 8).
Non abbiate paura, però, non vi lascerò orfani (Gv 14, 18a), perché vi consegnerò mia Madre come Madre vostra (Gv 19, 25-27).
E nel mio Regno sarà Lei, per tutti voi, Avvocata, Rifugio, Consolatrice, Protezione, Difesa, Consolazione, e Speranza sicura per la vostra salvezza. Ella pregherà per voi e Io l'ascolterò”

don Fernando Maria Cornet – Omelie Tratte dal libro “ Meditazioni sui misteri”.