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lunedì 3 agosto 2015

L'anima tiepida - San Giovanni Maria Vianney- Curato d’Ars



Penso che desiderate sapere qual è lo stato di un'anima tiepida. Ebbene, eccolo: un'anima tiepida non è ancora totalmente morta agli occhi di Dio, perché la fede, la speranza e la carità, che sono la sua vita spirituale, non sono ancora totalmente spente. Ma è una fede senza zelo, una speranza senza fermezza, una carità senza ardore...
Niente lo tocca [il cristiano in stato di tiepidezza]: egli ascolta la parola di Dio, è vero; ma spesso si annoia. Ascolta con fatica, per abitudine, come una persona che pensa che ne sa abbastanza, o che fa già abbastanza. Le preghiere un po' lunghe lo disgustano. La sua mente è così piena dell'azione che ha appena finito, o di quella che sta per fare... che la sua povera anima è come in agonia.
Da vent'anni quell'anima è piena di buoni desideri, senza aver modificato per nulla le sue abitudini. Essa è simile ad una persona che invidia chi sta su un carro di trionfo, ma non si degna neanche di alzare un piede per salirvi. Non vorrebbe però rinunciare ai beni eterni per quelli della terra. Ma essa non desidera né uscire da questo mondo, né andare in cielo, e se potesse passare il suo tempo senza croce e senza dolori, non chiederebbe mai di uscire dal mondo. Se la sentite dire che la vita è tanto lunga e miserabile, è soltanto quando tutto non va secondo i suoi desideri. .Se il buon Dio, per obbligarla in qualche modo a staccarsi dalla vita, le manda croci o indigenze, eccola che si tormenta, si addolora, si abbandona ai lamenti, ai brontolii, e spesso ad una specie di disperazione. Sembra non voler più riconoscere che è il buon Dio che le manda queste prove per il suo bene, per staccarla dalla vita e attirarla a Sé. Cosa ha fatto per meritarle? pensa in se stessa, molti altri più colpevoli di lei non ne subiscono altrettante.
Nella prosperità, l'anima tiepida non si spinge fino a dimenticare il buon Dio, ma non dimentica neanche se stessa. Sa raccontare molto bene tutti i mezzi che ha impiegato per riuscire; pensa che molti altri non avrebbero avuto lo stesso successo; le piace ripeterlo, sentirlo ripetere; ogni volta che lo sente, è una gioia nuova. Verso coloro che la adulano, assume un aspetto grazioso. Ma verso quelli che non le hanno manifestato tutto il rispetto che lei pensa di meritare o che non sono stati riconoscenti dei suoi favori, essa conserva un aspetto freddo, indifferente, e sembra dir loro che sono degli ingrati che non meritavano di ricevere il bene che ha fatto loro...
E' vero che un cristiano che vive nella tiepidezza compie ancora abbastanza regolarmente i suoi doveri, almeno in apparenza. Ogni mattina, farà la sua preghiera in ginocchio. Senz'altro egli frequenterà i sacramenti, ogni anno, a Pasqua, e persino parecchie volte durante l'anno. Ma in tutto questo c'è tanto disgusto, tante viltà e tanta indifferenza, così poca preparazione, così poco cambiamento nel proprio modo di vivere, che si vede chiaramente che egli adempie i suoi doveri soltanto per abitudine e per costume, perché è festa e ha l'abitudine di compierli in quella circostanza...
Riguardo alle sue preghiere, Dio solo sa come sono fatte: ahimè, senza preparazione. Al mattino, non si occupa del buon Dio, né della salvezza della sua povera anima, ma pensa soltanto a lavorare molto. La sua mente è talmente avvolta dalle cose della terra che il pensiero di Dio non vi trova posto. Pensa a quello che farà nella giornata, dove manderà i suoi bambini e i suoi servi, come farà per accelerare il suo lavoro. Per fare la sua preghiera si mette in ginocchio, è vero, ma non sa né ciò che vuole chiedere al buon Dio, né ciò che gli ~ necessario e neppure davanti a chi si trova. Il suo modo di agire, così poco rispettoso, ben l'annuncia. E' un povero che, nonostante la sua miseria, non vuole niente e ama la sua povertà. E' un ammalato quasi disperato, che disprezza i medici e le medicine, e ama le sue infermità.
Un'anima tiepida non commetterà peccati gravi, se volete. Ma una maldicenza, una bugia, un sentimento di odio, di avversione, di gelosia, una piccola dissimulazione, non le costano molto. Se non le portate tutto il rispetto che crede di meritare, ve lo farà ben notare, con il pretesto che si offende il buon Dio; dovrebbe piuttosto dire: perché si offende lei stessa...
Durante le funzioni sacre, non vuole dormire, è vero, e lei ha anche paura che qualcuno la veda, ma non fa il minimo sforzo. Riguardo alle distrazioni durante la preghiera o la santa messa, non vorrebbe averle. Ma siccome bisognerebbe un po' lottare, le tollera .con pazienza, però, senza amarle. I giorni di digiuno si riducono quasi a nulla, sia perché si anticipa l'ora del pranzo, sia perché si fa una colazione abbondante, il che equivale ad una cena, con il pretesto che il cielo non si conquista con la fame.
Quando essa fa qualche azione buona, la sua intenzione spesso non è molto purificata: talora è per fare piacere a qualcuno, talora è per compassione e qualche volta per piacere al mondo.
Con loro, tutto quello che non è peccato grave va bene... Amano fare il bene ma vorrebbero che non fosse doloroso, o almeno lo fosse ben poco. Amerebbero inoltre vedere gli ammalati, ma bisognerebbe che gli ammalati venissero essi stessi a trovarli. Hanno di che fare l'elemosina, sanno bene che la tale persona ne ha bisogno, ma aspettano ch'essa venga a chiederla, invece di prevenirla.
Diciamo di più: una persona che conduce una vita tiepida non smette di fare molte opere buone, di frequentare i sacramenti, di assistere regolarmente a tutte le funzioni sacre, ma in tutto questo si vede solo una fede debole, languida, una speranza che la minima prova rovescia, un amore di Dio e del prossimo che è senza ardore, senza gioia. Tutto quello che fa non è totalmente perso, ma poco ci manca.