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mercoledì 9 settembre 2015

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési -Col 3, 12-17 - Rivestitevi della carità.





Col 3, 12-17
 Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.
Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.

Parola di Dio

Riflessione

In un cuore dove abita la pace ci stanno solo sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, di sopportazione, di riconoscenza, ma sopratutto di carità che, come ottimo bostik, unisce tutti questi sentimenti in modo praticamente perfetto... e noi siamo molto fortunati, perché abbiamo un modello magnifico da imitare... il nostro Gesù.
Paolo oggi ci aiuta a capire come dovremmo comportarci con i fratelli che Dio ci ha messo e ci mette continuamente vicino. Noi, che siamo stati scelti da Dio, siamo responsabili di ogni fratello e il nostro modo di comportarci influisce in modo positivo o negativo sulla loro vita...Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare”  (Mt 18, 6).
Se il nostro cuore è colmo di carità, quello che trasmetteremo sarà il frutto di questo amore... trasmetteremo l'amore di Gesù, trasmetteremo Gesù...
Certo, nella nostra società non è facile portare pazienza con chi non fa altro che crearci problemi... non è facile sopportare le persone moleste... non è facile perdonare chi continua a farci del male, chi continua a pugnalarci alle spalle, chi continua a essere con noi una persona “double”...
Ma quando tutto questo ci sembra difficile proviamo a pensare al nostro Gesù e riflettiamo su quanto Lui ci sopporta... quante volte Lui perdona le nostre continue infedeltà, se dovesse usare lo stesso nostro metro saremmo spacciati... tutti!!! In questo mondo, Gesù sarebbe un pessimo sarto!!!
Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia” (Gc 2, 12-13)... E' un'affermazione da brivido!!! E a dire il vero mi inquieta un pochetto... Dunque, non abbiamo scuse... siamo avvisati!
Certo che la condizione del nostro cuore è un vero disastro, siamo dei malati cronici!!!...
Non ci rendiamo inoltre conto che il nostro modo di comportarci e di parlare rileva lo stato di salute della nostra anima... Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano” (Ef 4, 29).
Ma noi siamo talmente presuntuosi e stolti che siamo convinti di cavarcela in barba a tutti, anche a Dio... come se non vedesse e non conoscesse il nostro cuore...
Ci sono poi molte persone capaci di dire tante belle parole, ma in realtà il loro cuore è lontano anni luce da Gesù e dal suo amore: "Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me" (Mt 15, 8)... Dobbiamo imparare a discernere... dobbiamo chiedere a Dio di darci più fede e più luce… perché solo la luce di Dio può farci distinguere il vero dal falso. E se non sappiamo dire niente di edificante è meglio metterci un cerotto sulla bocca...
Chiediamo al buon Dio di aiutarci perché il nostro parlare esprima solo le cose Sue... ma sopratutto, rendiamogli grazie in ogni circostanza...Sia dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio” (1 Cor 10, 31)... Questo però lo possiamo fare solo se riconosciamo di essere piccoli, se riconosciamo che ogni cosa la dobbiamo solo ed esclusivamente a Lui. Vogliamo poi parlare della riconoscenza? Paolo oggi ci dice: Siate riconoscenti!... La cosa triste è vedere invece che la parola “grazie” è oramai fuori moda... non si dice più grazie a Dio, non si dice più grazie a nessuno... e questo non è altro che una mancanza nei confronti dell'Amore... Sembra quasi che tutto ci sia dovuto e dire “grazie” una volta, basta e avanza...
Ma che bello invece ringraziare!!! Quando si dice grazie a un fratello si dice grazie a Gesù... è grazie a Lui se quel fratello ci ama, se quel fratello ha compassione di noi, se quel fratello ha misericordia di noi, se quel fratello ci sorride, se quel fratello ci aiuta, se quel fratello è buono con noi... E' Gesù che permette tutto questo e quindi non ci si deve mai stancare di dire grazie. Ma attenzione... non bisogna ringraziare soltanto per le cose belle che ci succedono, ma anche per le situazioni che noi pensiamo ingiuste o brutte... Allora, io dico grazie al mio Gesù non solo per le tante grazie che continua a darmi ogni giorno, ma anche per tutte le avversità che sto attraversando... grazie anche per le persone antipatiche, grazie per i tanti disturbatori, grazie a chi mi mette i bastoni tra i piedi e grazie per le persone poco caritatevoli che incontro ogni giorno... Grazie a loro, le virtù della pazienza, della forza e della misericordia crescono a vista d'occhio. Come non ringraziare allora per queste persone o per questi momenti di disagio? Forse molti pensano di annientarmi e di farmi del male, ma non hanno capito niente... Il buon Dio mi sta facendo diventare una Santa... la Santa delle porte chiuse, ma sempre una Santa!!!...
Poniamoci allora la domanda: "Ma noi che diciamo di essere cristiani praticanti, abbiamo un vero rapporto con Gesù?". La risposta ci è data se, quando guardiamo un fratello di fede, contempliamo il Signore nostro. Se non vediamo Lui, mi sa che il nostro cristianesimo è solo “buccia”...
Mi viene in mente una storiella che ho sentito raccontare da padre Marko Rupnik, mi ha fatto morire dal ridere... forse a qualcuno un po' meno... Comunque: una suora era andata dall'oculista con gli occhi così stanchi, ma così stanchi, che il medico non ne aveva mai visti di così stanchi; allora, meravigliato, le ha chiesto che lavoro facesse... La suora rispose: cerco ogni giorno di vedere nella madre superiora Gesù Cristo... Poveretta... si era quasi accecata!!!
Questa storiella ci deve far riflettere... e spingerci ad avere dei sentimenti non contrari al bell'elenco che Paolo fa nella lettera di oggi. Teniamolo sempre a mente: le parole che escono dalla nostra bocca devono essere in sintonia con il ritmo del corpo; comportamenti e parole devono danzare in armonia perfetta. Solo allora sprigioneranno il profumo di Cristo. Se una persona infatti dice delle belle parole, ma i suoi gesti non sono dolci e soavi, trasmettono solo nervosismo, e ciò significa che non sono parole buone, che non sono parole vere, che nel cuore non c'è veramente Dio.
Anche una semplice carezza, un semplice sorriso, un semplice abbraccio... a seconda di come sono fatti, rivelano se il cuore è limpido o no... Ha ragione come sempre Gesù... tutto quello che è brutto viene da dentro e contamina tutto il corpo. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto!(Mt 23, 26).

Pace e bene