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sabato 4 giugno 2016

Lettere di paternità spirituale - Tratte da “ AMATISSIMO DAL SIGNORE” di Don Divo Barsotti


 

A UNA RELIGIOSA DELLA “COMPAGNIA DELLE FIGLIE DI S. ANGELA MERICI”



La Calza, 3 marzo 1949
Cara figliola,
che potrei dirle più di quello che Dio le ha già detto nel cuore? Né più, che non potrebbe ancora capire – né meno di quel che non sarebbe di alcuna utilità. Impari ad obbedire sempre di più Dio – Lui solo.
Quello che Dio vuole operare in lei è ineffabile – né la mia né la sua parola potrebbe dire qualcosa. Che Dio sempre più agisca in lei senza di lei – tutto il suo lavoro è nell’escludersi. Affondi nel mistero del divino Silenzio.
La benedico e prego per lei. Anche lei preghi per me.
Sac. Divo Barsotti


9 marzo 1950
S. di Gesù,
a cosa valgono le parole dell’uomo? Non sono riassorbite subito dal silenzio? Il Signore ora vuole che si smarrisca totalmente in quegli abissi che si sono aperti sotto e sopra di lei.
So bene che è penoso per la nostra natura sensibile dover rinunziare ad ogni appoggio, so anche che è estremamente pericoloso.
Bello quanto mi scrive riguardo all’umanità del nostro Salvatore. Non le mancherà mai il Suo appoggio perché Egli ci ha meritato la grazia con la Sua divina Passione, di non lasciarci mai soli – mai la nostra solitudine e la nostra desolazione sarà così profonda che Egli non ci sia né possa esserci compagno.
Questo rimane a volte, o almeno sembra, l’unico mezzo per sfuggire al pericolo di una vita disincarnata che non sarebbe cristiana.
Umiltà e semplicità e soprattutto si ricordi che il dovere principale è la gioia. Dio è – perdiamoci totalmente in questo abisso di Luce.
Preghi un pochino per me. Intanto però la ringrazio tanto tanto delle preghiere già fatte. Il Signore compia in lei fino in fondo la Sua volontà. Dio Spirito Santo ci congiunga sempre più nel Figlio al Padre.
Sac. Divo Barsotti



21 agosto 1950
Mia cara figliola,
nessun dubbio per me che lei sia chiamata a quella vita cui si sente attratta così invincibilmente e dolorosamente da Dio. Se il compito che le affida l’obbedienza sembra rendere particolarmente difficile e quasi impossibile quella vita, vuol dire semplicemente che il Signore le chiede una fede più viva e un più puro abbandono. È Dio stesso che mette gli ostacoli fra noi e Lui per provare il nostro amore e la nostra generosità e perché attraverso la dura lotta che ci impone la necessità di superarli, la nostra anima acquisti una maggiore fermezza e stabilità.
Dobbiamo affondare in Dio e non esser più. Nulla ci può nascondere meglio della Sua Luce. Cerchi Dio solo e in ogni cosa Lo veda. Il suo più puro nascondimento è proprio in questo – nel dimenticare il mondo e se stessa per non vedere più che Lui.
Accetti umilmente la sua impotenza: se non può salire, discenda – se non può superare gli ostacoli, ci passi sotto. Non permetta mai che le sue virtù – se pure ne ha – o i suoi difetti, abbiano il potere di distrarla da Dio.
Il segreto della preghiera è nell’umiltà – bisogna scendere nel fondo del nostro nulla per possedere Dio nella pace.
Nulla deve angustiarla: l’aiuto di Dio sarà sempre proporzionato ai suoi bisogni.
Le raccomando molto vivamente di pregare perché possa fare un po’ bene negli Esercizi che terrò al clero di Faenza nei giorni stessi che lei pure sarà in Esercizi.
Nel Signore.
Sac. Divo Barsotti




29 settembre 1950
Mia cara figliola,
che cosa avrà pensato di me? Sono sicuro che non avrà pensato male. Non l’ho affatto dimenticata. Anzi il pensiero di doverle rispondere manteneva ancora più vivo in me il suo ricordo.
È dagli ultimi di agosto che non ho proprio avuto un giorno solo di vero riposo. Prevedo fra qualche giorno un certo periodo di distensione spirituale di cui ho assoluta necessità. Voglia pregare per me perché il Signore mi doni la grazia di vivere un po’ più raccolto e per Lui. Non credo che possa continuare così: comunque non vorrei di mio sottrarmi al lavoro. Quello che importa è la Sua volontà: non la mia pace.
Per lei credo che il Signore abbia già definito la sua via – si mantenga fedele a Colui che l’ha chiamata e sia suo sforzo costante di prendere tutta la sua attività dal Suo amore. Nonostante tutto, attraverso tutto Lui solo. Non si preoccupi troppo di sé – nemmeno della sua perfezione; alla sera della vita noi vedremo quanto il Signore ha saputo fare in noi senza che neppure noi lo sospettassimo.
La nostra corrispondenza è Lui che la fa, ma la fa generalmente all’insaputa di noi stessi – una sola cosa ci chiede: che crediamo al Suo Amore e ci abbandoniamo a Lui.
Viva momento per momento in grande semplicità: le grandi cose non le sappiamo fare – contentiamoci di fare le piccole con amore e perfetta purezza.
Il Signore ci aiuti in questo cammino di dolcezza e di umile semplicità.
La benedico in Lui con affetto profondo.
Sac. Divo Barsotti


7 aprile 1951
Mia cara figliola,
sì, la sua vita è questa – uno sprofondare sempre di più nel buio. Lasci fare a Dio. Proprio ora le è chiesto l’esercizio delle virtù teologali e questo esercizio è particolarmente puro: fede nuda, confidenza cieca – adesione a Dio che è un rimanere nel vuoto. Tutto va bene.
Non dica il Rosario se non può – si contenti di una “Ave Maria” – se non può di più. Dio e la Vergine non sono vicini a noi in ragione delle nostre preghiere. La sua preghiera è precisamente questa sofferenza, questo vuoto in cui tutto sembra affondare – ed è preghiera certo più continua di qualunque altra preghiera e più pura e più grande.
Dio rimane Dio – Lei non ha il potere ora di adorare degli idoli, non può farsi di Dio una immagine secondo i suoi gusti, i suoi desideri e le sue speranze. Tutto va bene e io sono contento – anche se lei non lo è.
Ma che importano in fondo tutte le sue sofferenze? Tutta la sua angoscia non può impedire a Dio di essere ineffabilmente beato: ecco il motivo della sua pace e voglio dirlo – anche della sua gioia. Mi raccomando: non deve conoscere più S., lasci che se ne occupi Lui – lei deve vivere nel cielo.
Grazie tante, tante del dono, povera figliola: le sue sofferenze dicono quanto costa quel poco di bene che posso fare, quanto costa soprattutto che io divenga un poco meno indegno del ministero cui mi ha chiamato il Signore.
La benedico con effusione.
Sac. Divo Barsotti


9 gennaio 1952
Cara figliola,
sopportiamoci serenamente, Dio conosce di che siamo capaci. Forse è necessario raggiungere il fondo dell’abiezione – questa esperienza, che non è nemmeno più amara, della nostra impotenza e della nostra miseria per abbandonarci davvero. Sia calma – e creda all’Amore di Dio. Ora è veramente meritorio credere al Suo Amore perché ora possiamo constatarne l’immensa, l’assoluta sua gratuità.
Non c’è speranza – no, non c’è – tranne che in Lui. E Lui è libertà pura. Abbandono. Non creda più in se stessa, e non voglia più fermarsi su se medesima. Si lasci portare dalle cose in questo distacco da tutto come un automa. Va bene. Dio parlerà quando vuole e quando Egli vuole, non prima, sarà il tempo della risposta.
Anche questa sua incapacità di preghiera è preghiera – è il deserto nudo che vuole acqua. Non le sue parole o la sua implorazione sono la sua preghiera ma il suo medesimo stato.
Pace. Dio è e questo basta. Basta oggi e basterà anche domani perfino se domani fosse l’inferno – ma l’inferno per chi accetta Dio, non c’è più.
Preghi per me. La benedico tanto.
Sac. Divo Barsotti


8 maggio 1952
Mia buona figliola,
credo anch’io che il Signore ti voglia per una via di solitudine. Ma devi ricordarti che questa via tu non puoi sceglierla e non potrai mai crederla come definitiva. Ora il Signore vuol così – ma non sarà sempre. Non ti rimane che credere all’Amore e abbandonarti fino in fondo.
Pregherò sempre per te – sempre. E ricordati che non sarai infedele alla grazia se scriverai quando sentirai di poterlo fare – perché io rimango legato a te per l’eternità. Anzi continuerò sempre ad aspettare le tue notizie, le tue lettere e magari le tue visite. Vuol dire che se il Signore vorrà lasciarti sola penserà Lui a impedire che io risponda o che ci incontriamo. Per tutto quello che hai fatto non hai nulla da rimproverarti.
Solo il Signore ci può dispensare dalla nostra unione sacramentale – in senso pieno – alla Chiesa, che importa appunto anche la direzione, ma l’anima non solo è autorizzata sempre a cercare è in dovere di non accettare, di non adagiarsi in una condizione di vita che di per sé è anormale e Dio può volere solo per un certo tempo per motivi particolari che Egli solo conosce.
Grazie della tua preghiera. Sii forte. Egli ti ama infinitamente e tu ne dà prova proprio nella fiducia che hai nella tua forza, nel tuo abbandono, nella tua pazienza. Sii buona.
Io sono, sarò sempre con te anche se dovrò stare in silenzio, invisibile.
Con tanto affetto nel Signore.

DIVO BARSOTTI – Tratto da “ AMATISSIMO DAL SIGNORE” - Lettere di paternità spirituale