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giovedì 7 agosto 2014

Lettera n.34 - La voragine della supplica fiduciosa - Fr. M. D. Molinié o.p.



Miei cari Amici,

per quasi un anno ho cambiato alloggio una volta al mese, prima di stabilirmi a N. D. St. Eustase. Poco importano le ragioni di queste peregrinazioni, ma sono addolorato per non aver potuto trovare il tempo di dare mie notizie alla maggior parte di voi. Provo oggi a riscattarmi offrendovi il riassunto di una conferenza di cui potete richiedere la cassetta (ma preferisco il riassunto). Vi parlo di supplica, offritela per me a motivo dei miei spostamenti e aggiungeteci un rendimento di grazie per il mio soggiorno nellAbbazia che mi ha benevolmente accolto...

Festa della Natività di Maria 1995

Fr. M. D. Molinié o.p.

LA VORAGINE DELLA SUPPLICA FIDUCIOSA

Cè una voragine della supplica fiduciosa, nella quale ci si butta o non ci si butta.
Limmagine della voragine, può far pensare ai buchi neri della fisica moderna, al Maelstrom di Edgar Allan Poe, a un ciclone o alle cascate del Niagara... o ancora al vuoto in cui si lancia un paracadutista. Ciò suppone evidentemente un certo coraggio, diver-so però da quello degli alpinisti o dei soldati. Buttarsi in acqua o nel vuoto richiede un coraggio diverso da quello di arrampicarsi o di lottare... richiede il coraggio di buttarsi!
Si dice che nella vita spirituale è il primo passo quello che costa. In questo caso non può valere la stessa affermazione perché il primo passo è nello stesso tempo anche lultimo, come per gli Angeli: Satana non ha accettato di buttarsi nella voragine della supplica fiduciosa.

Si può praticare la supplica fiduciosa senza perdersi ancora nella voragine della supplica fiduciosa. Scrivo questa lettera per farvi sentire un appello: Vieni verso la voragine della supplica fiduciosa! Lasciati trascinare come da un fiume nelle cascate del Niagara.” Allinizio il fiume è tranquillo, scorre appena, come la Saone, di cui Cesare diceva che non si sa in quale senso scorra, tanto è calma. Si tratta dellinizio della vita spirituale: supplichiamo, ma non siamo trascinati con forza verso la voragine, poi la pressione aumenta (la carità di Cristo ci incalza) e ci trascina verso un abisso di fiducia che si delinea poco a poco.
Siamo più o meno trascinati, secondo la nostra maggiore o minore fedeltà nellascoltare lappello: qui si gioca la lotta fra la grazia e Satana, che fa di tutto perché non ascoltiamo la chiamata. Larbitro di questa lotta è la nostra libertà. La liturgia, il Cristo in Croce, il Cristo risorto, la Santa Vergine, i nostri veri amici, i nostri Angeli Custodi ci dicono: Vieni! Vieni, lasciati trascinare verso la voragine.”
Finché non ci siamo dentro, noi ascoltiamo più o meno, rispondiamo più o meno, avanziamo più o meno, resistiamo più o meno. Forse, se siamo fedeli, andremo velocemente, avanzeremo con rapida andatura, ma possiamo ancora sfuggire, possiamo resistere... sempre di meno senzaltro, ma ugualmente ancora.
Allora si conoscono le lotte della vita spirituale, le cadute, le riprese, le oscurità, i dubbi, talora seri e gravi, gli scoraggiamenti, ah, gli scoraggiamenti!
Allora sì che ci sono reali pericoli. Finché non siamo caduti nella voragine, sono sempre possibili problemi, ansietà, illusioni.
Invece il giorno in cui si cade nella voragine della supplica fiduciosa, non cè più nessun pericolo: questa è la santità. Succede allora qualcosa di assolutamente straordinario che chiamo la scomparsa del pericolo: non scompare la lotta, ma il pericolo.
Come spiegare che non cè più pericolo se rimangono delle lotte? Pensiamo alla psicologia di Cristo: Egli era impeccabile, tuttavia ha conosciuto delle lotte, e quali lotte! Lagonia, la tentazione: Padre tu puoi tutto, allontana da me questo calice.” Quello che è successo non era di tutto riposo!
La Santa Vergine non era impeccabile, ma impeccante,” dicono i teologi: praticamente significa la stessa cosa, ella non correva alcun pericolo di peccare. Però ha conosciuto anche lei terribili lotte, non le nostre perché nelle lotte che noi conosciamo cè ancora un pericolo reale di sfuggire a Dio.
La lotta deglimpeccanti non è quella dei peccatori! Restiamo dei peccatori, finché non cadiamo nella voragine: quando si cade nella voragine si diventa impeccanti.
Esempio: Marthe Robin. Non è sempre stata impeccante, allinizio si è battuta, si è ribellata contro la malattia. In quel momento non era alle prese con cose straordinarie. Quello che sopportava era molto doloroso, ma alla portata del coraggio umano, della fedeltà umana, e anche della debolezza umana. Ha anche detto: No, non posso... e poi, un bel giorno, ha ceduto il suo posto per Lourdes a una malata, perché il suo parroco glielaveva chiesto: non è straordinario, non erano i misteri della Passione! Si è messa da parte a favore di una malata perché non cera più posto.
Fu una lotta, avrebbe potuto sfuggire alla grazia, era ancora una peccatrice, rischiava di non dire Sì. Ma ha detto Sì, un piccolo Sì... ed è caduta nella voragine. Il frutto di quel piccolo Sì e di quella caduta nella voragine furono cinquantanni di passione e di gioia. Tutti i giovedì diceva a Padre Finet: Non ce la farò, non ce la farò! Ho paura, non ci riuscirò. Sì, figlia mia! No, Padre non ce la farò! Sì, figlia mia!Il lunedì aveva dimenticato la sofferenza, era felice di vivere nella grande gioia molto semplice dei figli di Dio, con quella premura, quella delicatezza che aveva verso gli altri: Avete freddo, avete fame?Si è tentati di pensare: con quello che viveva, cosa importavano quelle cose!
Sì, è ben diverso dalla nostra psicologia: la voragine cambia tutto. La supplica fiduciosa va bene, ma non è essa che cambia tutto: è la voragine. Potrei chiamare altrettanto bene questa voragine, voragine della pace di Dio che supera ogni sentimento, che inghiotte tutto... la voragine dellabbandono, della fiducia, dello spirito dinfanzia, dellumiltà più semplicemente, della Pace...
Tutto questo non è falso, ma quelli che non sono nella voragine rischiano di commettere un grave errore immaginandosi che nella voragine non ci sia più supplica... che non ci sia altro che stare immersi nella pace! Ah no, per niente, essere immersi in questa voragine è un altro modo di essere attivi, più intenso di tutte le attività del tempo in cui non si era completamente posseduti da Dio.
Questa voragine è infatti quella dei gemiti inesprimibili dello Spirito Santo. Egli non si riposa, non dice semplicemente grazie! Certo, dice grazie, ma non si dice grazie quando non si chiede niente: si dice grazie perché si chiede e si riceve. Si dice grazie eternamente perché si riceve eternamente: ma appunto bisogna chiedere, e questa domanda è una delle componenti dellamore.
Non si supplica soltanto perché si è nello sconforto e nel pericolo, ma prima di tutto, e forse soprattutto, perché si ama. Lo Spirito Santo ci insegna il gemito come attributo dellamore, quel gemito che Egli dona alla creazione tutta intera, anche prima delle origini delluomo....
È una delle cose sulle quali si scontrano i sapienti e gli increduli. La morte esiste da sempre. Koestler, un sapiente che non ha la fede, dice: Credo ad una intelligenza organizzatrice del mondo; ma non posso credere che sia buona, perché avrebbe potuto creare la vita senza la morte.”
È una questione grave, una di quelle che scompaiono nella vo-ragine della supplica fiduciosa, ma solo in essa, perché non cè risposta. Posso soltanto dire (ma questo non può placare i non credenti) che la creazione fu marchiata col segno della morte a causa del peccato e del demonio, che ha avuto un potere su di essa fin dallinizio, perché Dio lo ha permesso e anche voluto. Dio sapeva che il peccato avrebbe avuto luogo, e a causa delluomo peccatore, la morte era là. Da sempre la creazione geme nei dolori del parto, non ha atteso luomo per questo.
È evidentemente un grande mistero, che può far perdere la fede. Lunico modo per non perderla è quello di non rompersi la testa (ma la Chiesa non ci incoraggia in questo senso), oppure di cadere nella voragine della supplica fiduciosa. Lì si dice: Mio Dio non capisco!” – ma in un tale slancio damore da essere trasportati, non si teme niente, si possono fare tutte le domande che si vuole, sarei tentato di dire che si può perdere la fede nella voragine della supplica fiduciosa, o almeno immaginarsi di averla persa!
Dunque la creazione geme nei dolori del parto sotto la pressione dei gemiti inenarrabili dello Spirito Santo, e la voragine della supplica fiduciosa è la voragine dello Spirito Santo che geme. Ricevendo lEucaristia beviamo la pozione magica di questa supplica, ma i santi sono come Obelix che è caduto nella pentola da piccolo e gli è bastato per sempre. Una volta che si è caduti nella voragine non ci sono da fare esercizi penosi e faticosi per supplicare, avviene naturalmente!
Ma non è di tutto riposo, non è una semplice lode: Grazie mio Dio, grazie Gesù.” Cè un immenso dolore, il gemito dello Spirito Santo interroga Dio dal profondo del nostro essere; non è linquietudine umana, è linquietudine divina. Attraverso le lotte, le sofferenze, le prove, le angosce, attraverso questa porta che è la porta della Croce, siamo iniziati a qualcosa di insensato che è il gemito dellamore. Perché lamore è gemito.
Quando due esseri si amano, si parlano, e ciascuno dice ti amosenza stancarsi. Non solo non si stancano di dirlo, ma non si stancano di chiedere: E tu mi ami?Non si stancano di chiederlo e di sentirselo chiedere, altrimenti quello che dice ti amosi lamenterà: Tu non mi chiedi se ti amo, allora non mi ami!Lamore non si accontenta di donare, lamore chiede, perché lamore è trinitario!
Qui cè la voragine, voragine di splendore e più ancora. Perché in questa voragine, Dio stesso si mette a supplicare la creatura: Perché mi hai fatto questo, Israele? Mi ami? Pietro, mi ami?” – ed è un gemito. Il mistero della Croce è il mistero della supplica fiduciosa che Dio rivolge alla creatura: supplica crocifissa, perché la creatura non risponde, o non risponde abbastanza, o per niente...
Come fa Dio a essere felice in questa supplica, senza rimanere indifferente alla ferita che Gli infligge la creatura non rispondendo, non lo so... ma Gli chiedo con insistenza di dirmelo, perché mi sento invitato a domandarlo in questa supplica infinita: Mio Dio a che gioco stai giocando?La Sapienza gioca con i figli delluomo, ma a che gioco tu stai giocando?
E la risposta ultima è quella dello Spirito Santo: È bene chiedere tutto questo! Sì, sono le vere domande... ma non le fai ancora abbastanza! Per farle bene bisogna cadere nella voragine della mia domanda, del Mio modo di fare le domande. Tu vuoi fare delle domande per avere una risposta! Sei un folle, è il contrario: è una domanda eterna che farà, che sarà, la tua beatitudine. E questa domanda è appunto, la voragine della supplica fiduciosa.”