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mercoledì 20 agosto 2014

San Bernardo (1090-1153)


an Bernardo (1090-1153) si fece monaco a Citeaux e, tre anni dopo, divenne il primo abate di Clairveaux in Francia. Le doti di natura e di grazia profuse in questo letterato, teologo e mistico, gli hanno dato un fascino suo proprio. La sua opera rimane ancor oggi di grande valore. Nei sermoni sul Cantico dei Cantici, egli ci tramanda, da artista consumato, il frutto d'una lunga esperienza spirituale.

IL VERBO MI HA VISITATO

Sopportate un po' della mia stoltezza (2 Cor. 11, 1)... Ammetto e lo confesso con semplicità che il Verbo mi ha visitato, ed anche molto spesso. Ma, sebbene frequentemente egli sia penetrato in me, non ho mai, in nessun caso, avvertito il momento della sua venuta. Ho sentito che era presente; ricordo che è stato con me; talvolta ho potuto anche presentire che egli sarebbe venuto; ma non ho mai avvertito il suo arrivo o la sua partenza. Com'è egli venuto o andato? Non lo so... Non è per gli occhi che egli entra, poiché non ha né forma né colore che si possono discernere; non per le orecchie, perché il suo arrivo non produce suono alcuno; la sua presenza non può nemmeno essere avvertita dal tatto, poiché è intoccabile. Di dove è dunque venuto? Dobbiamo creder che egli non sia venuto affatto, poiché non proviene dall'esterno? In realtà, non rientra nel numero delle cose esteriori. Ma egli non avrebbe modo di venire neppure dall'intimo di me stesso, poiché egli è buono e in me, lo so benissimo, non v'è nulla di buono. Sono salito sino al vertice di me stesso, e ho visto che il Verbo risiedeva ancor più in alto. Come un esploratore curioso, san disceso nel più profondo del mio essere, ma egli era ancor più in basso. Allorché ho rivolto gli sguardi verso l'esterno, ho constatato che egli era ancora al di là di tutto quel che mi è esteriore; poi mi san rivolto verso l'interno, ma egli era ancor più nell'intimo. Ho riconosciuto alfine la verità di quelle parole che avevo letto nella Scrittura: In lui viviamo, ci muoviamo e siamo (Atti, 17,28). Beato colui che è inabitato dal Verbo, vive per lui e da lui è mosso.

Mi domanderete allora: poiché non possono scoprirsi le tracce della sua venuta, come ho potuto sapere che egli era presente? Perché è vivente ed efficiente; appena penetrato in me, ha ridestato l'anima mia assopita, ha vivificato, intenerito, spronato il mio cuore intorpidito e arido come pietra. Ha cominciato a strappare e a distruggere, a edificare e a piantare, a innaffiare la mia aridità, a rischiarare le mie tenebre, a schiudere ciò ch'era sbarrato, a infuocare la mia tiepidezza ed anche a raddrizzare i sentieri tortuosi ed a spianare i tratti rugosi dell'anima mia, sì ch'essa potesse benedire il Signore e tutto quello che è in me benedicesse il suo santo Nome (cf. Sal. 102, 1)...

Dai moti del cuore ho avvertito che egli era là. Ho riconosciuto la sua forza e la sua potenza perché i vizi e le passioni si estinguevano nella calma. Il mettere in discussione e sotto accusa i sentimenti miei più nascosti mi ha portato ad ammirare la profondità della sua sapienza. Ho sperimentato la sua dolcezza e la sua bontà per il lieve progresso della mia vita. E vedendo rinnovarsi il mio spirito nell'intimo di me stesso, ho scoperto un po' della sua bellezza. Infine, abbracciando con uno sguardo l'insieme di queste esperienze ho tremato dinanzi ali 'immensità della sua maestà.

Sermon sur la Cantique, 4-6.