venerdì 19 febbraio 2016

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési - Fil 3, 17- 4,1 - Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso



Fil 3, 17- 4,1
Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Parola di Dio

Riflessione

Che lettera commovente San Paolo oggi scrive a tutti noi!
E' un'esortazione a imitare lui e quelli che vivono come lui.
Nella nostra società, purtroppo, il termine “imitare” molto spesso viene inteso come “conformarsi a quello che fa la massa”, come tanti pappagalli! Ma San Paolo ci aiuta a comprendere, come un vero fratello in Cristo, chi dovremmo imitare e chi non dovremmo imitare.
Però, prima di imitare, dovremmo fare una cosa che invece di solito non facciamo... dovremmo osservare meglio, dovremmo avere lo sguardo attento su ciò che ci circonda. Invece, per nostra comodità, vogliamo evitare questa “fatica” e, se osserviamo, lo facciamo solo per criticare. Quando vediamo un fratello che rispecchia Gesù più di noi, non dobbiamo essere gelosi, non dobbiamo allontanarlo perché mette in evidenza la nostra pochezza, ma dobbiamo imitarlo, e, imitando lui, imiteremo Gesù. San Paolo si propone come modello, non certo per mettersi su un piedistallo o per dire che lui è migliore di noi, ma, essendo un chiamato da Dio, vuole aiutarci a seguire Cristo come si deve. Dovremmo ringraziare sempre il buon Dio per gli esempi che ci ha mandato e che ci manda, anche se non sono tanti, sopratutto oggi. 
Da Dio dunque riceviamo tante opportunità per salvarci, Lui ci manda sempre dei compagni per aiutarci, cerchiamo di vederli e di accettare il Suo grande aiuto. Non ostiniamoci nelle nostre abitudini, cerchiamo di essere più umili, cerchiamo di far tacere una buona volta il nostro “io”. Povero sarà chi avrà amato il mondo per i momentanei piaceri di questa vita, se non si converte perderà per sempre Cristo. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno dei veri amici del Signore che, con il loro esempio, ci aiutino a seguire la strada giusta e ci sostengano nelle nostre cadute. Quindi, se il buon Dio ci mette accanto un fratello più avanti di noi nel cammino di fede, osserviamo bene il suo comportamento, il suo modo di parlare, il suo modo di pregare, accettiamo i suoi rimproveri, accettiamo i suoi consigli, perché questo gioverà molto alla nostra crescita e alla nostra salvezza. Invece, molto spesso preferiamo guardare e imitare gli empi, i nemici della Croce, come li chiama San Paolo.
Quando infatti non vogliamo cambiare o modificare un certo comportamento malsano, preferiamo, per giustificare il nostro comportamento, prendere come modello il “falso credente” che si comporta come noi; imitiamo così la persona che fa quello che noi non vogliamo smettere di fare; se pensiamo di avere la coscienza a posto siamo dei poveri illusi!!!
E' incredibile come oggi si pensi che solo gli adolescenti vengano condizionati dai pensieri e dai comportamenti degli amici; vediamo infatti i giovani parlare con lo stesso linguaggio volgare, acconciarsi i capelli in modo stravagante, vestire in maniera indecente - con pantaloni che non hanno più la vita e che mettono in evidenza non solo la biancheria intima, ma anche le parti intime -, sono tutti uguali, sembrano fatti con lo stesso stampino... Ma noi adulti, come ci comportiamo? Questi poveri ragazzi, questa nuova generazione, che esempio ha davanti? La colpa non è forse in gran parte anche nostra, che predichiamo bene, ma razzoliamo male!
Ognuno di noi deve farsi un bell'esame di coscienza. Che esempio sto dando a mio figlio? Lo sto educando con i valori cristiani o con i valori del mondo? La famiglia, va in Chiesa insieme la domenica o va insieme al centro commerciale? Mangia a tavola insieme conversando di tutto ciò che ci è successo durante la giornata, o mangia senza neanche guardasi in faccia, magari ascoltando la televisione o parlando al telefonino? Vogliamo fare a tutti i costi i genitori secondo il modello del mondo, vogliamo essere genitori amici, vogliamo vestirci come loro, andiamo a ballare con loro, beviamo e fumiamo con loro, non li correggiamo più, non li sgridiano più...
Come mai? Perché sappiamo di essere in torto; con quale coraggio diciamo ai nostri figli: devi andare alla Messa, se noi non ci andiamo?... Devi stare composto a tavola, se noi mettiamo i piedi sul divano?... Non fumare, se noi siamo una ciminiera ambulante?... Non bere, se poi noi non ci facciamo mancare l'aperitivo, il digestivo, la birra, il vino, il superalcolico?... Non tenere acceso il cellulare a scuola, se noi lo portiamo in Chiesa e rispondiamo con tanta tranquillità durante la liturgia?... Non essere arrogante con i compagni se noi, appena ci sediamo in macchina per andare al lavoro, al primo semaforo iniziamo il concerto con il clacson e lanciamo insulti all'automobilista che abbiamo davanti o di fianco a noi?... Cerca di essere amabile con tutti, se noi al lavoro abbiamo facce tristi, siamo sempre arrabbiati e alziamo la voce con tutti? La lista sarebbe troppo lunga, ma ognuno di noi potrà continuarla...
Non siamo un bell'esempio da imitare!!! Siamo proprio come dice San Paolo: nemici della Croce di Cristo. Diciamo di essere credenti, partecipiamo a tutte le liturgie, alle manifestazioni religiose a livello locale e diocesano, partecipiamo alle catechesi, ai ritiri... ma il nostro corpo, la nostra bocca, il nostro sguardo, i nostri modi, i nostri pensieri, non rispecchiano assolutamente Cristo, rispecchiano quello che abbiamo davvero dentro, e cioè tanta miseria, tanto lordume. I nemici della Croce, non sono solo quelli che stanno fuori dalla Chiesa, ma anche quelli che stanno dentro... Come si dice: “la serpe in casa”... Sono questi i soggetti più temibili; uno di questi all'interno di una comunità fa più danno di cinquanta fuori.
Dobbiamo anche noi piangere come Paolo... lacrime non di rabbia, ma di timore per i grandi rischi che i fratelli corrono scegliendo la strada sbagliata; per quanti continuano a vivere la loro vita passando da un piacere all'altro, per quanti pensano più alle cose di questo mondo che a quelle del cielo, come se non dovessero morire mai...
Domandiamo al buon Dio di aumentare la nostra fede, di donarci una fede che infiammi il nostro cuore, perché il nostro comportamento sia fedele al Vangelo, perché possiamo essere imitatori di Gesù, come San Paolo, per dare un esempio credibile alle nuove generazioni allo sbando, perché l'unica via è quella tracciata dal nostro Signore e non ce n un'altra. L'unica via che dobbiamo percorrere è quella della Croce e non ce n'è un'altra. L'unica via per andare dritti in Paradiso è il Vangelo che Gesù ci ha consegnato, e non dobbiamo cambiarlo come vorrebbe fare la nostra società.
L'unica via per amare il prossimo, è amare Gesù con tutto il nostro cuore mettendolo al primo posto nella nostra vita.
L'unica via per far diventare questa società più giusta e meno prepotente, è ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio.
L'unica via per non essere soli in questa valle di lacrime, è la Preghiera incessante.
L'unica via per essere esemplari per i nostri figli, è essere fedeli a Dio.
L'unica via perché Dio esaudisca le nostre suppliche, è affidare a Lui ogni cosa della nostra vita.
L'unica via per avere la pace intorno a noi, è essere in pace con Dio.
L'unica via per essere in pace con Dio, sono i Sacramenti vissuti come Dio comanda.
L'unica via per vivere i Sacramenti come Dio comanda, è rendersi conto di essere dei malati cronici e bisognosi di cure.
L'unica via per riflettere la luce divina è l'amicizia con Gesù.
Che il buon Dio abbia misericordia di noi, ci aiuti e ci dia la grazia per rimanere saldi e fedeli al Vangelo, in modo da essere cristiani DOCG e non cristiani da osteria.
Chiediamo aiuto anche alla Santissima Madre perché la possiamo imitare, Lei che si è lasciata guidare totalmente dal Suo Gesù.
Pace e bene

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