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martedì 18 aprile 2017

Dagli Atti degli Apostoli - At 3, 1-10 - Quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!






In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio.
Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa.
Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò.
Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.
Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.
Parola di Dio


Riflessione

La lettura di oggi descrive una scena che ognuno di noi può osservare ogni giorno o che si ritrova a vivere.
Andiamo in Chiesa e fuori della porta chi troviamo? Generalmente uno zingaro, un mendicante o un povero Cristo che chiede l'elemosina... gli diamo uno spicioletto, giusto per non sembrare taccagni... due se c'è qualcuno vicino a noi per farci vedere generosi. Se poi siamo noi ad avere bisogno di un “favore”, vorremmo poter contare su chi ci ha detto: "Io per te ci sarò sempre... chiamami per qualsiasi cosa tu abbia bisogno"... Ma per favore!!! La cosa buffa è che, se si chiede un favore che in qualche modo è visibile agli occhi del mondo, allora la disponibilità è così pronta che attraversare l'oceano a nuoto sarebbe una cosa da niente, ma se un favore viene chiesto a tu per tu e nessuno vedrebbe il servizio richiesto, allora ecco che la prontezza rallenta in maniera paurosa ed è corredata da scuse e compromessi... Arrivo, ma prima, con calma, devo fare un'altra cosa... scusa, non puoi aspettare domani? E così via... Come al solito, nel nostro cuore il nostro io antepone alla carità le proprie esigenze... Vogliamo sempre essere lodati, vogliamo l'approvazione degli altri, siamo sempre troppo preoccupati di cosa la gente dice o pensa di noi... e non ci rendiamo conto che lo “storpio” della lettura di oggi siamo noi!!! Con una differenza però... Lo storpio stava fuori dal tempio... noi entriamo dentro... ma siamo davvero convinti di saper camminare diritto? E' vero che ascoltare la Parola del Signore e riceverLo ogni giorno è un mezzo potente per crescere in santità, ma quanti di noi vanno in Chiesa per stare un po' con il buon Dio, per fargli compagnia, per parlare con Lui, per adorarlo, per ringraziarlo?... E quanti invece vanno a chiedere solo “elemosine”? Quanti fanno certi servizi solo per ottenere dei favori? Questi comportamenti equivalgono a stare fuori della porta del Tempio. A volte Gesù viene preso per una slot-machine che sputa miracoli o posti di lavoro... Gli si chiede, a forza di continue preghiere e orazioni, di risolvere i nostri problemi materiali o spirituali, ma questo potrebbe anche significare che non siamo molto disposti ad uniformarci alla volontà di Dio. Diceva bene San'Alfonso Maria de Liguori: Il forte sta nell’abbracciare la volontà di Dio in tutte le cose che avvengono o prospere, o avverse ai nostri appetiti. Nelle cose prospere anche i peccatori ben sanno uniformarsi alla divina volontà; ma i santi si uniformano anche nelle contrarie, e dispiacenti all’amor proprio... Di più bisogna uniformarci al divino volere, non solo nelle cose avverse, che ci vengono direttamente da Dio, come sono le infermità, le desolazioni di spirito, la povertà, la morte de’ parenti, e simili; ma ancora in quelle, che ci vengono per mezzo degli uomini, come sono i dispregi, l’infamie, l’ingiustizie, i furti, e tutte le sorte di persecuzioni. In ciò bisogna intendere, che quando noi siamo offesi da alcuno nella fama, nell’onore, ne’ beni, benché il Signore non voglia il peccato di colui, vuole nondimeno la nostra umiliazione, la nostra povertà, e mortificazione. E’ certo, e di fede, che quanto avviene nel mondo, tutto avviene per divina volontà".

Ringrazio il buon Dio ogni giorno che, a suon di ceffoni, mi sta santificando... Proprio come fanno alcuni genitori con i figli: "Mio figlio era un asino a scuola, non aveva voglia di studiare, ma a furia di dargli calci gli ho fatto prendere il diploma!!!". Ecco, così Gesù sta faccendo con me... Ogni giorno mi pone davanti e mi fa passare per delle situazioni a dire il vero incredibili... situazioni che farebbero soffrire chiunque... ma io le vedo come lezioni di vita; e così, non solo ringrazio Dio che mi manda queste prove, ma ringrazio anche quelle persone che si comportano in modo terribile perché, senza le loro porcherie, senza la loro doppiezza, io non avrei avuto la possibilità di santificarmi. Grazie Gesù... continua così... Mi viene in mente la storia di San Gerando Maiella quando da bambino veniva insultato e maltrattato con percosse nella bottega dove faceva l'apprendista sarto, al suo persecutore rispondeva: "Colpitemi, suvvia, che lo merito..." e quando non ne poteva più diceva: "Oh! Mio Dio, sia fatta la vostra volontà!"
Solo quando la nostra volontà e quella del Signore diventeranno una, tutto ciò che chiederemo in nome di Dio per noi e per le persone a noi vicine, sarà esaudito. Se la nostra volontà è solo "conforme" a quella di Dio, rimane in noi una certa imperfezione che ci impedisce di ottenere i miracoli. Sant'Alfonso de Liguori chiarisce la differenza tra la "conformità" e l'"uniformità" alla volontà di Dio. "La conformità è congiungere la nostra volontà a quella di Dio. L'uniformità invece, significa fare della volontà di Dio e della nostra una sola volontà, in modo che noi vogliamo soltanto ciò che vuole Dio, e che la sua volontà sia anche la nostra". Allora, se accetteremo ogni prova mandata da Dio senza brontolare, tutto ciò che chiederemo nel Suo nome ci sarà dato... "In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò” (Gv 14, 12-14).
A proposito di miracoli voglio riportare un passo del libro di Sant'Alfonso de Liguori "Uniformità alla volontà di Dio": “Narra Cesario (lib. 10, c. 6) che un certo Religioso, il quale all'esterno non si distingueva in nulla dagli altri, era giunto a tale grado di santità che, solo a toccare le sue vesti, gli infermi guarivano. Il suo superiore, meravigliato, gli chiese un giorno come mai facesse tali miracoli, non conducendo egli una vita più esemplare degli altri. Il religioso rispose che anche lui ne era meravigliato e non sapeva darne ragione. L'abate allora gi domandò se praticasse qualche devozione particolare. Al che il buon religioso rispose che faceva ben poco; solo aveva sempre avuto una grande cura nel volere quello che Dio voleva e aveva ottenuto la grazia di tenere la propria volontà totalmente abbandonata in quella di Dio. La prosperità (disse) non mi solleva, nè l’avversità mi abbatte, perché io prendo ogni cosa dalle mani di Dio, ed a questo fine tendono tutte le mie orazioni, cioè, che la sua volontà perfettamente in me si adempia. E di quel danno (ripigliò il Superiore), che l'altro ieri ci fece quel nostro nemico che ci ha privato del nostro sostentamento bruciando il podere dove stavano le nostre provviste e il nostro bestiame, non ti ha fatto provare nessun risentimento? No, Padre mio, egli rispose; al contrario ho ringraziato Dio, come sono solito fare in simili circostanze, sapendo che Dio tutto fa o permette per la sua gloria e per il nostro maggior bene. Così io vivo sempre contento, qualunque cosa accada. Ciò inteso l’Abbate, vedendo in quell’anima tanta uniformità alla volontà divina, non restò più maravigliato, che facesse sì gran miracoli ".
Ognuno di noi dunque potrebbe compiere miracoli, a patto di toglierci di dosso il bel vestitino che ci piace tanto, ma che spesso è troppo aderente e mette in evidenza non i cuscinetti di grasso, ma la nostra miseria!!! Siamo così superbi, così duri di cuore, che abbiamo qualche difficoltà a sollevare la mano destra per farci afferrare da Cristo.
Quando guardiamo Gesù in Croce, evitiamo di fare come lo storpio che, fissando lo sguardo su Pietro e Giovanni, sperava di ricevere qualche monetina... Come al solito, chiediamo sempre molto meno di quanto Gesù vuole darci!!! Vuole darci il Suo amore?... A noi sembra bastare l'amore degli uomini... Vuole darci la vita Eterna?... A noi basta vivere in modo decente e con qualche sfarzo la vita terrena... Vuole santificarci con le prove ?... A noi basta essere carucci, senza avere il fiato di Dio sul collo... D'altronde... se si ascoltano certe omelie... Dio perdona tutti, che problema c'è? L'inferno sembra sia una cosa inventata da Dio per spaventarci!!! Seguire Gesù non è facile, ma non è impossibile... Se decidiamo di abbracciare Gesù nella nostra vita, dobbiamo essere consapevoli che saremo perseguitati da tutti... "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? E allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano vesti sontuose e vivono nella lussuria stanno nei palazzi dei re(Lc 7, 23-25).
Chiediamo al buon Dio di aumentare sempre la nostra piccola fede, chiediamogli di aiutarci a non irrigidirci troppo quando ci mostra la nostra miseria, quando ci rende consapevoli delle nostre storture, paralisi, cadute... chiediamogli di aiutarci ad uniformarci alla Sua volontà, perché solo così potremo imitare Pietro e Giovanni, due discepoli che non possiedono niente, ma che hanno tutto... perché sono diventati un tuttuno con Gesù... non loro compiono i miracoli, ma Dio con loro compie meraviglie... "Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa" (Is. 35, 6).
Così, grazie a Dio, lo storpio guarisce, corre dentro il Tempio a lodare Dio e le persone presenti rimangono piene di stupore e di meraviglia... Che bello!!! Ma tutto questo succede forse anche da noi?... Assolutamente no!!! Proviamo allora a ricordarci una bella frase di Gesù: “Ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Lc 15, 7).
Succede infatti che un vero convertito ama, loda e ringrazia il Signore molto più intensamente degli abitué; per questo viene visto come una minaccia che è meglio allontanare; e lo fanno nelle maniere più subdole... ma anche questi sono ceffoni che ti fanno crescere. Grazie Gesù... ma una cosa ti chiedo: Ti prego di darmi forza e sopratutto tanto coraggio, perché per amarti oggi, in questo mondo, ce ne vuole tanto!!! Rafforza la mia fede... in modo che io possa accettare con gioia ogni cosa che Tu vorrai per me.
Pace e bene