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venerdì 28 ottobre 2016

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 19,1-10 - Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.


Lc 19,1-10

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore


Riflessione

Ecco una bella storia di conversione radicale!!!

Zaccheo, un uomo che non solo aveva il difetto di essere ricco, ma era anche un esattore delle tasse, quindi non molto amato dal popolo. Che gente!!! Per fortuna oggi gli esattori delle tasse sono molto più amati... Ogni giorno infatti, quando rientriamo a casa, guardiamo nella cassetta delle lettere sperando di trovare una bella cartella esattoriale!!! Si... si...

Quest'uomo però, nella sua vita era destinato a incontrare Dio... come tanti di noi. La sua curiosità di vedere Gesù non era casuale... evidentemente la calamita che il buon Dio mette nel cuore dei suoi figli aveva iniziato a funzionare. In ogni caso è Dio che decide quando e come...

Zaccheo dunque, preso da curiosità, supera i limiti della sua statura arrampicandosi su una pianta. La bassa statura forse non era solo di tipo fisico... Se consideriamo la statura fisica io dovrei essere sempre appesa a un albero... In ogni caso è un esempio di coraggio per molti di noi... Se vogliamo che Gesù ci guardi con amore, se vogliamo che ci chiami per nome, se vogliamo che si auto-inviti a casa nostra... dobbiamo sforzarci di cercarlo abbandonando tutte le nostre paure e tutte le nostre perplessità.La bassa statura può anche essere vista come una figura dei nostri limiti, degli ostacoli che incontriamo ogni giorno, dei nostri peccati, delle nostre mancanze, dei nostri bla bla bla... che ci impediscono di vedere oltre. Dobbiamo allora darci da fare come ha fatto Zaccheo, il quale aveva un desiderio talmente grande di vedere Gesù che è stato esaudito.


Gesù infatti alza lo sguardo verso l'uomo timoroso appollaiato sulla pianta e, invece di sgridarlo come si aspettava certamente la folla, lo chiama per nome e gli ordina di scendere subito perché ha deciso di auto-invitarsi a pranzo. Bellissima questa scena... io me la immagino e rido da sola...

E siccome Gesù, non ama il peccato ma il peccatore (come diceva Sant'Agostino), se ne frega delle chiacchiere dei presenti, va a casa di Zaccheo e pranza con tutta la sua famiglia. Questo ci deve insegnare che non dobbiamo farci condizionare dai pensieri e dalle chiacchiere della gente, ma dobbiamo vivere la nostra fede con gioia e tranquillità, infischiandoci delle derisioni e delle critiche altrui.

La reazione di Zaccheo, come quella di tanti di noi, è splendida... Una volta infatti che una persona è toccata da Dio cambia completamente, non una cosa, ma tutto: il modo di vedere, il modo di vivere, il modo di vestirsi, il modo di parlare, il modo di pensare... Insomma, inizia una vita senza fronzoli ma colma di una gioia infinita. Chi dice di avere incontrato il Signore o di essere in un cammino di fede, ma non modifica il suo comportamento e continua a vivere la sua vita come prima, significa che non lo ha veramente incontrato. 

Un cristiano che va ogni giorno in Chiesa, che recita rosari a go-go, che conosce tutte le preghierine e tutti i canti, ma che è sempre arrabbiato, sempre nervoso, sempre triste, che non sopporta niente, che ha la lingua più veloce della luce, che non sorride mai, che non guarda negli occhi un fratello... non ha incontrato veramente il Signore. Avrà pure "fede"... ma c'è molto da temere che cada sotto il terribile giudizio dell'Apocalisse: "Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo".
 
Diceva bene don Divo Barsotti in “Meditazione sulla preghiera a Gesù”: “ Troppo poco noi lo sentiamo; lo crediamo ma non lo realizziamo giorno per giorno, minuto per minuto; veramente non sentiamo il pungolo che ci spinge nel cammino che deve portarci alla santità. Si vive così tranquilli: una vita mediocre che sembra realizzare già molto quando noi aggiungiamo alle preghiere abituali un’altra preghiera, quando cerchiamo di esercitare un po’ la pazienza, quando procuriamo di mantenerci fedeli a qualche esercizio particolare di virtù. Ci sembra di far molto? È a Dio che dobbiamo rispondere, a un Amore infinito: tutto quello che noi possiamo fare sarà sempre poco se noi sentiremo davvero che la nostra vita dev’essere una risposta personale a un Amore infinito che ci ha voluti per Sé”.

Accogliamo Gesù in casa nostra, che è poi il nostro cuore, permettiamogli di lavoraci come a Lui piace. Alla fine, sapete... non è poi così male!!! Ogni tanto si brontola... ma Lui è paziente, capisce e riconosce il nostro sforzo.

Chiediamo allora al buon Dio di rafforzare la nostra fede per non essere solo spettatori di Gesù che passa, chiediamogli di aiutarci a essere umili operai nella Sua vigna, disponibili a correggere il tiro quando ci accorgiamo di sbagliare. Lasciamo da parte l'orgoglio e la paura di essere giudicati, ma sopratutto cerchiamo di essere generosi donando tutto quello che possiamo e anche un pochetto di più... non solo quando sbagliamo, ma sempre. Mettiamo un po' di collirio sugli occhi prima di uscire di casa per riconoscere quando Gesù ci attraversa la strada. Non facciamo finta di non vederlo o di non sentire la Sua chiamata, perché non possiamo sapere se passerà di nuovo da quella parte. 

Proviamo infine tutti quanti a dire una bella preghierina insegnata dai Padri orientali:  «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore».

Pace e bene