Il 18 novembre 1863, la famiglia di Carlo Nicoli, Pretore di Casatisma, paese della bassa pavese, per la quinta volta fu allietata dalla nascita di una bambina. Giuseppina nacque inattesa – non erano più attesi bambini nella famiglia – e questo fatto segnerà per sempre la sua personalità: per tutta la vita, la sua percezione del mondo e dell’esistenza sarà vissuta, nel più intimo, con un sentimento di gratuità. Giuseppina non nacque santa, ma Dio le preparò una famiglia santa, di una santità popolare, fatta di timore di Dio e di abbandono alla Provvidenza. Quando la famiglia andò ad abitare a Voghera, il parroco, don Giacomo Prinetti, si incaricò dell’accompagnamento spirituale della brillante giovane che rischiava di inorgoglirsi! La prova della sofferenza non tardò ad entrare in quella casa: la morte della piccola Paolina, di due anni, ed un anno più tardi, quella di Giovanni, suo fratello maggiore di un anno. Giuseppina comprese il mistero della vita, la sua provvisorietà. A contatto con il dolore, imparò a guardare il Crocifisso che diventò il suo segreto interlocutore. Fu in questo tempo che maturò il grande desiderio della sua vita: dedicarla a Gesù per amore. Si sentiva missionaria, desiderosa di far conoscere l’amore di Dio, ma non sapeva come avrebbe potuto realizzarlo. Lasciò al Signore la libertà di chiamarla secondo i suoi disegni. Frequentò la scuola Normale di Pavia dove ottenne il diploma di maestra col massimo dei voti. Rientrata a Voghera, si dedicò al servizio di alcune bambine povere che non potevano frequentare la scuola. La sua casa fu un vero e proprio “doposcuola” e fu l’esperienza di quell’anno a illuminarle il cammino.
