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lunedì 15 dicembre 2014

Santa Virginia Centurione - Tema: Rosario - Mariologia - Servizio del prossimo -Virginia Centurione Bracelli è stata proclamata Beata il 22 settembre 1985 a Genova e canonizzata a Roma, il 18 maggio 2003, dallo stesso Pontefice: San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005).



«Preghiera per la pace, il Rosario è anche, da sempre, la preghiera della famiglia e per la famiglia. Una volta, questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane e favoriva certamente la comunione. Non bisogna che questa preziosa eredità si perda... Mi rivolgo a voi, fratelli e sorelle di ogni condizione...: riprendete in mano la corona con fiducia... Che il mio appello non rimanga lettera morta!» Così si esprimeva il Santo Padre nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariæ del 16 ottobre 2002, che istituiva un anno del Rosario (n. 41). L'esempio di una santa che ha saputo rispondere all'appello di Nostra Signora può incoraggiarci a vivere con Maria, poichè la devozione a Maria forma autentici servi di Gesù Cristo. Tale devozione può concretizzarsi per noi, attraverso la recita del Rosario.

Il 20 settembre 1801, nell'antico monastero di Santa Chiara, a Carignano, nel Piemonte (Italia), non lontano da Genova, alcuni operai ispezionano le tombe sotto il pavimento, nella speranza di trovarvi oggetti di valore o, quanto meno, piombo. In una bara, scoprono il corpo di una donna, assolutamente intatto. L'iscrizione rivela che si tratta di Virginia Centurione, moglie di Gaspare Bracelli, morta a 65 anni, il 15 dicembre 1651, vale a dire centocinquant'anni prima. Le autorità civili, piuttosto anticlericali (il Piemonte è all'epoca sotto il dominio di Napoleone) si sforza di temperare l'entusiasmo che la meravigliosa scoperta suscita fra la popolazione genovese. Il notaio Piaggio è incaricato di dimostrare scientificamente che la conservazione del corpo è dovuta ad un'imbalsamazione. Ma quando trova il cadavere morbido e flessibile, il Dottor Piaggio abbandona l'ispezione ed avverte le Suore di Bisagno che i resti mortali della loro fondatrice sono stati identificati. Quest'atto di sincerità, considerato dal governo come un tradimento, gli varrà di esser radiato dal collegio notarile. Non potendo più esercitare ormai la sua professione, egli accetta di vivere nella massima povertà e si adopera nella ricerca dei ricordi relativi alla defunta, in vista della di lei glorificazione.