venerdì 10 aprile 2015

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 13,21-33.36-38 - Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.


 
 Gv 13,21-33.36-38

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Parola del Signore


Riflessione

La lettura del vangelo di oggi si potrebbe intitolare: “Chi mi ama mi segua... e fu così che mi ritrovai da solo!!!
Gesù infatti in questa ultima cena preannuncia il tradimento non solo di Giuda, ma anche quello di Pietro del quale Gesù dice, in modo più delicato, che lo “rinnegherà”, ma alla fine sempre di tradimento si tratta.
Mi ha lasciato perplessa il comportamento dei discepoli dopo che Gesù, in modo estremamente chiaro, dice chi è il traditore... «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». Nessuno di loro comprende... è mai possibile? Tre sono, a mio parere, le possibili spiegazioni...: o il Signore ha detto questa frase talmente sottovoce, da non essere percepita, o i discepoli pensavano unicamente a mangiare e a bere e quindi, ascoltando a corrente alternata, comprendevano “aglio per cipolla...” ...alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.”, oppure Gesù ha voluto stendere un velo sugli occhi dei commensali, in modo da nascondere loro ciò che Giuda stava progettando. Per evitare insomma che i discepoli, dal temperamento un po' vivace, avessero avuto sentimenti o reazioni violente verso questo fratello con il quale avevano condiviso tre anni al seguito di Gesù. Forse è il motivo più accettabile e, se ci penso, è un modo di fare che rispecchia bene la bontà e la mitezza del caro Gesù... Mi viene in mente a questo punto un passo del libro di Santa Teresina di Lisieux “La storia di un'anima”, al numero 320 diceva: “In realtà, se passassi agli occhi della comunità come una religiosa colma di difetti, inabile, senza intelligenza né giudizio, sarebbe impossibile per lei, Madre, farsi aiutare da me. Ecco perché il Signore ha gettato un velo su tutti i miei difetti intimi ed ester­ni. Questo velo, talvolta, mi attira dei complimenti da parte delle novizie, e io sento bene che non me li fanno per adula­zione, ma che esprimono i loro sentimenti ingenui; veramente ciò non mi saprebbe ispirare vanità, perché ho sempre dinanzi alla mente il ricordo di ciò che sono”.

Una cosa però mi sono domandata... come è possibile che il pane intinto nel vino dato a Giuda invece di guarire ha avuto degli effetti così disastrosi?... ”Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui”. A questo punto ho pensato al mio Gesù e al Suo desiderio di salvare tutti... in qualche modo Lui ha voluto fino alla fine dare ancora una possibilità a Giuda, ma questa non è stata accolta e così la malvagità è entrata nel suo cuore. Prendere una cosa così buona con l'animo cattivo causa automaticamente il male in chi la riceve.
E poi c'è il caro Pietro... che all'affermazione di Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi» risponde velocemente... «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!» Pietro, Pietro... ma che combini?! Ma quanto fervore!!!
La sua risposta però veniva davvero dal cuore, in quel momento era sincero, come noi tutti... a parole diciamo di amare Dio, di seguirlo anche sul calvario, ma alla fine i nostri comportamenti dicono il contrario. Non bisogna quindi dare addosso troppo a Pietro, perché in qualche modo anche noi, in certi momenti di sconforto, a causa della nostra fragilità, ci ritroviamo al tappetto e in qualche modo lo rinneghiamo... ma il buon Dio, che legge nella nostra anima e sa cosa vi frulla veramente dentro, non ci ammonisce più di tanto anzi, nel momento in cui crolliamo, con il Suo sguardo riesce a sciogliere il ghiaccio del nostro cuore mettendo in luce tutto il nostro peccato, facendoci riconoscere alla fine la debolezza del nostro amore e offrendoci contemporaneamente il suo perdono. Quindi le nostre sicurezze (e ne abbiamo tante), che molto spesso difendiamo a spada tratta, sono solo delle verità, convinzioni e sicurezze, solo "nostre". Allora chiediamo a Gesù di aiutarci a non contare troppo su noi stessi nei momenti di difficoltà... e se ci dovessimo ostinare a farlo, chiediamogli di demolire queste nostre convinzioni con il Suo sguardo, come ha fatto con Pietro. Fissiamo allora i nostri occhi su di Lui per cercare il suo sguardo misericordioso, quello che ci guarisce, che ci spoglia e mette a nudo ogni cosa; e il frutto del suo perdono saranno lacrime di sincero pentimento sul male da noi commesso.
Grazie Gesù, e abbi pietà di noi.
Pace e bene

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