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domenica 7 settembre 2014

MARIA, VOLUTA DA DIO


MARIA, VOLUTA DA DIO

Cardinale Suenens

Il primate del Belgio, arcivescovo di Malines - Bruxelles, nato nel 1904, ha avuto un compito di grande importanza come moderatore durante il Concilio Vaticano Il. Insieme ad opere vigorose, dedicate all'incremento dell'apostolato e al problema della corresponsabilità nella Chiesa, il cardinale Suenens offre volentieri ai suoi lettori o ai suoi ascoltatori delle meditazioni personalissime sulla Madonna. Pastore dinamico, preoccupato di un autentico rinnovamento, in queste riflessioni egli si rivela animato dai sentimenti più delicati verso la Madre di Cristo e della Chiesa.

La vera devozione mariana non parte dal basso, ma dall'alto; è guidata non dall'affettività, ma dalla fede. E' anzitutto adesione a Dio e accettazione del suo misterioso disegno. La devozione alla Madonna è parte integrante della rettitudine d'intenzione che dobbiamo avere nei riguardi di Dio. Infatti la rettitudine cristiana parte dall'adesione volontaria al piano stabilito 'da Dio, per mezzo di un'unione stretta a Dio che traccia come vuole lui la traiettoria della sua grazia. Dio ha voluto associare Maria alla sua opera di salvezza. Per mezzo di lei, ha dato al mondo suo Figlio. Ora, i doni di Dio sono senza pentimento e quest'ordine di cose non cambierà più. La mediazione di Maria resta per sempre, perché tale è il disegno di Dio.
Cristo ha sempre fatto la volontà del Padre. Con quale amore è entrato nel mondo per la via che il Padre gli tracciava! Noi, suoi discepoli, non dobbiamo esitare ad assumere i suoi stessi sentimenti nei riguardi di Maria. Dal momento che Dio l'ha scelta per suo Figlio e per noi, noi non 'dobbiamo sceglierla, ma solo riceverla come nostra Madre. La sua bellezza e la sua bontà ci attirano: proviamo il bisogno di ricorrere a lei. Ma noi siamo felici di sottometterei alla volontà di Dio, prima di tutto per obbedienza. Il più grande potere della devozione mariana sta proprio qui. Non tocca a noi tracciare i limiti dell'azione divina o fare a meno di quegli intermediari che egli ha scelto liberamente.
È nell'essenza di Dio amarci con abbondanza e con sovrabbondanza e comunicare alle sue creature la gloria di essere suoi strumenti. In Dio c'è posto per tutte le liberalità: "economia esiste soltanto al nostro livello umano. Il nostro culto filiale verso Maria non è altro che rendimento di grazie per la prodigalità d'amore divino, di cui ella costituisce la testimonianza vivente e perenne. Sarebbe un grave errore considerare la pietà mariana come qualcosa di inutile e di superfluo, che ostacoli i nostri rapporti con Dio.
Questa pietà non è una specie di raffinatezza, una concessione all'immaginazione e alla sensibilità popolare, un mezzo di salvezza a buon mercato. E' invece per tutti, indistintamente, l'espressione della volontà di salvezza che Dio ha nei nostri confronti,... volontà divina che nasconde in sé un mistero d'amore. Perché Maria è, dopo il Cristo, la grazia più insigne che Dio ci ha fatto. Ah! Se tu conoscessi il dono di Dio! diceva Gesù alla samaritana (Gv. 4, 10). In questo dono è racchiuso quello di Maria, perché il mistero del Figlio comprende quello della Madre. Non bisogna esitare ad accettare, dalle mani di Dio, colei che ci viene offerta così. A ciascuno di noi, in un certo senso, Dio di,ce di nuovo la parola dell'angelo a Giuseppe: Non temere di accettare Maria... quel che è nato in lei è opera dello Spirito Santo (Cfr. Mt. 1, 20). Occorre ricevere con umiltà questo dono dell'Altissimo: accogliere, con l'anima dilatata, tutto il capitale d'amore che Dio ha investito in Maria, per la felicità sua e per la nostra.
«Pastoralia» dell'archidiocesi di Malines-Bruxelles del 2-12-1968.