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mercoledì 5 novembre 2014

PARLA O SIGNORE – di Don Liborio Tambè


AMORE MISERICORDIOSO


Noi abbiamo creduto all'Amore”

1. Figlio mio diletto, credi fermamente al mio immenso Amore, che è tutto Misericordia... che ama non la tua miseria, ma te, che ne sei vittima.

Anche dei miserabili, come te, Io voglio fare un "sacramento" (cioè un segno e uno strumento) di questo mio Amore senza limiti.

Hai ragione: non c'è nessuno più misero di te...

Ma, è proprio questa tua abissale miseria che attira il mio Amore e la mia Misericordia.

Perchè ti stupisci?... E' il mio Amore smisurato (che tu non riuscirai mai a capire) che mi rende così: desideroso di consolarti, felice di perdonarti!

Per questo Io cerco, amo, prediligo i miserabili come te­! e non mi stanco mai di perdonare! Solo Io posso amare fino a tal punto!... Solo Io so amare con un Amore assolutamente gratuito: Ti amo senza alcun tuo merito.

Ti amo, non perchè tu hai qualcosa di buono da donare a Me, ma perchè sono il Sommo Bene che vuole donarsi a te:

Più tu sei misero e bisognoso di amore e più Io mi dono!

Ti amo, anche quando tutti ti odiano e ti condannano.





Io sono sempre dalla tua parte, sempre pronto a scusarti: "Padre, perdona loro, perché non sanano quello che fanno".

Tu mi offendi... e Io ti difendo sempre! Che amore folle è il mio!...

2. Figlio mio, sentimi sempre vicino!

Sentiti amato teneramente... carezzato... compreso... incoraggiato... difeso... dal tuo Dio!

Quanto ti amo!... lasciatelo ripetere. Se tu potessi capirlo, "impazziresti" di gioia.

Vorrei tenerti sempre abbracciato a Me "come un bambino".

Non mi fai ribrezzo no; al contrario, le tue piaghe repellenti suscitano tutta la mia compassione e la mia tenerezza. Più ti vedo coperto di piaghe (i tuoi peccati) e più mi fai compassione.

Non ti rimprovero per la tua mostruosa ingratitudine, ma ti invito a "far festa con me".

La mia più grande gioia è quella di perdonare: Credimi!

Come puoi ancora dubitare, dopo tante prove?... dopo tutto quello che ho svelato nel mio Vangelo: "Rallegratevi con me!... Si fa più festa in cielo per un peccatore che si converte…" (Lc 15,7)

"Bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato alla vita". (Lc. 15,32) Gioia, festa grande voglio anche da te!

Ti voglio felice, "piccolo" mio! Devi essere felice: felice di essere "l'ultimo" dei peccatori... immerso in questo oceano infinito d'Amore che è il tuo Dio! Non cadere nel tranello di satana, che vuole farti guardare sempre a te stesso e alle tue miserie, per distogliere il tuo sguardo da me e dai miei meravigliosi progetti.

3. Sapessi quanto bene ti fanno quelle tue cadute che ti fanno tanto soffrire... e che tu tanto detesti: ti danno l'esatta dimensione del nulla che sei;

ti costringono a non esaltarti mai nei successi e a non fidarti dei tuoi apparenti progressi;

ti portano a crederti meritevole di ogni disprezzo e umiliazione e a non meravigliarti mai dei difetti degli altri...

ti fanno toccare con mano la bontà del mio Cuore, che è tanto grande, da far dire a una santa, come S. Teresa: "Oh, potessi peccare senza offendere nessuno, io peccherei, perché imparerei meglio a capire il mio Dio";

e, infine, ti spingono a "buttarti" tra le mie braccia, che ti danno tanta sicurezza... e a vivere in me ininterrottamente.

Come vedi, le tue cadute Io le utilizzo per scavare più profonde in te le fondamenta dell'umiltà e della "piccolezza"; così che, se tu vuoi, possono diventare il punto di partenza per nuove ascensioni e per più sicuri progressi: "Dio fa tendere ogni cosa al bene di quelli che lo amano " (Rom 8, 28)... "anche il peccato" (aggiunge S. Agostino)

Non ti basta tutto questo per farti vivere sempre nella gioia?

Neppure il peccato (che è la disgrazia più grande) te ne può dispensare.

Offrimì subito ogni tua debolezza, ogni tua caduta: Lascia che ti aggiusti tutto Io, come fa la mamma con il suo "piccino" caduto per terra, sporco o ferito... e non tormentarti più!

Quanta consolazione mi dai quando ti vedo tornare al mio Cuore, "piccolo piccolo"!

Oh, se rimanessi sempre così... umile e mite, come ora, come quando sei caduto:

Quale forza otterresti... e progrediresti sempre più nella "piccolezza" e nell'Amore!

4. E ora vieni a Me: Lasciati stringere al mio Cuore! E che?... Hai paura?...

O ti sembra una sdolcinatura, indegna di un Dio? Devi smetterla di pensarmi come un dio freddo o lontano: Nessun innamorato è tanto infuocato d'amore! Ancora non mi conosci...

Non capisci niente di amore, tu! Leggi il mio Libro, anche solo qualche riga:

"Non temere, perché non dovrai più arrossire; non vergognarti... poiché il tuo sposo è il tuo Creatore... (Isaia 54, 4) "La attirerò a me... Mi chiamerai... Marito mio e non più mio padrone... Ti farò mia sposa... ti dimostrerò il mio amore e la mia tenerezza. Sarai mia per sempre". (Osea 2, 16 -18- 21). 

Abbracciati a me, "piccolo mio": Dammi questa gioia! Gusta anche tu la gioia di sentirti abbracciato dal Tuo Signore. Non è sentimentalismo, no.

Il mio è Amore di un Dio, che ama anche con cuore di uomo: dolcissimo, tenerissimo, compassionevole... più di ogni altro amore: di padre, di madre, di sposo, di amico.

Vieni, penetra dentro il mio Cuore... sì, dentro... dentro...

Se potessi vedere questo Fuoco che mi brucia! Vorrei comunicartelo... si, proprio a te...

a te che hai sperimentato fin dove arriva la mia Misericordia.

Ho bisogno di te, più che di qualunque persona forte e prestigiosa:

Dammi la gioia e la gloria di potermi servire di te (che sei tanto misero), per dare a tutti, nella tua persona, la dimostrazione più eclatante della mia Misericordia senza limiti.

5. Eccoti infine un "segreto" formidabile: Ricorri spesso al Sacramento della mia Misericordia. Non potrai trovare un "segno" più efficace, che ti faccia toccare con mano tutta "l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'ardore di Cristo"...

Tuffati, con regolare frequenza, in questo mare di gioia e di freschezza:

Quanta pace vi troverai... e quale tenerezza! E davvero il sacramento della giovinezza!

Se tu lo vuoi, se ti accosti ad esso con l'umiltà e la confidenza dei "piccoli", ne uscirai ogni volta rigenerata e rinnovato: Vieni a "dissetarti al torrente delle arie delizie"'

Vale la pena superare gli ostacoli inconsistenti, che il maligno ti ingrandisce per tenertene lontano.

6. E ora vai!

Corri... grida a tutti il mio Amore! E' questo il principale compito di ogni cristiano: Far conoscere il mio amore!

Ti crederanno... perché l'umanità è assetata di Amore. Ti crederanno, se ne sarai traboccante, se lo griderai con la tua vita.

Ma devi farti "piccolo", perchè soltanto "i piccoli" possono comprendere il mio Cuore... e accogliere tutti con la mia dolcezza... e far loro gustare la mia misericordia senza limiti.

LA PREGHIERA


I - IN CONTINUA PREGHIERA





1. "La tua vita sono Io", "piccolo" mio! Ah, come vorrei esserlo realmente! Come tutto cambierebbe in te: "il mio giogo" sarebbe "dolce e il mio carico leggero", perché Io riverserei nel tuo spirito tutta la dolcezza del mio amore ... tutta la carica inesauribile della mia forza. Ma, non dovrai staccarti mai da me.

Se credi veramente che Io sono il tuo Dio e che tutto ti viene da me, la tua unica aspirazione deve essere di stare sempre unito a me: "Rimanete uniti a me e io a voi... Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane unito alla vite, così anche voi, se non rimanete uniti a me. Io sono la vite, voi i tralci. Se uno rimane unito a me, produce molto frutto, perchè senza di me non potete far nulla.

Se uno non rimane unito a me, viene gettato via come i tralci secchi ". (Gv.15,4).

Hai capito? ... In continua preghiera ti voglio: "Bisogna pregare sempre, senza stancarsi mai". (Lc.18, l)

2. La preghiera deve firmare come la trama o il tessuto connettivo, che dà unità a tutta la tua giornata.

Ancora di più: Dalla preghiera deve scaturire ogni tua azione e decisione; l'attività esteriore deve essere come una proiezione della tua vita interiore, della tua unione con me, come l'uva proviene dal "tralcio che sta unito alla vite".

No, non possono produrre frutti salutari quelle attività che nascono solo dal tuo naturale entusiasmo o dal dinamismo frenetico, che lascia poco spazio alla preghiera...

Potranno produrre solo frutti artificiali: seducenti, ma non nutrienti.

Io sono "La Vite", Io sono la linfa vitale, Io sono "il Sole" che dà luce, calore e vita... Tu sei il mio "piccolo tralcio": staccato da me, diventi un tralcio secco, coperto di foglie secche.

Non ti sottovaluto con questo, al contrario:

- Se "rimani unito a me, produrrai frutti abbondanti", gli stessi frutti sorprendenti del tuo Dio...

- Perchè Io, che sono "la Vite ", posso produrre "i frutti" solo nei miei "tralci".

- Se tu sei "una cosa sola" con me, le tue attività, anche se poche, "faranno molto frutto", perché sgorgheranno dal mio Cuore vivente in te..

Se sarai come un "tralcio" tutto compenetrato del mio Spirito, anche il tuo più piccolo gesto farà sprigionare tanta luce... la mia luce!

II - "UNA SOLA E' LA COSA NECESSARIA"





Convinciti una buona volta: Devi correre di meno e contemplare di più... Specialmente quando hai "molte cose" che ti assorbono: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose; ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno".

Perché ti affanni tanto, povero figlio mio? Ancora non hai capito chi sono Io... e chi sei tu! Tu sei un povero "nulla" senza di me: "Anche il piú perfetto tra gli uomini, privo della tua sapienza sarebbe stimato un nulla"! (Sap. 9,6). Me devi volere! Me devi cercare, prima di ogni cosa. Da me ti viene tutto... perchè "Io sono tutto"! Tutto quello che di bello, di buono, di grande ti serve per realizzare te stesso puoi trovarlo in me, soltanto in me!

Vivi immerso in me, continuamente... come il pesce nel mare!

Devi "perdere " più tempo con me!

Se "lascerai" ogni altra cosa per incontrarti con me, "Io ti darò il centuplo" ...anche quaggiù: Ti farò ricuperare il tempo che "perdi con me, moltiplicando le tue energie, rendendo più feconda ogni tua attività, ogni tua parola.

Sì, perché sono lo il Signore del tempo.

Quando tu sei unito a me, stai certo che puoi realizzare molto di più, in minor tempo, e con maggiore efficacia.




III - "ORA ET LABORA" (PREGHIERA e LAVORO)




1. Certo, Io voglio che tu faccia la tua parte e collabori con me, trafficando "i talenti" ...nel tempo e nella misura che voglio Io (non di più).

Ma, senza farti tante illusioni: Il filo serve per trasportare la corrente, ma non è capace di produrla.

La finestra che si apre permette alla luce di entrare nella stanza, ma non è la finestra aperta che genera la luce. Tu sei la finestra, non il sole.

La tua attività è il filo, non la luce, che viene invece prodotta dalla centrale.

Tienilo sempre presente: montagne di attività e di mezzi efficientissimi, pur essendo necessari, (come il filo), non potranno mai generare nelle anime una sola briciola di Grazia, che è di natura soprannaturale e rimane sempre un dono gratuito di Dio.

Ne sei fermamente convinto tu?... Molti dei miei amici e collaboratori si preoccupano di moltiplicare i "fili" del proprio inquieto attivismo, anzichè rafforzare, con la preghiera, i collegamenti con la centrale.

E le conseguenze sono deleterie per tutti: orgoglio, presunzione, rivalità, polemiche interminabili, tensioni interiori ed esteriori.

2. No, figlio mio, non così. Qualsiasi altra cosa potrai tralasciare, (quando non trovi il tempo), eccetto la preghiera: Più grandi sono le opere da compiere e più hai bisogno della mia luce e della mia forza, che viene a te soltanto dalla preghiera, cioè dalla tua unione con une.

Te Io cerco, non le tue cose.

Tu mi premi, prima che il tuo lavoro.

Tu ani servi, prima e più che le tue attività: La mia prima opera sei tu.

Te voglio preparare, prima di tutto: Voglio cambiare il tuo cuore, per "rinnovare tutte le cose"

3. "Ma, anche il lavoro è preghíera" ­(Così pensano tanti). E, in parte, è vero.

Si, anche l'azione può diventare preghiera; ma solo quando sgorga dall'orazione e ad essa riconduce.

Allora tutto diventa preghiera, perché tutto è permeato di preghiera, (cioè orientato verso Dio).

E la preghiera si traduce in opere d'amore. Cerca nella preghiera ogni ispirazione...

in qualunque momento ... per qualsiasi cosa:

- La preghiera ti suggerisce l'attività giusta al momento giusto.

La preghiera ti fa trovare le parole più convincenti, quelle che penetrano i cuori.

Quando le tue parole e le tue attività passano attraverso il filtro della preghiera, si fanno più limpide e più incisive.

Se confidi nella mia Grazia, più che nella tua saggezza, la mia luce verrà sovrabbondante in te, proprio nei momenti più impensati, nei tempi e nelle circostanze meno favorevoli, (come ti ho insegnato nel Salmo 126):

"Invano vi alzate presto il mattino, andate a riposare tardi la sera, e vi guadagnate il pane con fatica: ai suoi amici il Signore lo dona anche "nel sonno" (cioè: anche quando riposano). (nella versione nuovissima): "il Signore ne dà il doppio a chi ama".

4. E’ chiaro che non dovrai trascurare i doveri del tuo stato, per metterti a pregare.

Al contrario, la preghiera (quella autentica) ti spingerà a compierli con maggiore puntualità e precisione, perché partecipino del tuo atteggiamento orante e diventino anch'essi preghiera.

Dovrai, però, organizzare meglio la tua giornata dando ad ogni cosa il tempo che merita, secondo una equilibrata gerarchia di valori (e non secondo l'attrattiva o la pressione che essa esercita su di te).

5. Comincia fin dal mattina a ritagliare un po' di tempo da tutte le tue cose, per dedicarlo esclusivamente a me.

- La meditazione deve essere la tua prima occupazione: il colloquio mattutino col tuo "Maestro e Signore" inquadrerà meglio tutta la tua giornata e renderà illuminata ogni tua decisione ed equilibrata ogni tua azione.

- E poi, comincia con la preghiera ogni singola azione, chiedendo a me la luce per vedere qual' è la mia volontà e la forza per compierla bene.

Durante il lavoro, solleva rapidamente lo sguardo a me: non puoi immaginare quale gioia mi dai (e quanto bene fai a te stesso) quando interrompi il tuo lavoro, proprio sul più bello, per ricorrere a me ed esprimermi il tuo amore e la fiducia che riponi in me.

Ripetimelo sempre (anche quando lavori):

  • O mio Dio, senza di te nulla io posso... Tutto mi viene da Te: Tutto io posso in Te!


IV - "LA PREGHIERA": CHE COS' E'?...




l. La preghiera è il prezioso legame che ti unisce a me, fonte di ogni bene.

Oh, meraviglie della preghiera!

Nessuno potrà mai spiegartele a parole, nemmeno Io: Il rapporto con l'Infinito, infatti, non può essere definito con parole umane.

Solo l'esperienza può, in una certa misura, fartene gustare la dolcezza deliziosa... e fartene toccare con mano la potenza sovrumana.

Solo pregando si impara a pregare: Pregando capirai

- che sono infinite le forme e le modalità della preghiera...

- che bisogna progredire sempre nel cammino della preghiera, senza bloccarsi nella stessa forma.

Pregando ti accorgerai che la preghiera è più semplice e

- Più facile di quanto non si creda, perché è un bisogno vitale dello spirito, come il respiro;

- ma, nello stesso tempo, è molto facile che venga fraintesa o falsata.

2. Pregare non significa "recitare preghiere", anche se la "recita" di preghiere può giovare alla preghiera. La preghiera (quella vera, quella che incide sulla vita e la trasforma) è qualcosa di più ... E' insieme:

- implorazione umile e fiduciosa... ma, soprattutto,

- adorazione, lode, ringraziamento...

- è rapporto d'amore ... comunione intima con una Persona viva, che ti sta dentro, "più intimo di te stesso", che ti avvolge continuamente con la sua tenerezza ineffabile;

- è sguardo silenzioso­

- dialogo attento e devoto con la sapienza eterna, che brama comunicarsi a te, come ad amico e confidente: Vi ho chiamato amici, perché tutto quello che ho udito dal Padre mio ve l'ho fato conoscere (Gv.15,15).

è ascolto di me...

è meditazione della mia Parola scritta

e della mia Parola viva, che ti risuona nel cuore;

è consenso dcile e pronto ad ogni mia ispirazione, ad ogni cenno della mia Volontà

è vivere insieme con me... lottare, amare, soffrire, operare con me... all'unisono con i miei sentimenti e con le mie proposte.

Tutto questo è la preghiera... e ancora di più:

- E' fondamento di tutta la tua vita!

- E' il legame più forte che ti tiene unito a me! E' la fonte di tutti i doni divini.

Quando preghi, ripetimi spesso, come il profeta Samuele: "Parla o Signore, che il tuo servo ti ascolta" (1 Sam. 3,10)

oppure (col Salmo 27): "A te grido, Signore, non restare in silenzio, mio Dio, perché, se tu non parli, io sono come chi scende nella fissa ".

3. Ma, fai bene attenzione...

Proprio la preghiera può diventare un pericolo:

- se nella preghiera cerchi te stesso più che me,

- se ascolti il tuo sentimento, più che la mia Parola,

- se ti appoggi sul tuo fervore sensibile, anziché sulla mia Grazia.

Allora la preghiera diventa:

- un laccio che ti soffoca

- un fondamento instabile, che fa crollare tutto,

- una fonte inquinata, che inaridisce tutta la tua vita spirituale.

No, figlio mio,

- non cercare di afferrarmi con i tuoi fervori sensibili: stringeresti solo te stesso.

- Non illuderti di potermi soddisfare con le tue belle parole infuocate d'amore: ogni tuo sforzo sensibile non fa altro che restringere il tuo cuore... e il flusso della mia Grazia.

4. Ascoltami: Tu non sarai mai capace di vera preghiera. La preghiera (come tutta la vita spirituale) è un dono "dell'alto ".

Solo lo Spirito di Dio sa mettere in moto il meccanismo della preghiera.

Lascia perciò che sia Lui a pregare in te, anziché tormentarti inutilmente:

"Lo Spirito viene in aiuto della nostra debolezza, perché noi non sappiamo neppure come dobbiamo pregare, mentre lo Spirito stesso prega Dio per noi con sospiri che non si possono spiegare a parole". (Rom. 8,26).

Quando ti metti a pregare, non cominciare subito a "sprecare parole" come i pagani. (Mt.6,7).

- "Fermati" un po', in silenzio, davanti a me.

  • "Togliti i calzari" (Es.3,5), perché nessun movimento, nessuna tensione o agitazione possa distorcere la voce soave dello "spirito".

V - ONNIPOTENZA BELLA PREGHIERA





l. Credi fermamente nella potenza infinita della preghiera! Quando preghi, tu puoi tutto, perché hai a tua disposizione il mio "Amore onnipotente":

E' "la fede nel mio amore" che rende onnipotente la tua preghiera!

Ma ci credi veramente che Io ti amo: Che ti amo infinitamente... più di quanto ti ami tu stesso? E allora, come puoi dubitare?... Fidati di me, sempre!

Nulla ti nego di ciò che giova al tuo vero bene: Ma il tuo vero bene è solo quello che voglio Io. La tua felicità coincide sempre con la mia Volontà. "Questa è la fiducia che abbiamo in Lui: Qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà Egli ci ascolta. E se sappiamo che ci ascolta, sappiamo già di avere quello che gli abbiamo chiesto ". (1 Gv. 5,14).

2. Figlio mio, come vorrei aiutarti, consolarti, trasformati!

Ma la tua "Poca fede" blocca la mia onnipotenza. Quando tu dubiti o ti scoraggi, non fai preghiera, perché guardi a te stesso e non a me:

- credi nella tua previdenza, non nella mia Provvidenza;

- confidi nella tua logica, non nella mia Grazia onnipotente;

sei attaccato ai tuoi progetti, non al mio divino Volere, sempre vigile e provvidente.

Sii certo del mio aiuto, senza guardare alla violenza della tempesta:

- Vedrai, al momento giusto, moltiplicarsi le tue energie o appianarsi le difficoltà, in maniera imprevedibile... proprio quando ti credevi irrimediabilmente perduto.

- Vedrai come tutto può cambiare con la preghiera, quando meno te l'aspetti.

- Vedrai quanto breve dura la battaglia... e come sorge presto l'alba della risurrezione!

Fiducia incrollabile voglio nella tua preghiera.

Se la tua è grande fiducia solo quando ci vedi chiari i motivi di sicurezza, è segno che non vivi di fede. La fede ha un solo motivo:

La bontà paterna e misericordiosa di Dio. Tutto devi sperare da me, anche "l'impossibile "... perché "nulla è impossibile a Dio"... (Lc. 1,37). Dove sarebbe la mia onnipotenza, se non facessi, per tuo amore, anche "ciò che è impossibile all'uomo"?

Sapessi quale gioia mi dai, quando mi chiedi certe grazie apparentemente "impossibili", con la certezza di ottenerle!

3. Una sola cosa è impossibile per me: Non amare le mie creature ...o amarle in maniera sbagliata: Io, tuo Dio, non sarò mai capace di concederti una cosa che potrebbe danneggiarti (anche se tu me la chiedi con insistenza)...

VI - "VENITE A ME"





1. Se hai fede nel mio Amore, guarda a me in ogni difficoltà:

Quando hai l'animo triste e il cuore in subbuglio, quando ti senti immerso, fino alla gola, nell'angoscia e nell'amarezza... "vieni a me e lo ti darò sollievo". (Mt. 11, 28). Quando il dubbio ti tormenta... o le tenebre ti spaventano...

Quando ti senti agghiacciare dalla disperazione o dallo scoraggiamento, un tuffo prolungato nella preghiera: e ritorna la pace!

Quando senti tutta la debolezza della tua natura di fronte alla violenza della tentazione...

e "il nemico" ti fa credere inutile ogni resistenza e ti senti abbandonato miche da Dio...

proprio in quei momenti terribili Io sono più vicino a te (anche se nascosto):

Gridami forte il tuo bisogno d'aiuto... e la sicurezza che riponi in me:

"O Padre, io credo che tu mi ami e che sei capace di fare tutto per il mio bene!

Mi fido di Te! Confido e mti abbandono in Te. Ma Tu aumenta la mia fede!"

Ripetimelo sempre..... Non puoi immaginare quanta gioia mì dai!

2. No, non mi sono stancato di te!

Non posso stancarmi, perché lo sono Dio, l'Amore instancabile:

Ti voglio guarire!... Ti voglio liberare!... Ti voglio condurre sempre più avanti nella mia intimità: "Ecco, Io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, Io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con mne". (Ap. 3,20).

Ma ho bisogno della tua fiducia: una fiducia immensa nel mio Cuore!

Si, entra nell'intimità del mio Cuore: Qui adora ... taci ... ascolta... Qui troverai tutto! Qui ti farò partecipe dei miei sentimenti, dei miei sogni, delle mie strategie d'amore!

No, non uscirne mai! Non cercare altrove...

3. Attraverso il mio Cuore, potrai penetrare nella vita intima della Trinità (!)... e partecipare alle relazioni d'amore delle tre divine Persone. Oh, la Trinità Santissima!

Abisso insondabile di misteri... eppure tanto vicina agli uomini: Fonte della loro vita, della loro gioia, della loro comunione d'amore: "Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola" . (Gv. 17,21).

Sappi che la tua vita spirituale e comunitaria potrà progredire seriamente, quando in te si renderà più esplicita la comunione con la Trinità santa, che dimora in te.

Non pensare che tutto questo sia "riserva per i mistici": E' un dono per tutti...

E' la Vita divina (o Grazia), portata in voi dal Battesimo. Basterebbe "aprire la porta"... e lasciarsi inondare da questo Oceano di Luce, senza frapporre ostacoli.




VII - "PERSEVERANTI NELLA PREGHIERA" (Rom. 12,12) (Col. 4,2)




l. Se hai fede nel mio amore, devi continuare a "bussare" sempre, senza mai desistere (Lc.11,9), senza stancarti per i miei apparenti rifiuti, come la Cananea... come il cieco di Gerico... (Lc.18,35) "O Gesù aiutami!... Non ti puoi rifiutare. L'hai detto tu stesso: "Qualunque cosa domanderete nel mio nome, Io la farò.

"Nel tuo nome" io te la chiedo"... Oh, quanto mi piace questa "violenza" che fai al mio Cuore: Il regno di Dio soffre violenza e i violenti se ne impadronoscono" (Mt.11,12).

E quando non bastasse quella tua, ricorri alla "violenza collettiva" (o comunitaria).

Chiedi aiuto a qualcuno che ci crede sul serio: e vedrai quale potenza ha presso di me l'accordo fraterno: ti assicuro che, se due di voi si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio la concederà... (Mt. 18,19). Prova, e vedrai miracoli...

2. Ma i miracoli sono legati alla fede. E la fede alla preghiera.

Perciò devi essere insistente nella preghiera, anche quando ti appare tutto buio, senza speranza o senza via di uscita.

Proprio allora, anzi, la perseveranza nella preghiera diventa il segno della vera fede e il segreto di ogni progresso e di ogni riuscita.

"Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza".

La piú grande gloria che puoi darmi è quella di cercare in me la soluzione di tutte le tue difficoltà, anziché assillarti e scervellarti inutilmente: Non si può infatti. continuare ostinatamente a "bussare", se non si è certi che "l 'amico" ascolta e "verra ad aprire".

E' per questo che nel mio Vangelo ve ne parlo sempre: "Vi dico che, se anche non si alzerà a darglielei per amicizia, si alzerà e gliene darà quanti gliene occorrono, almeno per la sua insistenza".

Perciò io vi dico: Chiedete e riceverete... Bussate e vi sarà aperto. Se vostro figlio vi chiede un pesce, voi gli dareste un serpente?... Dunque se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste"... (Lc.11,5).

E ancora: "Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi..."

E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che lo invocano giorno e notte? "... (Lc. 18,1).

Non senti in queste mie parole tutta la commozione del mio Cuore, che brama ardentemente di effondere sui miei figli tutti i torrenti di amore e di misericordia?

Questo mio Cuore è sempre aperto, sempre disposto...

E' il vostro cuore che è chiuso, per la mancanza di fede e di preghiera.

Gridalo a tutti, senza stancarti: La più grande consolazione che potete darmi è: "Credere all'Amore" smisurato che nutro per voi, anche quando ve ne sentite indegni!

IO E TU INSIEME


A - "CRISTO VIVE IN ME"





1. Questa è, senza dubbio, la verità più esaltante: "Cristo vive in me".

Dal momento che tu, con il Battesimo, sei "innestato" in me "come tralcio nella Vite", "non sei più tu che vivi, ma Io vivo in te".

E vivere vuol dire tutto: pensare, amare, pregare, lottare, operare:

Se "sono Io che vivo in te",

- tutto Io devo essere in te!

- tutto Io devo metterci in te.

- tutto mio deve essere in te: in te la mia preghiera; in te la mia lotta e la mia vittoria,

in te la mia santità, il mio amore, le mie virtù!

Se sono Io che vivo in te",

- Io devo "suggerirti" ogni parola...

- Io devo ispirare ogni tua opera.

Se non "compio Io" ogni cosa in te, tu sprechi il fiato , tu perdi il tempo, perché tutto è morto dove non c'è "la Vita": e "la Vita ", la tua "vita " sono Io!

Tutto in te deve essere opera mia e del Padre che è in me. Ricorda sempre queste mie parole: "Le parole che io vi dico non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le mie opere".

2. Tutto in me viene dal Padre, come da Sorgente unica.

Così in te tutto viene da me, tutto è opera mia, perchè Io sono in te, come "il Padre è in me".­ "Padre, Io in loro e tu in me". (Gv.17,23).

Ma, nello stesso tempo, sarà anche opera tua (come ora vedremo).

B - TUTTO OPERA MIA E OPERA TUA





1. Si, perché Io farò ogni cosa in te e con te.

Io e tu insieme: ecco "il sogno" di un Dio! Io e tu insieme:

tu, il "nulla" ...e Io il "Tutto"! Questa è l'Incarnazione!

Questa è la Chiesa, che ne è il prolungamento!

Insieme, riusciremo a fare all'uomo".

Insieme, costruiremo un " mondo nuovo", perché abbiamo, Io e le "membra del mio corpo", una missione unica:

"Per questo mi ha consacrato e mi ha invitato a portare ai poveri il lieto annuncio, ad annunziare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per liberare coloro che sono oppressi ". (Lc 4, 18).

Insieme, Io e tu, saremo capaci di tutto! Insieme ... Non Io da solo, nè tu da solo!

2. Io e tu "una cosa sola", non come due amici o due soci che vivono e lavorano insieme,

- ma come "il tralcio" con "la vite",

- come "le membra del corpo" sono "con "il Capo " "una cosa sola" così Io in te e tu Me! Non lasciamoci un istante: "Dove sorgo Io, là sarà pure il gaio discepolo",

"Il tralcio" sta dove è la vite", fa ciò che fa "la vite: Preghiamo insieme... Lottiamo insieme... Corriamo insieme ... Lavoriamo insieme!

Quante volte tu, invece, vuoi "fare" da solo: Il tuo orgoglio ti spinge a camminare avanti a me ... a correre più di me... sia quando preghi, che quando operi: così rovini tutto... e blocchi ogni bene.

Quante cose tu mi fai fallire... Fermati... aspetta me!

Facciamo tutto insieme, sempre insieme, senza divisione, senza esclusione di compiti.

Tu non puoi fare a meno di me. Io non voglio fare a meno di te... e anche quando, per certi progetti "speciali", dovrò, a volte, fare a meno dei tuoi mezzi (di certi tuoi mezzi "non potrò" mai fare a meno del tuo sì: Io, il Creatore di tutto, non farò nulla senza il tuo consenso. Ti sembra poco tutto questo?

Il tuo impercettibile sì, come il Sì di Maria, può divenire onnipotente, se sei unito a me:

"Con Dio noi faremo cose grandi". (Salmo 107).

Io ti metto "alla pari" con me! Tu... alla pari con Dio: E' inaudito!

Ma, sai perché? Perché Io sono l 'Amore!

L'Amore rende simili; questa è la sua natura: "o trova simili o rende simili".

L'infinitamente piccolo diventa simile all'infinitamente Grande, senza venirne schiacciato!

3. No, figlio, non puoi temere che lo mortifichi la tua libertà o la tua creatività.

Quando tu "ti lasci vivere" dagli altri, la tua personalità viene annullata o soffocata.

Quando, invece, lasci che "sia Io a vivere in te", tu diventi partecipe della mia stessa libertà e grandezza; e la tua personalità ne viene potenziata.

Piccolo uomo, sono Io che ti faccio "grande''... e ti rendo veramente libero!

In me e con me tu puoi diventare "luce", come l'esile filo della lampada, investito dalla corrente elettrica.

Te lo ripeto: Io sono la corrente! Tu sei soltanto il filo: Insieme con me, dai luce! Senza di me, sei tenebra.

Io e tu, uniti insieme, formiamo "una sola cosa" ma non siamo la stessa cosa:

Tu non sei la corrente, ma il filo incandescente. Tu non diventi dio, una uomo divinizzato!

Non è stupendo tutto questo?...

Se resterai sempre unito a me, verrai immesso nel circolo immenso della mia attività creatrice, dove tu non potrai restare passivo, ma diverrai super-attivo e creativo, come me, insieme con me.

Chi più attivo e creativo dei miei amici, i Santi? Considera la meravigliosa varietà delle opere da loro realizzate: non ne trovi l'uguale in tutta la storia.

Sono un numero sterminato... ma nessuno è uguale all'altro.

Ognuno incarna, in maniera personale e irripetibile, qualche aspetto della mia fecondità inesauribile.

Resta unito a me: ti infonderò coraggio per affrontare (insieme a me) qualsiasi difficoltà...

ti renderò piú audace, ti spingerò a tentare anche "l 'impossibile"...a giocarti tutto, per aiutarmi a "fare nuove tutte le cose".

C - POCO ...MA TUTTO





l . Per partecipare di questa mia fecondissima attività non ti chiedo di fare molto.

Ciò che conta per me non è "fare", ma "essere": Essere "una cosa sola" con me, con il mio Volere.

Con me, tu puoi ottenere "risultati" grandissimi, sproporzionati alla tua modesta attività:

con "cinque pani" potremo, Io e tu insieme, sfamare una moltitudine... e ce ne avanza...

Capisci cosa intendo dirti? Non c'è bisogno che "t'ammazzi" per raggiungere, ad ogni costo, gli obiettivi che ti sei prefisso. Quante cose hai da fare!... Ma non puoi arrivare a tutto.

Non presumere di voler fare tutto il bene che ti si presenta ...o di realizzare tutte le iniziative possibili: Sono tali e tanti gli impegni che la vita di oggi ti chiede

(impegni personali e comunitari, familiari e professionali, politici, sociali ed ecclesiali...) che, a voler fare tutto (e bene) rischi di rimanere distrutto o svuotato.

No, non fare tanti progetti... Non "sognare" grandi cose, come t'insegna il Salino 130: "Non vado in cerca di cose grandi "..

2. Di poco Io mi contento... purchè sia tutto quello che voglio Io: "fate tutto quello che vi dirà". (Gv.2,5). "Riempite le giara di acqua"...

I servi capirono: "e le riempirono fino all'orlo"...

Ma tu... hai capito cosa voglio dire a te?...

"Riempi" le tue giornate (e le tue ore) solo di ciò che voglio Io, nel "momento presente".

Tutto il resto devo farlo lo: Solo Io posso trasformare "l'acqua" e i cuori degli uomini.

Solo Io posso moltiplicare "i pani" e le energie spirituali e apostoliche. Io solo posso farti "pescare" dove tutte le speranze umane sono fallite. Io, solo Io...

Solo Io posso tutto... perchè "solo Io sono Tutto"! Senza di me nulla è... nulla è possibile.

3. Ma, anche se Io solo posso tutto, voglio tuttavia aver bisogno di te:

voglio servirmi delle tue "reti", della tua "acqua", dei tuoi "cinque pani"...

Ma non sono queste tue cose che producono il miracolo (non dimenticarlo mai):

Quelle "reti", "quell'acqua", quei "pani" non sono "prodotti speciali", non hanno in se stessi la potenza di operare effetti straordinari. Sono solo un segno:

Segno del tuo sì, della tua volontà di collaborare con me. E' troppo poco ma tanto mi basta.

Quando riuscirò a farti comprendere la sproporzione abissale che c'è tra le "meraviglie" che voglio operare Io in te... e la "piccola" parte che devi fare tu, allora (e solo allora) potrò trovare via libera per irrompere in te con la mia azione salvatrice.

4. Certo, Io esigo che tu traffichi tutti i talenti che ti ho dato... che sfrutti (cioè) tutte le tue possibilità e capacità umane: lo studio e il lavoro; la puntualità nei doveri del tuo stato; l'impegno per le opere di carità e di giustizia;

l'uso illuminato dei mezzi di apostolato... E inoltre: la mortificazione e la prudenza;

il dovuto riposo e la cura della salute... Io "moltiplicherò" i prodigi della mia Onnipotenza,

se tu metterai tutto il tuo impegno nel fare la tua parte.

Si, lo voglio che tu "riempia le tue giare" (cioè le tue capacità) "fino all'orlo ".

Ma, non voglio che "ti affanni" e ti costerni... come se il risultato dipendesse da te.

Non preoccuparti se hai a disposizione solo "cinque pani e due pesciolini", di fronte a una moltitudine da sfamare...

Non preoccuparti, cioè, se puoi fare poco: Se hai poco tempo, poca salute, pochi mezzi.... Sei in te c'è poco coraggio, poca inventiva, poco spirito d'iniziativa...

Ma proprio "vo1entieri" devi esserne contento! Se non ti inquieti mai per la tua "debolezza" anzi te ne rallegri (almeno con la volontà), è segno che hai capito (finalmente) che tu sei "nulla"... e che solo "Io sono Tutto".

Ricorda che Io "ho scelto ciò che è nulla, per ridurre al nulla le cose che sono" (1 Cor.1,27).

Tu ancora non sei quel "nulla" che Io cerco. Ma Io ti andrò "spogliando" sempre più... finché ti ridurrò al "nulla" di cui ho bisogno.

6. Un ultimo suggerimento: in tutte le occasioni in cui ti rendi conto delle tue insufficienze e incapacità, ringraziami con tutto il cuore:

"Ti ringrazio, o Signore, per queste mie "debolezze " che mi costringono ad aver fede in te, più che in me!"

E' la gloria più grande che puoi darmi... E' il segno più certo del mio "Spirito"... e il mezzo più sicuro del tuo progresso spirituale.




D - "COMPLETA QUELLO CHE MANCA DEI MIEI PATIMENTI" (Col.1,24)




1. Il mio e il tuo sacrificio: ecco ciò che salva.

Io e tu, uniti insieme nell'offerta sacerdotale di tutta la nostra vita, purificheremo e rinnoveremo la terra.

Anche a te, come agli Apostoli prediletti, come a tutti i miei veri amici, Io chiederò spesso:

"Sei pronto a bere il calice di dolore che berrò Io "?

Io e tu dobbiamo "bere lo stesso calice di dolore": la stessa angoscia e amarezza...

le stesse persecuzioni, ingratitudini, umiliazioni, critiche e condanne ingiuste...

dolori fisici ...pene morali... sofferenze di ogni genere...

Ecco cosa ci vuole per "completare quello che manca dei patimenti che lo ho sofferto a vantaggio del mio corpo che è la Chiesa" (Col. 1,24): Le sofferenze della tua persona e delle altre membra del mio "mistico corpo ".

Comprendi benissimo che i miei meriti sono infiniti e il mio sacrificio è sovrabbondante...

tuttavia "non posso" fare a meno del tuo sacrificio, perchè il mio amore mi spinge ad associarti alla mia opera redentrice.

E, per amore, mi sono ridotto a fare il "mendicante" e chiedere aiuta a tutti:

Io, che sono il Benefattore di tutti!

Questo è l'aiuto più forte che puoi darmi: "Bere il calice di dolore che ho bevuto Io".

Le sole parole di amore e di consolazione... le attività piene di agitazione... non servono, ne a me, ne alle anime che attendono.

2. Non dirmi di no, figlio mio!

Rispondimi con la stessa prontezza e generosità dei "figli del tuono " (Giacomo e Giovanni):

"Sì, Signore, lo posso, lo voglio"!

Ogni volta che ti senti schiacciare dal peso della sofferenza...

o sei vittima (come me) di tante calunnie o incomprensioni...

o ti senti abbandonato da Dio e dagli uomini... o sperimenti l'inutilità di tanti tuoi sacrifici... tu stai "bevendo il mio stesso calice "...

e, insieme con me, stai sollevando e purificando il mondo.

Quale fortuna incomparabile per te! Quanta gloria per me!

E quale vantaggio per l'intera umanità!

Oh, se tu potessi capire quanta forza genera nelle anime la tua "debolezza"!

Ricorda quello che ho fatto dire al mio apostolo Paolo: "Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo quando sono debole è allora che sono, forte".

Non sciupare neppure un frammento di questi tesori; cerca piuttosto di sfruttarli al massimo, mettendoci più amore.

3. A volte ti sentirai come stritolato nel torchio dello sofferenza.

Non temere: Io sarò con te!

Ti starò sempre vicino: a sostenerti... a consolarti. Ma non posso non chiederti "l’eroismo dell'amore", che presto si trasforma in "allegrezza ":

"Voi vi rattristerete, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia" (Gv.16,20).. . "l'eroismo di un'ora", "l'ora del parto", per una infinità di gioia: "Una donna che deve partorire, quando viene il suo momento sofre e molto.

Ma quando il bambino è nato, dimentica le sue sofferenze per la gioia che è venuta al mondo una creatura. (Gv.16,21).

Proprio nei momenti di maggiore angoscia devi ripetermi il tuo si, anche se gridato tra i denti. Senza "i dolori del parto", non può venire alla luce una vita nuova:

Si, sulle rovine dei materialismo sta per nascere "un mondo nuovo".

Non dubitare della nostra vittoria: "Io ho vinto il mondo"!

Io, insieme ai "nostri fratelli, che non hanno risparmiato la loro vita, fino a morire" (Ap.12,11). Io, insieme a te, se accetterai di morire ogni giorno: "Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se muore, produce molto frutto". (Gv. 12,24).

4. E che qualità di frutti ! ...

Medita la pagina stupenda del "Servo", descritta da Isaia: "Disprezzato, ripudiato dagli uomini, uomo dei dolori ... si è caricato delle nostre infermità... è stato trafitto per i nostri peccati, schiacciato per le nostre colpe... Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì bocca"...

Ma quale esaltazione, dopo l'umiliante sconfitta: "Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza... dopo il suo intimo tormento vedrà la luce... il giusto mio servo giustificherà molti; egli si addosserà la loro iniquità: "perciò Io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino".... (lsaia, 53).

Questo "Servo " certamente sono Io, il Cristo.

Ma è anche ogni "mio servo" (quindi anche tu) che, come me, "offri in espiazione" il suo Martirio " quotidiano: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio... poiché è stato precipitato l'accusatore.

Essi lo hanno vinto per il sangue dell'Agnello e la testimonianza del loro martirio". (Ap.12,10).

5. Offri anche tu, momento per momento, nel "calice" della Messa, ogni cosa che ti procura fastidio o tormento: Dubbi, tentazioni, insuccessi, delusioni, lotte interiori, malessere fisico e spirituale, e persino i ripetuti sbagli e le frequenti sconfitte...

Dentro "il mio calice" ogni dolore si trasforma in amore e in energia interiore, che viene distribuita a tutto il mio "Corpo Mistico". E' un vero affare: Non ti pare?

Perciò, figlio mio, non rifiutarmi nulla di quanto ti capita di avverso:

E' il dono più grande che puoi farmi, l'unico che hai sempre a portata di mano:

ti potranno mancare i soldi, il tempo o le forze per dare aiuto al prossimo... ma non ti mancheranno mai le avversità, che (come ti ho spiegato) procurano i beni più grandi, sia a te che agli altri. Sii "felice di soffrire per il mio corpo"... come l'Apostolo Paolo:

"Ora, io sono fèlice di soffrire per voi". (Col. 1,24).

Per qualsiasi richiesta rivolgersi a Don Liborio També - 94012 Barrafranca (EN)