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mercoledì 31 dicembre 2014

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 2, 16-21 - I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù



 Lc 2, 16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore

Riflessione

Il Vangelo di oggi è fantastico... Mi fa pensare al periodo dell'avvento appena trascorso: come l'ho vissuto, cosa mi ha lasciato, cosa ho notato...
Posso riassumere così: nonostante tante difficoltà, sono riuscita a stare molto vicino a Gesù, estraniandomi dalla mondanità che tutto invade anche in questo periodo; e questo mi ha lasciato tanta pace, tanta gioia, ma sopratutto tanta speranza. Cosa ho notato?... Tante brutture, tanta superficialità, tanta ipocrisia, anche tra chi si professa cristiano. Non c'è nulla da fare: "L'Amore non è amato", come diceva Santa Maria Maddalena de’ Pazzi: “Amore, Amore! O Amore, che non sei né amato né conosciuto!... O anime create d’amore e per amore, perché non amate l’Amore? E chi è l’Amore se non Dio, e Dio è l’amore? Deus charitas est!”. Tornando al Vangelo voglio partire dai pastori. Chi erano?... Erano persone a quel tempo emarginate, facevano un lavoro umile, vivevano lontano dalla società, la loro vita era sobria e senza troppi fronzoli, dormivano all'aperto in mezzo alle intemperie. Ma cosa succede a questi pastori?... Il buon Dio manda un angelo  con le indicazioni per poter andare da Gesù, proprio a loro. Quindi, una lezione che dobbiamo metterci bene in testa è che Dio si manifesta sempre per primo alle persone umili... Perché!?... E' semplice, le persone che non hanno il cuore pieno delle brutture del mondo, che vivono in modo sobrio, che ringraziano Dio per ogni cosa, anche per ciò che non hanno, che non hanno un'opinione troppo alta di sé... hanno un cuore che si dilata, un cuore che sa ascoltare, un cuore che dice si all'amore, un cuore che sa accogliere la luce e sa apprezzare anche le più piccole cose. Al contrario, chi vive per il mondo ha il cuore chiuso con un lucchetto e non permette a nessuno di entrare, se non le persone dello stesso entourage... Apparentemente queste persone hanno tutto, ma il loro comportamento ordinario la “dice lunga”!!! Infatti, sono sempre preoccupate, angosciate, tormentate, nervose, non riesci a suscitare in loro un sorriso neanche se ti ammazzi; insomma, sono talmente concentrate su loro stesse, sul loro modo di vivere, sui loro schemi... che ogni cosa che non rientra nel loro infallibile punto di vista è considerata come “strana”, nel migliore dei casi, e assolutamente da combattere nei peggiori... Ma, diciamocelo pure, se Dio avesse mandato un angelo a questo tipo di persone, e queste, per curiosità, fossero andate a Betlemme a vedere Gesù, pensate che una volta visto il Salvatore deposto in una mangiatoia, al freddo, con due poveri animali che fungevano da termosifone, si sarebbero poi comportate come i pastori?... “...I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto...”. Penso proprio di no. Una persona infatti che ha il cuore indurito, una persona superficiale che si ferma all'apparenza, non potrebbe mai pensare che quel bambino nella mangiatoia possa essere il suo Salvatore. Tutto questo lo possiamo vedere anche oggi. Ci sono, purtroppo, tante persone frivole, che frequentano un certo ambiente, che vestono in un certo modo, che vanno nei ristoranti di lusso - dove poi si mangia malissimo e sopratutto poco - ... che guardano le persone che non vivono come loro con compassione, come se fossero dei poveracci, ignoranti e grossolani... Ma i poveracci, come vengono chiamati tanti veri cristiani praticanti, hanno la pace nel cuore... e questa a loro manca. Una pace e una gioia che è stata donata dalla nascita di Gesù Bambino. Chi ha vissuto questo periodo di avvento come Dio comanda, e non è rimasto insensibile... qualcosa ha visto, qualcosa ha ottenuto, qualcosa è cambiato in lui o dovrà cambiare per forza... Imitiamo allora i pastori che, dopo aver visto Gesù, non sono ritornati alle loro occupazioni precedenti dimenticando quel Bambino...
Adesso che le feste stanno per finire e metteremo negli scatoloni l'albero e il presepio, chiediamo al buon Dio di aiutarci, di aumentare la nostra fede, perché il nostro cuore non vada anche lui a finire in cantina insieme all'albero e al presepio, sarebbe triste se dovesse rimanere lì fino all'anno prossimo. Tutto deve cambiare: lo spirito di fede, di umiltà, di carità, di povertà... devono stare al centro dei nostri pensieri e del nostro cuore in questo nuovo anno. Proviamo, con il nostro comportamento, a portare Gesù Bambino e il Suo messaggio di salvezza nei luoghi dove operiamo, senza cedere a compromessi... perché nella vita cristiana non si può conciliare Dio e il mondo. E se poi, per seguire Gesù, ci  ritroviamo soli e impotenti, non scoraggiamoci, perché come diceva don Divo Barsotti: “Basta un'anima sola che viva davanti a Dio a salvare il mondo”.
Pace e bene.