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lunedì 17 agosto 2015

Dal libro dei Giudici - Gdc 6, 11-24 - Gedeone, salverai Israele: non ti mando forse io?


 
 Gdc 6, 11-24

In quei giorni, l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita. Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel frantoio per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Perdona, mio signore: se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: “Il Signore non ci ha fatto forse salire dall’Egitto?”. Ma ora il Signore ci ha abbandonato e ci ha consegnato nelle mani di Madian».
Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Perdona, mio signore: come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».
Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò fino al tuo ritorno».
Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina fece focacce àzzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L’angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce àzzime, posale su questa pietra e vèrsavi il brodo». Egli fece così. Allora l’angelo del Signore stese l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce àzzime; dalla roccia salì un fuoco che consumò la carne e le focacce àzzime, e l’angelo del Signore scomparve dai suoi occhi.
Gedeone vide che era l’angelo del Signore e disse: «Signore Dio, ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Il Signore è pace».

Parola di Dio
Riflessione

Il modo di operare di Dio non cambia, per far crescere il Suo Regno si avvale sempre e solo delle persone umili, di persone consapevoli della loro pochezza...
La lettura di oggi ci parla di una chiamata... quella di Gedeone. Un uomo che si trovava a vivere in un tempo e in un luogo in cui non era molto facile avere fede. Il popolo di Israele si era nuovamente allontanato dal suo Dio, aveva incominciato ad adorare gli idoli e anche la famiglia di Gedeone aveva eretto un altare a Baal con a fianco dei pali sacri... Come si dice: aveva la serpe in casa!!!
Come possiamo notare, non è cambiato molto da allora... i discepoli di Gesù oggi si trovano nella stessa situazione di Gedeone. Si ritrovano infatti a vivere nel mondo, ma non si sentono del mondo e molto spesso la loro fede è osteggiata proprio dai più vicini.
Gedeone si trova a vivere una situazione piuttosto precaria... costretto a vagliare il grano di nascosto per non essere derubato dai Madianiti... un popolo che devastava il suo paese e lo depredava dei suoi beni. Ma perché Dio ha permesso che i Madianiti devastassero questo popolo e lo riducessero alla fame?... E' una delle tante domande che si sono fatte e continueranno a farsi i cristiani e non solo i cristiani... Perché Dio permette le sofferenze, le guerre, le tribolazioni?... Molto spesso non riusciamo a capire e a darci una risposta... L'unica cosa che possiamo fare è avere fede e metterci nelle mani del Signore. Se Lui ha dato la Sua vita per noi, evidentemente ci ama molto e vuole solo il nostro bene... e se a volte permette che ci accadano cose molto spiacevoli, è per purificare il nostro cuore dai peccati. Attenzione... non è detto che le persone che soffrono tanto siano dei terribili cristiani... qualche volta il Signore sceglie delle anime particolari che, accettando la sofferenza per amore, consolino Gesù per tutto il male che gli uomini continuano a fare. In qualche modo sono dei piccoli "Gesù"... torturati, derisi, allontanati, non creduti, maltrattati, umiliati... Sono tanti piccoli “Lazzaro” che stanno sempre alla porta di chi possiede molti beni con la speranza di susscitare un po' di compassione, di ottenere un po' di sollievo... Ma il cuore dell'uomo è veramente duro e ostinato, non vuole ascoltare il Signore, vuole vivere come più gli piace... e allora il Signore è costretto a castigare.
Se guardiamo con occhi umani sembrerebbe che alla fine a perdere siano solo i poveretti e che gli empi continuino a fare la bella vita, ma non è così, il “poveretto”, che ha fede in Dio, sa bene che la nostra vita è un esodo verso un'altra patria... quella sì che sarà meravigliosa!!!
Gli empi pensano che la vita sia solo questa e che bisogna goderla in tutti i modi, non pensano mai alla vita eterna. Alla fine mi sa che sono loro i veri poveretti!!!...
La cosa che si ripete sin dall'antico testamento è che, quando Dio castigava, il popolo gridava e supplicava il Suo aiuto... ma una volta ottenuto il suo soccorso, tornavano a fare quello che facevano prima e peggio di prima. Mi domando: "Ma è possibile che non imparassero mai?"... Se ci pensiamo bene... oggi non siamo molto più intelligenti. Anche noi infatti combiniamo tanti guai, poi piangiamo un pochetto... oh scusa Signore... abbi pietà di me... eviterò di rifarlo... aiutami... e poi, appena il buon Dio ci dà tregua... ricadiamo negli stessi errori e combiniamo gli stessi guai... certo che abbiamo una fantasia!!! Poveri confessori... a sentire sempre le stesse miserie!!!
Dobbiamo metterci in testa che se continuiamo a stare con Gesù, non è certo per la nostra fedeltà... ma per la Sua... Noi umani soffriamo di una terribile malattia che si chiama "infedeltà"...
Proviamo per un attimo a catapultare la situazione che si trova a vivere Gedeone nella nostra società... Osserviamo i diversi personaggi: i Madianiti, il popolo d'Israele, Gedeone e Dio.
Chi sono i Madianiti oggi?... semplice: coloro che ci opprimono... tra questi anche la nostra classe politica che continua a volare così in alto da non vedere quello che succede sulla terra... le persone sono disperate, tante famiglie al limite della sopravvivenza, file interminabili alla caritas per un pezzo di pane... persone dignitose inginocchiate su una strada pedonale “alla moda” con il cartello: “UN AIUTO PER VIVERE”... Ecco i tanti “Gedeone” della nostra società... poveri Cristi che subiscono ingiustamente l'arroganza dei potenti.
Arriviamo al popolo di Israele infedele e idolatra... sono le persone che percorrono la strada indossando scarpe all'ultimo grido, che lasciano una scia di profumo "molto costoso"... (che non è certo quello di Cristo) e che danno due centesimi al poveretto che chiede aiuto per vivere, magari pensando di aver fatto la loro quotidiana buona azione.
A questo punto, purtroppo, è difficile credere a un Dio misericordioso, è difficile credere a un Dio che è con te... e ci viene da gridare: "Allora perché mi succede questo?"... e, come Gedeone, non riconosciamo l'angelo di Dio... vediamo la sofferenza come solo nostra e non l'abbiniamo a quella di Cristo... In questi momenti bui Dio è davvero con noi... non esiste uomo più solidale di Lui, Lui che ha sopportato e subito da noi tutte le cattiverie possibili... e che per salvarci ha dato tutto ciò che possedeva: la Sua vita... E noi come ricambiamo?... Che cosa possediamo, da potergli donare?... Ricordiamoci che tutti gli ostacoli, tutti i problemi, tutte le tribolazioni, tutte le porte chiuse, tutte le nostre miserie... non sono altro che l'unico e prezioso tesoro che possiamo offrire al nostro Gesù. Qualcuno potrebbe dire: e da quando in qua, le miserie sono un tesoro?... Ebbene si!!! Tutte le sofferenze sopportate per amore di Gesù vengono da Lui trasformate in perle preziose. In questo mondo non hanno certo un gran valore, ma nell'altro valgono tanto. Ogni sofferenza sopportata per amore è un mattoncino per la casa di lassù... Però, se ci penso bene, oltre a diventare la santa delle porte chiuse sarò la proprietaria di un vero grattacielo!!!... Ma chi pensa a costruire solo in questa vita... senza pensare all'eternità, commette una grande sciocchezza... non penso che esistano imprese di gru, che trasportino qualcosa lassù!!!
Chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede, in modo da sopportare per amore suo le tribolazioni, forse potranno essere utilizzatate per salvare qualche anima dal cuore duro che, brancolando nelle tenebre, non smette di prostituirsi agli idoli offrendo un po' di incenso per poter godere gioie che durano quanto una bolla di sapone.
Gesù mio, aiutami a riconoscerti quando mi trovo in certi momenti di sconforto, aiutami a non cercare tante scuse per non seguirti... e quando ti chiedo un segno, non prenderla come una sfida o una mancanza di fiducia.
Prendiamo l'ultima frase che l'angelo di Dio dice a Gedeone: «La pace sia con te, non temere, non morirai!» come se il buon Dio la dicesse a ciascuno di noi. E' un'incoraggiamento bellissimo...
Chi ha la pace nel cuore, possiede tutto...
Chi non teme... ha il cuore puro...
Chi non morirà... sarà stato un vero amico di Gesù.
Pace e bene