domenica 25 ottobre 2015

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani - Rm 8,12-17 - Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».




Rm 8,12-17
Fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Parola di Dio

Riflessione

Nel giorno del nostro Battesimo tutti noi abbiamo ricevuto in dono lo Spirito Santo, siamo diventati nuove creature e siamo stati rivestiti di Cristo, siamo entrati a far parte della Sua famiglia.
"Ricevi perciò la veste bianca e portala senza macchia fino al tribunale del nostro Signore Gesù Cristo, per avere la vita eterna"...
Appena nati, naturalmente, non eravamo in grado di comprendere la grandezza di questa effusione; ecco che allora sono entrati in ballo i nostri genitori e i nostri padrini con il compito, molto importante, di farci crescere nell'amore di Dio. Oggi purtroppo, questo Sacramento è molto incompreso e maltrattato... tante famiglie fanno Battezzare i loro figli solo perché si deve fare... e poi è un'occasione da non perdere per sfoggiare i migliori abiti, per gareggiare in modo da avere la capigliatura più bella, le migliori bomboniere, il miglior ristorante... e così il Battesimo va a “farsi benedire”!!!
Cerchiamo allora, noi adulti, di essere saggi... nutriamo i nostri bambini non solo con il latte “Plasmon”... ma, appena sono in grado di capire, parliamo loro di Gesù, insegnamo loro le preghiere e recitiamole insieme, portiamoli in Chiesa e al Catechismo con gioia, perché i bambini si accorgono subito se un genitore è felice o no...
Crescendo in questo modo i bimbi accoglieranno lo Spirito di Dio, avranno a poco a poco gli stessi Suoi sentimenti e non dubiteremo mai del Suo amore... A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1, 12).
Lo Spirito Santo è come un “grillo parlante buono”... ci suggerisce le scelte giuste, mette nel nostro cuore i pensieri che Dio gradisce, ci dà la forza per affrontare le difficoltà della vita, ci corregge quando sbandiamo; spezza la durezza del nostro cuore e mostra gli ostacoli che ci impediscono di camminare rettamente.
Ma ci rendiamo davvero conto di cosa Dio ci ha donato? Forse no... Seguire Gesù sembra facile... ma, come diceva don Divo Barsotti: “La reazione che ha l'uomo di fronte al Signore è la fuga!”... e come non dargli ragione!!! Infatti, guardando il Crocifisso viene da dire: ma se tu, che eri il figlio di Dio, sei stato trattato in quel modo... che ne sarà di me?... E così dentro di noi scoppia la guerra: un continuo conflitto fra il bene e il male, fra la fiducia e la paura, fra la confidenza e la diffidenza, fra l'aspirazione alla gioia e la paura del naufragio...
Quando il nostro cuore è lavorato dallo Spirito di Dio, succede anche che il demonio si scatena, e così la paura, la sfiducia, il pessimismo, il senso di fallimento... diventano tanti inquilini che vorrebbero alloggiare nel nostro cuore, e non solo non vogliono pagare l'affitto, ma provano anche a distruggere ciò che di buono Dio vuole costruire in noi. A questo punto entra in ballo la preghiera... è indispensabile e vitale invocare Gesù perché venga in nostro aiuto, e Lui non aspetta altro... Gesù non ama i condomini affollati, preferisce il silenzio... è anche molto geloso e vuole che il nostro cuore sia abitato solo ed esclusivamente dal Suo Spirito.
Se poniamo la nostra totale fiducia in Lui, sarà Lui stesso che farà fuori tutti i “pretendenti” che ci ronzano attorno per proporci l'amore ma non possono donarci l'Amore. Lo Spirito di Dio è dunque l'unica medicina efficace per purificare il nostro cuore, è l'unico pretendente capace di sbaragliare i signorotti che in maniera serrata ci fanno la corte... Non lasciamoci sedurre da chi non se lo merita!!!
Paolo nella lettura di oggi fa un'affermazione molto tenera: se viviamo secondo lo Spirito possiamo chiamare Dio con un appellativo dolcissimo: “Papà”... il che equivale a far parte della Sua famiglia... "Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio" (Ap 21, 7).
Ma, come sappiamo molto bene, quando si fa parte di una famiglia, di una comunità, quando si è una coppia di sposi, quando si è amici... ci sono tanti privilegi, ma anche tanti doveri... si dividono certamente le gioie, ma anche e soprattutto i dolori. Quando un notaio apre la busta di un testamento, gli eredi possono avere delle sorprese... sono liberi di accettare o rifiutare l'eredità; oltre ai crediti infatti, potrebbero esserci dei debiti e non possono dire: sì, accetto il patrimonio attivo, ma i debiti non li voglio!!! Troppo comodo, a Roma direbbero: Ah bello!!!
Prendere o lasciare... Così è l'eredità per chi decide di essere figlio di Dio... Gesù, con la Sua ascesa al cielo ci ha inviato lo Spirito e questa è un'Attività... ma seguire e vivere nello Spirito a volte comporta delle passività... se non accettiamo sia la parte attiva, sia quella passiva ci ritroveremo all'improvviso orfani diseredati e circondati dalle tenebre.
Chiediamo allora al buon Dio di rafforzare la nostra fede, invochiamo spesso lo Spirito Santo perché invada completamente il nostro essere, solo Lui può farci comprendere che il dolore fisico e spirituale, le difficoltà e i disagi... sono tappe obbligatorie della nostra crescita. Insomma, per dirla in breve: le croci che sopportiamo nella quotidianità sono l'assetto passivo dell'eredità di Cristo... "Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare" (1Pt 4, 13).
E' buffo che nella nostra società si tenda a dire: "Ciò che è tuo è mio e ciò che è mio è mio...". Per fortuna con Dio non funziona così... perché quando siamo uniti a Lui tutto ciò che si possiede è in comune. Il mio diventa Suo e il Suo diventa mio. Tutto... sofferenze e gloria!
Naturalmente questo non è così facile da accettare, spesso vogliamo prenderci solo la Gloria, vogliamo vivere in un perenne viaggio di nozze... abbiamo molto paura della Croce. Il problema è che non abbiamo abbastanza fiducia in Dio. A parole siamo molto bravi!!! Io, ad esempio, in certi momenti riesco ad andare a fondo anche con il salvagente... Sono un fenomeno!!! Che il buon Dio abbia pietà di me; ma sono sicura che ce l'ha!
All'inizio del mio cammino di fede, leggendo e ascoltando la Parola di Dio, avevo un'opinione dei discepoli di Gesù non molto brillante... Tra me infatti pensavo: ma questi erano davvero tonti!!! Avevano Gesù in carne ed ossa, erano sempre attaccati a Lui, ascoltavano i Suoi insegnamenti, vedevano i Suoi miracoli, vedevano il Suo comportamento e, nonostante tutto, si comportavano in maniera così rozza da far invidia a dei trogloditi!!!
Erano campioni di brutte figure...
Uomini di poca fede. Pensiamo al giorno in cui ci fu una tempesta sul lago... (Mc 4, 35-41). Gesù dorme tranquillo a poppa della barca e loro iniziano a sbraitare: “Maestro, non ti importa che moriamo?”... E Gesù li rimprovera di non avere fede.
Uomini buonisti. Gesù scende dalla barca e vedendo una grande folla sente compassione (Mt 14, 14-18), ma i discepoli come risposta chiedono a Gesù di congedarli: “Il luogo è deserto e ormai è tardi”... ma non stanno pensando alla folla affamata, in realtà vogliono ritornarsene a casa e liberarsi della gente.
Uomini paurosi. Gesù cammina sulle acque (Mt 14, 23-27)... turbati lo scambiano per un fantasma... allora Gesù li rassicura: "Coraggio sono io, non abbiate paura!".
Uomini presuntuosi. Gesù chiede chi gli aveva toccato il mantello (Mc 5, 30-31), i discepoli lo guardano e pensano: ma questo è così ingenuo? Non vede che c'è la folla attorno?... Chissà chi, gli ha toccato il mantello!
Uomini che non amano tanto i bambini. Sgridano i bambini che corrono verso Gesù (Mt 19, 13-14).
Uomini con il sonno facile. Gesù nell'orto degli ulivi chiede di pregare e loro che fanno: dormono... (Mt 14, 32-37).
Uomini poco caritatevoli. Se non fosse stato per Giuseppe d'Arimatea, Gesù sarebbe stato sepolto in una fossa comune (Mt 27, 57-60).
Uomini vendicativi. Vogliono imitare Zeus... e inviare fulmini in un villaggio di Samaritani che non avevano accolto Gesù (Lc 9, 51-56).
Uomini da campeggio. Pietro vuole accamparsi sul monte Tabor (Lc 9, 28-33).
Uomini che si credono giusti. Simone si scandalizza per la donna che riempie Gesù di profumo (Lc 7, 36-39).
Uomini violenti. Pietro stacca l'orecchio al servo del sommo sacerdote (Mt 26, 51).
Ora invece... mi rendo conto che io sono peggio di loro, e il fatto che loro avevessero queste defaiance o che faccessero continuamente brutta figura, non mi rasserena affatto... perché loro, essendo i primi, erano anche giustificati... io no!!! Non ho più scuse... la Bibbia infatti insegna come ci dobbiamo comportare per essere figli di Dio, durante tutto l'anno ascoltiamo e meditiamo diversi insegnamenti... subito ci fanno riflettere, ci mettiamo in discussione, cerchiamo di parare il colpo... facciamo buoni propositi... chiediamo perdono... ma poi, appena arrivano i momenti difficili, ecco che i pensieri del mondo prendono il sopravvento e la paura, l'incertezza, l'incredulità diventano i miei coinquilini. Chi era tonto: i discepoli o io? La realtà è che più vado avanti e più mi accorgo di non aver capito nulla... ma sono sicura di non essere sola!!!
Anche noi però, come i discepoli dopo la Pentecoste, abbiamo una cosa: lo Spirito di Dio... e se impariamo ad ascoltarlo diventeremo certamente più saggi, più buoni, più caritatevoli, più misericordiosi, ma sopratutto più umili. Insomma, diventeremo dei veri figli di Dio.
Pace e bene

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