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martedì 10 maggio 2016

Dagli Atti degli Apostoli - At 20,28-38 - Vi affido a Dio, che ha la potenza di edificare e di concedere l’eredità.


 
 At 20, 28-38
In quei giorni, Paolo diceva agli anziani della Chiesa di Èfeso: «Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio.
Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.
E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare e di concedere l’eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati.
Non ho desiderato né argento né oro né il vestito di nessuno. Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere lavorando così, ricordando le parole del Signore Gesù, che disse: “Si è più beati nel dare che nel ricevere!”».
Dopo aver detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò. Tutti scoppiarono in pianto e, gettandosi al collo di Paolo, lo baciavano, addolorati soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave.

Parola di Dio
Riflessione

E' arrivato il momento in cui Paolo deve separarsi dai suoi fratelli di Efeso. E' un momento carico di commozione e di tristezza. Pensare infatti di non rivedere più una persona tanto cara addolora il cuore, e le lacrime prendono il sopravvento. Paolo dedica il suo discorso di addio agli anziani della Chiesa. E così trascorre le sue ultime ore lasciando loro una bellissima raccomandazione, mostra come dovrebbe essere una vera guida di una comunità cristiana. Lungi da Paolo voler attirare l'attenzione su di se, in ogni caso reputa necessario prendere se stesso come esempio. E tutti noi sappiamo che è stato un bell'esempio. Paolo infatti, è sempre stato una persona umile che ha imitato il Signore in tutto e per tutto. Si è donato alle comunità senza riserve, tra persecuzioni, tormenti e lacrime. Per tre lunghi anni infatti, notte e giorno ha predicato il Vangelo, ammonendo quando era necessario i fratelli, e cercando di pesare il meno possibile sulle spalle altrui. L'apostolo delle genti non ha mai approfittato del suo ruolo per arricchirsi, e la cosa bella è che è sempre stato se stesso. L'unico vestito di altri che ha desiderato indossare è stato quello di Cristo. E ci è riuscito. Paolo infatti è stato un luminoso esempio per la Chiesa di allora e lo è anche per quella di oggi. Almeno... così dovrebbe essere!!! In una Chiesa sana infatti, ci devono essere uomini timorati di Dio, sempre attenti al gregge, pastori che vigilano affinché nessuna pecora si perda, tutte infatti sono preziose agli occhi di Dio, e tutte sono loro affidate per essere allevate, saziate e curate. L'opera di un anziano deve condurre le pecore a Dio e non a se stesso. Se la guida non ammonisce, quando è il caso, per timore di perdere l'affetto di chi deve essere corretto, non fa altro che allontanare la pecora da Cristo.
La crescita spirituale di una comunità dipende in gran parte dalla sua guida. E' vero che è una grossa responsabilità, ma dal momento in cui si è detto si al Signore bisogna spendersi, come Paolo, senza riserve. Ogni anima deve essere  considerata unica e preziosa così come lo è agli occhi di Dio. Ma, purtroppo, le raccomandazioni dell'Apostolo non sempre vengono osservate. E così assistiamo al comportamento non molto “igienico” di tante guide che si fanno travolgere dalle cose del mondo. A tanti infatti, piace un pochetto la celebrità. La tentazione di essere lodati e di piacere a tutti è molto forte, e così, per far contenti tutti si cerca di dare un pochetto a uno e un pochetto ad un altro... ma alla fine nessuno avrà mai ciò che veramente gli serve. Bisognerebbe ascoltare veramente una persona che ha bisogno di consiglio o conforto lasciando da parte tutto il resto, cellulari compresi... Solo così infatti si è attenti alla persona che si ha davanti, solo così si potranno capire i tormenti della sua anima, solo così la pecorella potrà aprire il suo cuore, solo così si potranno dare consigli non superficiali, solo così si eviterà di danneggiare e far soffrire inutilmente un'anima. Ma quando questo non succede l'anima ne esce tormentata più di prima, e se ne va sperando che il Buon Dio gli mandi una consolazione di riserva.
Diceva bene Santa Teresa d'Avila: “Perfino i predicatori compongono i loro sermoni in maniera da non scontentare nessuno. L’intenzione sarà buona e sarà anche bene agire così, ma in tal modo pochi si emenderanno. Perché mai non sono molti quelli che per le prediche lasciano i pubblici vizi? Sa che cosa ne penso? Perché coloro che predicano hanno troppa prudenza. Non la perdono poiché non ardono del gran fuoco dell’amore di Dio, di cui ardevano gli apostoli, e così la loro fiamma scalda poco. Io non dico che debba essere così grande come quella degli apostoli, ma vorrei che fosse più viva di quello che vedo. Sa la signoria vostra cosa sarebbe di molta importanza a questo scopo? Aver in odio la vita e in poca stima l’onore: agli apostoli non importava, pur di dire una verità e sostenerla a gloria di Dio, perdere o guadagnare; infatti, chi sinceramente rischia tutto per Dio, tollera con lo stesso animo l’una e l’altra cosa. Non dico che io sia tale, ma vorrei esserlo”. 
Allora chiediamo al buon Dio di mandarci sempre dei sacerdoti santi, attenti e premurosi per la vita delle persone a loro affidate. Preghiamo insieme a San Paolo per una Chiesa sana, che sia colma non solo di insegnamenti teorici approssimativi, ma di vera sapienza e di carità attenta e premurosa. Dobbiamo infatti tutti considerare, guide e laici, che la nostra condotta ha il potere di contribuire ad allontanare o a redimere un nostro fratello. Cerchiamo anche di tenere sempre a mente le parole di Gesù: “...A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più” ( Lc 12, 48). Non basta infatti dire di amare Dio e poi fare quello che ci piace. O Signore, conserva e alimenta sempre la luce e l'amore che Tu hai acceso nei nostri cuori.
Pace e bene.