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domenica 8 gennaio 2017

Figlia mia in Gesù... Tratto da “Il piccone che scava i brillanti...”(Epistolario volume I) di don Dolindo Ruotolo




Questa volta rispondo un poco in ritardo, benché, essendo più breve il viaggio da Napoli a Roma, questa mia vi giungerà per domenica. E prima sento il bisogno di dirvi che il vostro ragionamento non calza troppo bene, quando voi dite che non potete essere associata all'opera di misericordia del buon Gesù. Perché? Ho forse cercato io l'anima vostra, o non è stato Lui stesso che vi ha cercata?
La prima volta che vi vidi in Chiesa genuflessa a pregare, quando io stavo genuflesso alla porta di S. Gennariello, vi debbo confessare che sentii fin d'allora che Gesú vi prediligeva e dissi tra me: «Ecco un'anima che sta bene nei piani del caro Gesú ». Io sono convinto di una grande verità, che le forze soprannaturali passano nel mondo per il ministero e per il sacrificio della donna; sono convinto che Dio per le grandi opere sue sceglie sempre come tramite le donne, ed è la storia che ce lo dice.
Scelse anche per il Verbo suo eterno la Vergine SS., scelse per i grandi Santi qualche anima che li avesse come sostenuti nell'opera che loro affidava: Santa Chiara, Santa Teresa, Santa Caterina, ecc. sono state tutte argomento di conferma di quello che vi dico.
Dio non vuole che alcuno possa gloriarsi di ciò che non è proprio, e per questo ha stabilito per gli uomini questa Provvidenza mirabile, che è stata come consacrata nella sublime missione di Maria SS.
Noi comunemente apprezziamo l'opera materiale che si compie, Dio invece legge nel fondo dei cuori, e dinanzi al suo cospetto le preghiere, le lacrime, il sacrificio di una donna, valgono quanto tutto un apostolato.
Non dite dunque che siete inutile, intrusa, indegna. Tutt'altro. Io sento che tra le anime elette a cooperare alla glorificazione di Dio voi siete una delle principali. Questo deve umiliarvi, deve darvi la volontà di donarvi sempre più a Dio, deve farvi essere pronta alle disposizioni della sua SS. Volontà, ma non deve farvi credere che sia assurdo quello che vi dico.
Dio elegge precisamente ciò che è stolto per confondere ciò che è sapiente, elegge ciò che è debole per confondere ciò che è forte, elegge «le cose ignobili e spregevoli », anzi « le cose che non sono» per distruggere quelle che credono di essere. Cosi ha eletto me al suo Sacerdozio ed a quelle opere che ne sono conseguenza, cosi elegge voi e vi associa alla sua misericordia.


Io sento per esempio che la vostra preghiera mi fa del bene, sento che la operosità e l'attività mia è cresciuta da che voi mi aiutate con tanta bontà nello spirito, offrendovi a Dio; tutto questo non dovete interromperlo perché mi fareste del male. Ho molta fede nelle preghiere altrui e sono convinto che se mi sostengo senza essere infedele a Dio, se quasi non mi accorgo del lavoro che compio, lo debbo alle preghiere altrui ed anche alle vostre. Qui sta il segreto di tutta la mia forza spirituale, e se voi per un sentimento di umiltà mi veniste meno, vi assicuro che ne risentirei molto.
Noi siamo come operai nella vigna del Signore, e l'aiuto altrui concorre sempre a compire più specificamente e più perfettamente il proprio lavoro. Rimanete dunque al posto che Dio vi ha dato, e non fate voi il ragionamento che dovrei fare io. Io si che mi umilio quando mi vedo circondato di tante anime buone, io si che non so capire come il Signore non riveli loro quello che sono; sarà forse per non spaventarle con sorprese dolorose.
In questi giorni più che mai mi sono sentito tanto nulla che non potevo leggere il mio nome scritto sulle lettere che mi sono arrivate, senza volgere altrove lo sguardo. Vi dico la verità, figlia mia, e non è il caso che voi vi appelliate ai fioretti di S. Francesco, quando l'anima mia è tutta spina!
Io prego Gesú che vi facesse scorgere l'anima mia come è, almeno in simbolo; cosi potrò ancora io illuminarmi e vedermi meglio. Vi ripeto dunque che voi siete associata alle opere della gloria di Dio, e questo per me è un vantaggio, perché ho un'altra fonte di preghiere e di sacrifici, che sono le ricchezze più belle che dalla terra ci trasportano in cielo.
Le anime invero non si associano che in Dio e per Dio soltanto; dove entrasse il sentimento umano, ivi entrerebbe l'irrequietezza, l'agitazione e l'inerzia. Gli uomini sono come i fanciulli: non sanno muoversi senza produrre un grande chiasso; Dio invece è sempre pace e dolce semplicità. Il Signore ha voluto che voi aveste studiato le follie di questo povero cuore umano, e ve ne ha voluto lasciare un doloroso ricordo come stimolo efficace per muovervi ad amare Lui soltanto. Gran che! Le creature sanno morire magari per quelli che amano, e noi siamo tanto meschini, tanto vili, tanto incompleti, tanto imperfetti quando amiamo Dio!
Le creature sanno concentrare il pensiero loro in quelli che amano, pur risentendone spine pungenti, e noi siamo cosi stolti che non trovando in Lui che dolcezze, anche quando Egli ci prova, viviamo tanto divisi nell'amarlo! Il ricordo della vostra amica morta sia dunque per voi come un ammonimento continuo, come un termine di paragone che vi istruisca praticamente nelle sante vie dell'amore divino, per farvene misurare l'estensione e la profondità.
I fenomeni che avvertiste dopo la morte della vostra amica possono essere stati una realtà; ma voi non ci pensate ora né ve ne accorate, contentandovi di pregare per l'anima sua. Certo le sorprese della vita futura sono tanto diverse da quelle che possiamo supporre noi ...Si tratta di dover comparire innanzi a Dio infinito, si tratta di dovergli rendere conto di quanto si è fatto, si è detto o si è pensato in questa vita.
Dio è sempre infinita bontà, ma appunto per questo l'anima rimane innanzi al suo cospetto come impiccolita e confusa, guardando ai propri demeriti. Oh, se quegli slanci ardenti fossero stati tutti per Dio, quale ricchezza si sarebbe trovata nel cielo! Se quella dedizione tanto completa fosse stata fatta a Dio, quanta pace avrebbe gustato in questa e nell'altra vita!
O povera creatura umana, quando tu togli dal tuo amore, anche umano, quei motivi che lo rendono praticamente sterile, che lo rendono espressione vuota ed insussistente, allora solo lo consacri veramente, perché lo rendi carità, affetto, aiuto fraterno! Quando invece ti inebri miseramente delle creature, tu senti maggiore sete e maggiore arsura!
Un'anima che ama umanamente è pazza, è illogica, è sconclusionata; mentre l'anima che si getta nelle braccia del suo Dio immediatamente si calma.
Un'anima che ama anche le creature, ma le ama in Dio, non discende giammai in piccolezze, ma si mantiene in una sfera elevata, dove trova sempre il suo Creatore. Voi dunque non vi preoccupate più di quello che è già passato, ed abbiatelo solo come una lezione salutare. Pregate per quella buona creatura, alla quale il Signore ha usato misericordia, perché certe esagerazioni spesso sono frutto di allucinazioni.
Voi non potete raggiungerla per ora; avete bisogno ancora di molto cammino, perché dovete salire ancora in alto. Non fate come i bimbi che vogliono uscire col babbo, vogliono andare alla festa e subito dopo vogliono addormentarsi e già sono stanchi. Abbiate coraggio, ed andate avanti animosamente; la vita è un pellegrinaggio nel quale bisogna stare tanto tempo per quanto Dio ce ne assegna. Quanto più alto è il termine al quale dobbiamo pervenire, tanto più questo cammino sembra lento e sembra lungo. Finirà; in un subito ci vedremo sparire dalla scena del mondo, ed allora anche 70, 80 anni ci sembreranno un momento soltanto, un attimo fugace!
Vi ringrazio delle confidenze che mi fate; esse mi sono utili per intendere meglio l'anima vostra e per potervi consigliare meglio nelle vostre ansietà di spirito. E dico così perché voi dovete aspettarvi, figlia mia, i momenti molto amari delle tenebre interiori, che sono i momenti più dolorosi e più preziosi ad un tempo . La demolizione del nostro io avviene proprio in questi momenti nei quali l'anima sembra inaridita, abbandonata, agitata da passioni, sconvolta dal demonio, inclinata ad ogni male!
Voi aspirate certamente più in alto, non volete rimanere come acqua stagnante... ebbene quando il rivolo salutare di acqua fresca giunge nello stagno, rimescola subito quello che sembrava dolce verdura, e dal piano calmo e sereno emanano subito miasmi, si veggono uscir fuori animali che si tenevano nascosti. Allora lo spirito si opprime, e lo spirito vostro in particolare si avvilirebbe, se non foste prevenuta di questa lotta.
Quanto bene viene poi da queste prove, quanta umiltà vera e profonda fiorisce nell'anima, quanti tesori di misericordia e di grazia le piovono dall'alto, quante dolcezze vere le si trasfondono nel cuore!
Voi avete un animo forte, ma sapete voi che cosa diventa lo spirito in queste prove? Diventa tanto fiacco che gli sembra di andare in rovina ad ogni momento! È allora che si raggiunge l'apice della vera sapienza: il conoscimento di sé stessi. In questi momenti l'anima non deve agitarsi, non deve fissarsi, non deve indispettirsi; deve volgere lo sguardo a Dio e deve dire semplicemente: «Signore, abbi pietà di me, che sono nulla»!
Lo spirito vostro sapete come è in questo momento? È come un banco dirò così dove sono raccolti tanti elementi preziosi: oro, argento, pietre rare; ma sono tutte divise, sono parti che non formano ancora un tutto. È necessario che tante cose preziose si uniscano insieme, e solo allora si avrà un oggetto unico. Voi agite più per scatti di entusiasmo che per forza interiore, e se riflettete, è la bontà divina che vi ha dato tanti doni, ma essi sono rimasti ancora in voi come sepolti nel cuore.
Voi siete come un poeta che verseggia perché ne ha l'estro, ma non ha studiato ancora letteratura: i suoi versi rivelano solo una grande attitudine, ma non sono ancora perfetti. Quando avrà studiato, le attitudini naturali si saranno meglio sviluppate, ed allora il dilettante è diventato un poeta, che è capace di far fremere gli altri magari con pochi versi.
Avete bisogno quindi di molta formazione interiore, perché Dio vi ha certamente prediletta, vi ha fatto tanti doni speciali, dei quali neppure vi accorgete, ed esige naturalmente che questi doni siano messi a traffico. Non vi impensierite però per questo, perché Egli stesso vi illuminerà, Egli stesso vi guiderà senza che voi ve ne accorgiate neppure,
Voi dovete solo abbandonarvi nelle sue mani in un grande sentimento di umiltà; il resto lo farà Lui stesso. Io spero di illuminarvi un poco nel nome di Dio, specialmente nei momenti più difficili, sarò come il piccolo servo dell'anima vostra, e mi studierò di essere pronto alle disposizioni di Dio, e spero di non mettere ostacolo alle sue vie mirabili con la mia miseria.
Vedete, figlia mia, io vi scrivo e tremo di me stesso. Dico al Signore: «Non permettere mai che la mia stoltezza possa fare del male anche involontario ad una anima che ti è cara». Vi esorto, ma se sapeste come mi disprezzo profondamente!...
Oh, quanto bisogno ho delle preghiere di tutti, delle preghiere vostre, perché la luce di Dio non diventi tenebre passando per me; perché la vita di Dio non diventi sterile per mia inettezza; perché la bontà sua non rimanga velata dalla mia nullità, Io preferirei mille volte la morte non solo temporale, ma oso dire anche eterna! O Gesú mio, si! Prima che io abbia ad arrecare danno ad un'anima sola scacciami anche lontano da te! Sono contento di soffrire io, pur di non sfigurare un'anima che tu hai salvata, che tu hai adornata a prezzo del tuo Sangue prezioso!
Io lo so, voi, leggendo queste parole, venite novellamente in mezzo col ritornello dell'umiltà!... O figlia mia, dove la vedete in me questa umiltà?
Io spero che Gesú vi farà scorgere chiaramente quello che sono, cosi potrete vagliarmi, potrete anche aiutarmi a migliorare interiormente. Così io sarò per voi come il servo stupido ed inetto che riporta i comandi del suo padrone, e voi sarete come la figliuola di questo padrone, che si interessa un poco anche del servo, e che lo compatisce quando si accorge che ripete le ambasciate in una lingua mezza Ostrogota.
Ecco l'immagine viva di quello che sono, Ministro di Dio, riporto le ambasciate del buon padrone celeste, ma la lingua è balbuziente, e bisogna riflettere molto prima di capirle. Nel mio timore mi consola solo questo: io non ho avuto la presunzione di sapervi o di potervi dirigere; è stato il Signore che ha disposto cosi; e per me ciò che viene dagli eventi viene sempre da Dio.
Giovedì scorso, tanto per darvene un esempio, ho cominciato un'opera buona, senza che lo avessi supposto neppure. Le signorine La Rovere, che voi forse conoscete, mi domandarono per favore di avere delle spiegazioni sulle verità della Fede. Mi dichiarai pronto a servirle, ma poi pensai: è impossibile dare una vera cultura religiosa a queste anime senza seguire un metodo. Avevo in animo già di scrivere un corso completo di religione per nutrire l'anima vostra, e pensai che questa era una buona occasione per cominciare.
Scrissi l'introduzione e mi recai in casa La Rovere per farne sommariamente la spiegazione. Intanto vi trovai raccolte parecchie persone , un piccolo uditorio caro a Gesú, e senza volerlo né pensarlo ho cominciato una vera e propria scuola di Religione, in un ambiente calmo e familiare, dove sarà possibile mettere il germe di molto bene.
Ogni giovedì ci ritornerò, e scriverò prima l'istruzione che poi spiegherò. Cosi anche se arrivassi a formare un'anima sola, ed attrarla alle sublimi grandezze del cielo, io sarei contento di fare un lavoro anche più pesante. Un'anima vale più del cielo e della terra; Gesú. buono ne è geloso ed io mi immolerei mille volte per un'anima sola!
Quando voi ritornerete potrete onorarci; io vi darò a mano a mano i fascicoletti che vado scrivendo, e così vedrete anche più a fondo quanto sono mirabili le cose della Fede, e quanto amore divino sboccia in un cuore che conosce la verità eterna e la approfondisce.
Il bozzetto di Gesú già è fatto, ed è precisamente come me lo descrivete voi. Andai dal pittore perché avrei voluto fargli fare anche le vesti bianche, ma non è stato possibile, sia per l'intonazione generale del quadro, e sia perché io faccio riprodurre Gesú quando era Sulla terra, e proprio quando, poggiando la sua mano sul petto esclamava: «Io sono il vostro maestro».
Io mi aspetto molto più dalla preghiera che dal l'arte in questi lavori. Anzi prego Gesú che si degnasse di riposarvi sopra, di renderli come una scintilla ardente che faccia iniziare tante opere di gloria sua.
La grande difficoltà la provo nel far eseguire il quadro della Vergine SS. Non avendo noi storicamente nessun lineamento che ci ricordi la sua dolce figura, vado trovando un tipo dolce e delicato che possa corrisponderle. L'avrei già trovato in una creatura innocente che frequenta una delle Chiese dove predico, ma non oso , neppure pensarci, perché sono cose delicate.
La storia sacra non è che il riassunto dei primi libri della Scrittura, essa quindi fa parte della rivelazione in quanto è parte della Scrittura. La sua verità è assoluta, e Dio ha avuto un fine altissimo nel lasciarci, con una speciale provvidenza, la memoria di quei fatti antichissimi.
Lo capisco che certe cose sembrano quasi inverosimili; ma sapete quante cose di quelle che succedono nella vita nostra sono verissime e non possono raccontarsi perché sembrano inverosimili? Del resto, per giudicare di certi fatti storici, è necessario sapere a fondo l'ambiente nel quale si sono svolti. Avrò agio anche in questo di illuminarvi.
Le mie povere lettere, figlia mia, non rappresentano nulla; ma voi fatene quello che credete, leggetele a chi volete, che io certo non me ne dispiaccio. Anzi Dio può servirsi anche dell'asino di Baal per fare del bene in qualche cuore.
Pregate per me. Vi benedico di tutto cuore nel Nome di Gesú e sono sempre.

Vostro povero servo Dolindo Ruotolo

 

Tratto da “Il piccone che scava i brillanti...”(Epistolario volume I) di don Dolindo Ruotolo