martedì 13 giugno 2017

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,13-16 - Voi siete la luce del mondo.


 Mt 5, 13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore


Riflessione

Noi siamo il sale della terra e la luce che illumina il mondo. Così ci descrive Gesù. Oh... che bella considerazione ha di noi il buon Dio!!! Ma siamo davvero sale e luce del mondo?
L'incoraggiamento... è un atteggiamento di Gesù per invitarci a dare sapore e a far brillare tutte le cose che tocchiamo. Solo così riusciremo a lasciare la scia del Suo buon profumo ovunque ci chiamano le circostanze e i doveri del nostro stato.
Mi viene in mente una bimba un po' turbolenta, il suo papà le dice che è un angioletto, allora lei cerca di diventarlo davvero... per non deluderlo, perché lo ama. Tutti noi dovremmo imitare i bimbi, tutti dovremmo fare il possibile per non deludere il Signore. Lui dice che siamo sale e luce? Allora proviamo a diventarlo. 

venerdì 2 giugno 2017

Gesù esamina Pietro sull'amore - Gv 21, 15 - 19 - Meditazioni sul Vangelo di Eugenio Pramotton - Le domande di Gesù - Le risposte di Pietro - Pietro abbandonato dal Signore - Nato per fare il capo - Teresina di Lisieux e don Divo Barsotti.



Gv 21, 15 - 19
Una delle manifestazioni di Gesù risorto si è svolta sulle rive del lago di Tiberiade. Pietro con alcuni discepoli esce a pescare, ma quella notte non presero nulla. Sulla riva incontrano un personaggio misterioso che dice loro di gettare la rete dalla parte destra, i discepoli obbediscono ed è una pesca miracolosa. Poi Gesù, ora riconosciuto, mangia insieme a loro.
L’inizio dell’esame
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?» (v 15). È l’inizio dell’esame di Pietro sull’amore. L’esame, come ogni iniziativa del Signore, ha un andamento piuttosto strano e sconcertante per diversi motivi. Pietro dà l’impressione di essere intimidito e imbarazzato come uno che è coinvolto in una vicenda più grande di lui, come uno studente non troppo preparato quando è interrogato. Ed è effettivamente così, perché il Signore tende sempre a sconvolgere i nostri schemi, a demolire e ricostruire, a farci morire e a farci risorgere, a condurci oltre gli orizzonti terreni, oltre i nostri corti pensieri; è allora normale che ci sentiamo intimiditi, inadeguati, impreparati, spaesati. Dobbiamo subito osservare che la domanda del Signore, per certi aspetti un po’ enigmatica, esigerebbe due sole risposte: “Si, io ti amo più di costoro” oppure: “No, io non ti amo più di costoro”. Sia il vostro parlare sì, sì; no, no (Mt 5, 37) aveva insegnato Gesù ai suoi. Evidentemente, sia Pietro sia noi, abbiamo parecchie difficoltà ad assimilare e a praticare gli insegnamenti di Gesù.
La prima risposta di Pietro
La risposta di Pietro è una via di mezzo fra il sì e il no; Pietro tende a trovare una scappatoia per evitare lo sconcerto di una domanda imbarazzante la cui risposta è molto semplice o impossibile. Pietro risponde: Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene. Risponde cioè come se il Signore avesse voluto sapere se gli voleva bene. Ma la domanda era per sapere se sì o no Pietro riteneva di amare il Signore più degli altri apostoli. Pietro, che sicuramente voleva bene al Signore, non se la sente però di affermare che il suo amore è superiore a quello dei suoi compagni. Non se la sente di affermarlo perché una simile affermazione è impossibile. Noi non sappiamo nemmeno valutare quanto è grande e quanto vale l’amore per Gesù che c’è in noi, figuriamoci se siamo in grado di vedere quanto è grande e quanto vale questo amore negli altri; confrontare poi i diversi amori fra di loro è un compito sovrumano, è un compito che solo Dio sa svolgere. Sant’Agostino a questo proposito osserva che Pietro nella sua risposta, “non aggiunge «più di costoro», risponde solo per quello che sa di se stesso, perché non poteva conoscere il grado d’amore che avevano gli altri discepoli per Gesù non potendo leggere nel profondo del loro cuore” (Trattato 124 su S. Giovanni). Conviene ancora considerare che c’è un modo di intendere la domanda del Signore, che stride, che non suona bene. Se non si fa attenzione, si corre il rischio di comprendere la domanda come se il Signore invitasse o incoraggiasse Pietro a dichiarare di essere il primo della classe, il più bravo e il più amante fra i suoi compagni.