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martedì 13 giugno 2017

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,13-16 - Voi siete la luce del mondo.


 Mt 5, 13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore


Riflessione

Noi siamo il sale della terra e la luce che illumina il mondo. Così ci descrive Gesù. Oh... che bella considerazione ha di noi il buon Dio!!! Ma siamo davvero sale e luce del mondo?
L'incoraggiamento... è un atteggiamento di Gesù per invitarci a dare sapore e a far brillare tutte le cose che tocchiamo. Solo così riusciremo a lasciare la scia del Suo buon profumo ovunque ci chiamano le circostanze e i doveri del nostro stato.
Mi viene in mente una bimba un po' turbolenta, il suo papà le dice che è un angioletto, allora lei cerca di diventarlo davvero... per non deluderlo, perché lo ama. Tutti noi dovremmo imitare i bimbi, tutti dovremmo fare il possibile per non deludere il Signore. Lui dice che siamo sale e luce? Allora proviamo a diventarlo. 

venerdì 10 febbraio 2017

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5, 17-37 - Così fu detto agli antichi; ma io vi dico




In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore

Riflessione personale

Gli scribi e i farisei avevano forse pensato di avere di fronte a loro un rivoluzionario religioso… uno che arriva e, all’improvviso, vuole abolire le pratiche tradizionali dei precetti di Dio; ma come poteva Gesù abolire il vecchio testamento che preannunciava la Sua nascita, la Sua vita, la Sua morte e risurrezione? Gesù infatti precisa che non è venuto per abolire la legge antica, ma per dare compimento alle profezie; dice che la legge di Dio rimane sempre quella, ma deve essere accompagnata da una vita interiore più esigente. Quindi, oltre all'osservanza esteriore dei precetti, Gesù vuole la perfezione delle attitudini interiori e per aiutarci ricorda tre punti molto importanti - purtroppo molto fraintesi allora come oggi -  precisamente: l’omicidio, l’adulterio e il giuramento.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”…

La vita è un dono prezioso che Dio ci ha fatto, ma non per questo ne diventiamo proprietari assoluti. Evitiamo allora di fare da “padroni” sulla vita degli altri e sulla nostra. La vita va vissuta rispettando le Sue leggi, altrimenti è il disordine e la barbarie di cui stiamo soffrendo.
“Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della sua morte, né c'è scampo dalla lotta; l'iniquità non salva colui che la compie”(Qo 8, 8).
Di solito intendiamo il comandamento “non uccidere” solo nel senso di non mandare qualcuno all’altro mondo, ma Gesù nel suo insegnamento allarga gli orizzonti… Oltre a non togliere la vita con un'arma, con la pratica dell’aborto o dell’eutanasia, dobbiamo riflettere che quando insultiamo o usiamo violenza psicologica verso qualcuno, noi stiamo uccidendo; quando nutriamo rabbia e odio accompagnati da vendetta, noi stiamo uccidendo; quando siamo presuntuosi, quando pretendiamo di affermare noi stessi calpestando gli altri, quando disprezziamo il prossimo, noi stiamo uccidendo; quando vogliamo far prevalere a tutti i costi la nostra volontà trascurando i diritti di un fratello, noi stiamo uccidendo; quando sfruttiamo una persona nel lavoro per “ingrassare” noi stessi, noi stiamo uccidendo; quando facciamo piangere lacrime amare ogni persona che ci capita a tiro, noi stiamo uccidendo; quando volutamente isoliamo, non aiutiamo, non vediamo, non parliamo con una persona fino a farla crollare, noi stiamo uccidendo…
Con quale coraggio poi ci accostiamo al sacramento della comunione quando la coscienza è carica di questi crimini? Ricordiamoci sempre che chi esclude una persona dalla propria vita si esclude dalla vita di Dio.

martedì 29 novembre 2016

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 7, 21. 24-27 - Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.


 Mt 7, 21. 24-27

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Parola del Signore.

Riflessione

Il mese di dicembre, di solito, è ricco di appuntamenti religiosi: novene alla Madonna, novene di Natale, catechesi di ogni genere... ma, alla fine, tutto diventa vano se non facciamo la volontà di Dio.

Le preghiere, le devozioni, gli incontri, ci aiutano sì a raggiungere la salvezza, ma solo se le parole del Signore, entrando da un orecchio, non escono dall'altro, solo se non escono dalla nostra bocca a mo di pappagallo...

Credere dunque non è sufficiente per salvarci, dobbiamo anche fare ciò che il Signore ci chiede.

La Parola di Dio deve essere il fondamento che sostiene ogni nostra azione; e non dobbiamo leggerla né come se fossimo inseguiti dai cani, né la dobbiamo ripetere come dei pappagalli... dobbiamo invece sforzarci di meditarla e di farla nostra, così riusciremo a diventare, a poco a poco, molto a poco a poco, dei cristiani coerenti e graditi al buon Dio. Dobbiamo anche fare il possibile per avere comportamenti e atteggiamenti compatibili con la fede che diciamo di avere... “Dice il Signore: "Poiché questo popolo si avvicina a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il culto che mi rendono è un imparaticcio di usi umani"” Is 29, 13.

Chi ha deciso di seguire Gesù non può pensare di fare la vita che faceva prima di averlo incontrato. Se facciamo i capricci e amiamo le comodità, continuiamo a costruire la nostra vita sulla sabbia. E cosa succede poi, quando siamo raggiunti da una delusione, da una difficoltà, da una disgrazia, da una tribolazione di qualsiasi genere? Succede che la nostra casa crolla come crolla una casa costruita sulla sabbia. Non voglio esagerare o mancare di carità verso chi ha veramente un problema psicologico, ma oramai, siccome oggi va di moda lo psicologo, se tu non ci vai, vuol dire che sei strano... Le parole ricorrenti oggi sono: "Sono depressa!!! Ho bisogno di parlare con qualcuno!!! Ho bisogno di qualcosa che mi rilassi!!!". Queste parole sono probabilmente il segno che la nostra casa non è costruita sulla roccia. Proviamo allora a fermarci un attimo e a pensare alla nostra vita, a come la stiamo conducendo, dove abbiamo messo Dio nella scala dei valori... proviamo anche a prendere queste parole del libro dei Proverbi “Al passaggio della bufera l'empio cessa di essere, ma il giusto resterà saldo per sempre” (10,25), come una consolante promessa che assicura solidità e stabilità per chi si impegna a percorrere la via della giustizia.

Grazie Gesù mio, per la luce, per i ceffoni e per le grazie che continuamente mi fai. Grazie perché sei mio amico. Prego anche per tutte le persone che dicono: "Signore Signore"... ma poi fanno quello che vogliono; che dicono "Signore Signore"... e poi ti accoltellano alle spalle; che dicono "Signore Signore"... e poi, quando ti vedono, fanno finta di non vederti; che dicono "Signore Signore"... e poi sono sempre scorbutiche.

domenica 30 ottobre 2016

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5, 1-12 - Beati i poveri in spirito.



 Mt 5, 1-12
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».

Parola del Signore


Riflessione personale 

Con le beatitudini Gesù mette sotto sopra tutto il mondo... A quanti vogliono essere cristiani autentici Gesù fa una bella catechesi e, coloro che prendono sul serio i suoi insegnamenti, si renderanno presto conto che sono l'unica via che conduce alla felicità. Meditare sulle beatitudini significa aprire il nostro cuore a un nuovo stile di vita, significa andare controcorrente e iniziare la scalata di un alto monte, dove in cima ci attende Gesù. Ma prima di intraprendere questa avventura, dobbiamo sapere che ci saranno lungo il cammino tanti disagi... dovremo sopportare le intemperie, le fatiche, le derisioni, le cattiverie, i tradimenti, ma soprattutto dovremo sopportare e avere molta pazienza con noi stessi.
La via che porta a Cristo non è la pista di un aeroporto, ma un sentiero pieno di buche... con molte curve pericolose... e anche piena di scorciatoie che, se non stiamo attenti, saremo tentati a prendere. Non facciamoci prendere dalla bramosia di arrivare subito in cima... perché, chi parte sparato di solito si ferma abbastanza presto; se poi pensiamo di essere già arrivati dopo le prime rampe abbiamo sbagliato in pieno.
La via che porta a Dio è una sola e Lui ce l'ha indicata e tracciata... è una via in cui ha lasciato le sue orme perché sia più semplice seguirla.
E siccome il viaggio sarà lungo e faticoso, sarebbe meglio partire con lo stretto necessario evitando i pesi inutili, in montagna ciò che non è strettamente necessario rallenta solo il cammino. Purtroppo, il nostro zaino è sempre troppo pieno di miserie... sempre troppo pesante di ricchezze di ogni genere, ricchezze che appesantiscono le gambe e offuscano la vista, così, non riuscendo a vedere bene la strada, ci ritroveremo spesso con le ginocchia sbucciate e il respiro corto.

lunedì 22 agosto 2016

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 23,13-22 - Guai a voi, guide cieche.


Mt 23,13-22

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».

Parola del Signore
Riflessione


Oggi Gesù fa un rimprovero molto severo agli scribi e ai farisei. Questi infatti, oltre a non ascoltare veramente la Parola di Dio, cercano in vari i modi di sviare le persone allontanandole dalla via del Maestro. Questi rimproveri però, valgono anche per noi oggi, perché l'ipocrisia è diventata quasi una cosa normale come il peccato... Come si dice... "così fan tutti!!!".
Quante cose si fanno solo per apparire nascondendo la vera intenzione? Si vuole far credere infatti che il proprio “zelo” è per la gloria di Dio e la salvezza delle povere anime, ma la realtà è che, sotto sotto, la vera ragione è un'altra:... il proprio onore, il proprio profitto... Così facendo non si ingannano solo gli altri, ma anche se stessi. La farsa però ha sempre un tempo contato... prima o poi le magagne vengono a galla. Il “GUAI A VOI” che Gesù in questo brano dice per ben tre volte, è un avvertimento molto serio e lo dobbiamo tenere sempre a mente. Il Signore, quando ha dato le chiavi del Suo Regno a Pietro, ha anche dato ad ognuno di noi un duplicato di quelle chiavi. A ognuno di noi infatti Il buon Dio ha affidato un compito e dobbiamo stare molto attenti a come lo svolgiamo. Dobbiamo essere insomma degli esempi sani in questa società un pochetto malandata. Specialmente noi adulti dobbiamo essere degli specchi sempre puliti, in modo da riflettere la luce vera, quella di Cristo. Dobbiamo insegnare la verità e non “sputare” solo sentenze. Molto spesso invece, chi scandisce condanne ha più bisogno di misericordia di altri. Chi non sperimenta infatti la bontà e la pietà del Signore è portato alla rigidità verso tutti. Nel momento in cui ci mettiamo la maschera dell'ipocrisia, nel momento in cui ci erigiamo a sapientoni, a persone perfettine, a persone caritatevoli, a persone pie, nel momento in cui usiamo male il potere che ci è stato dato per abusare e approfittare del più debole, siamo dei mostri!!!... "Chi usa i poteri di cui dispone in modo tale da spingere ad agire male, si rende colpevole di scandalo e responsabile del male che, direttamente o indirettamente, ha favorito. «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono» (Lc 17,1)" Dal CCC al n° 2287.
Con il nostro pessimo esempio contribuiamo a “fabbricare” mostri e le nostre Chiese saranno sempre più vuote. A questo proposito mi viene in mente una frase, detta naturalmente con ironia, da un don: ”D'estate non c'è molta gente in chiesa perché sono tutti fuori a evangelizzare!!!”. Uauuuuuu... poveri noi!!!
Comunque, l'unico comportamento che al Signore piace, è quello delle persone vere e aperte. Aperte all'amore di Dio e del prossimo.... La chiusura mentale e spirituale, di fatto chiude le porte al Cielo e per Gesù questo atteggiamento è molto preoccupante, perché in qualche modo trascina anche altri in un tunnel buio e senza via d'uscita. Gli ipocriti infatti sono come gli attori di una fiction televisiva... sempre alla ricerca di consenso e successo... e più persone li seguono più si sentono sicuri e invincibili. Il problema di questi “attori” è che, quando le cose non vanno secondo i loro schemi, si infuriano come delle iene... Le persone che non hanno una maschera, vengono viste dagli ipocriti come degli elementi da eliminare o da allontanare. Non vogliono attorno a sé dei disturbatori. Gesù era un grande “disturbatore”... disturbava il loro “quieto vivere”, oscurava il loro "prestigio", la loro presunta "sapienza"... e quindi andava eliminato.
Evitiamo allora di considerarci i padroni di quella “preziosa chiave” che il buon Dio ci ha donato... perché Lui potrebbe togliercela quando vuole... e lo farà tranquillamente nel momento in cui nota che apriamo una porta che non è quella del Cielo ma che introduce in un altro regno.
Preghiamo il buon Dio di rafforzare la nostra fede, perché più avremo fiducia in Lui, meno cadremo nella rete di tante persone che vendono lucciole per lanterne. Chiediamogli di rinnovare il nostro cuore in modo da diventare persone autentiche, coerenti, buone e comprensive con tutti, anche con gli antipatici!!! E sono tanti... Preghiamo anche il Signore di avere in dono una guida saggia e generosa per la nostra vita di fede... e chi avesse già questo dono lo custodisca molto gelosamente. Lo sto facendo!!! Grazie Gesù e, come ti dico sempre, accetta il mio sforzo e la mia buona volontà... non voglio finire con una macina da asino al collo e gettata in mare!
Pace e bene.

lunedì 8 agosto 2016

Dal Vangelo secondo Matteo -Mt 25,1-13 - Ecco lo sposo! Andategli incontro!


Mt 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore
Riflessione

Ogni persona saggia, prima di uscire da casa, guarda dalla finestra se è in arrivo un temporale, e se il cielo minaccia pioggia sarebbe da stolti andare al lavoro senza l'ombrello... Quando si conosce in anticipo un pericolo e non si prendono precauzioni, è come andare a spasso con la stoltezza!!!
Con questa bellissima parabola Gesù oggi ci dà due avvertimenti importanti.
Il primo è che dobbiamo essere sempre pronti per l'incontro con Lui, perché nessuno conosce il proprio futuro e non sappiamo quando Dio ci chiamerà a rapporto. Dobbiamo quindi essere sempre pronti, perché adesso è il tempo che Dio ci concede per prepararci... Chi vive la vita in questo modo, come se ogni giorno fosse l'ultimo, dorme tranquillo... a parte chi soffre d'insonnia!!! Amare infatti è pensare alla vita eterna.
Il secondo insegnamento è quello che ci sono delle cose che non si possono prestare. Il proprio rapporto con Gesù, la propria fiducia, il proprio lasciarsi lavorare da Lui e la propria fedeltà... non si possono cedere a nessuno. Il mio “SI” a Gesù è una “MIA” risposta personale. Nessuno può dirlo al mio posto. Nessuno...
Tutti i cristiani “aspettano” Cristo, ma non tutti sono pronti. Infatti nella parabola di oggi tutte le dieci vergini aspettano lo sposo... ma per cinque di loro ci sarà una brutta sorpresa. Il ritardo dello sposo mette infatti in luce la mancanza di amore di metà di esse (è terribile...!!! è come se dicesse che metà dei cristiani manca di amore). Questo ci deve far riflettere... quante volte pensiamo che Dio tardi agli appuntamenti da noi prefissati? Quante volte brontoliamo perché i nostri desideri non vengono esauditi nei tempi e nei modi che vorremmo? Quante volte ci stanchiamo di aspettare e facciamo di testa nostra? Ma tutto questo ritardo ha una logica... Se infatti Gesù ci accontentasse all'istante, non si potrebbe capire se ci affidiamo veramente a Lui in ogni circostanza, o se invece, venendo meno l'entusiasmo iniziale e vedendo deluse le nostre attese, viviamo una vita cristiana fiacca, abitudinaria, più preoccupati della nostra tranquillità che della venuta dello Sposo. Insomma ci addormentiamo...
A dire il vero tutte e dieci le vergini si addormentano, ma quello che fa la differenza è l'olio che solo cinque di esse si erano preparate in anticipo (Hanno preso l'ombrello)...
La preghiera fiduciosa, la Parola di Dio letta, ascoltata e meditata ogni giorno, i piccoli gesti di attenzione e di carità fraterna, sono come l'olio che noi mettiamo nei "piccoli vasi", ossia gli strumenti per alimentare la nostra lampada. Una lampada, come sappiamo, produce luce e calore, la luce è la fede e il calore è l'amore, entrambi dobbiamo alimentare con l'olio contenuto nei piccoli vasi... ecco come possiamo rialzarci dal sonno per andare incontro al Signore senza arrossire quando, nell'ora che non ci aspettiamo, arriverà.
Gesù mio, ti prego, aumenta la mia fede, aumenta il mio amore, così, quando sentirò: “Il Big Ben ha detto stop”... non sarò lasciata fuori dalla porta ed esclusa dal Tuo convitto. Non voglio essere una lucetta decorativa, ma una luce vera, sempre accesa, capace di rischiarare sia il mio buio più nero, sia il buio delle persone che Tu hai posto accanto a me. Ma quando Tu dici:  "Vegliate, non dormite!" ...non pensi a me... vero? Tutto mi puoi dire, tranne che dormo!!! Come secondo lavoro potrei fare il panettiere!!! Se mi fai dormire qualche ora in più... credimi... non mi offendo! Grazie.
Pace e bene

domenica 26 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 8,18-22 - Seguimi.



 


In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Parola del Signore


Riflessione
Come inizio non c'è male!!... Gesù inizia il Vangelo di oggi chiedendoci una cosa particolare, anzi, a dire il vero è un ordine e per molti anche impegnativo: “passare all’altra riva”... , ossia cambiare la nostra vita... Chi accetta di seguire Gesù lo deve fare senza condizioni.
Di primo acchito le risposte che Gesù da ai due discepoli che gli chiedono del “tempo” prima di seguirlo, lasciano un po' perplessi: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» e «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
Dobbiamo però comprendere queste affermazioni in un senso più profondo. Seppellire un parente è una cosa giusta e tutti lo facciamo, ma Gesù non si riferisce certo alla morte fisica o ai cimiteri. Gesù chiama ognuno di noi e ci chiede di avere uno sguardo non verso le cose materiali, ma verso quelle del cielo. La nuova vita deve iniziare infatti con Lui e Lui al primo posto. Se dovessimo seguire il Signore solo dopo aver risolto tutte le nostre questioni, mi sa che non troveremmo mai il tempo o, come succede molto spesso, daremmo al buon Dio solo le briciole. 

giovedì 17 dicembre 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 1,16.18-21.24 - Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.


Mt 1,16.18-21.24

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
 

Parola del Signore. 

Riflessione

Giuseppe e Maria, erano una coppia di fidanzati come tanti giovani di oggi, con tante speranze, con tanti sogni e tanti progetti in cantiere. Ma il Signore per loro aveva altri pensieri e così ha deciso di rivoluzionare la loro modesta vita. Non penso sia stato facile per entrambi accettare tutto questo. Chissà quanti pensieri, quante domande senza risposta,quanti dubbi. Io ad esempio gli avrei detto: Scusa... ma perché proprio a me?... Con tutte le coppie che ci sono al mondo, proprio me dovevi andare a cercare? Attenzione... magari in cuor loro possono averlo anche pensato, questo non lo sappiamo. In ogni caso sia Maria sia Giuseppe hanno risposto sì, con tanta perplessità, tanta paura e qualche dubbio, specialmente lui. A Maria infatti l'angelo le aveva annunciato quello che stava per succedere a breve, con Giuseppe invece è dovuto intervenire per togliergli i dubbi su questo “particolare” disegno di Dio. In ogni caso ci vuole una grande fede per accettare un disegno del genere e Giuseppe evidentemente ne aveva tanta.

martedì 15 dicembre 2015

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 21,28-32 - « I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio »


Mt 21, 28-32.
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore
Riflessione
La Parola che Gesù oggi ci propone è un po' severa... naturalmente non vale solo per i capi religiosi di quel tempo, incoerenti e molto furibondi... ma per ognuno di noi. Non dobbiamo però prenderla come una condanna, ma come un invito alla conversione continua. Convertirsi infatti significa assomigliare a Gesù e ci vuole tempo... penso tutta una vita.
La parabola di oggi ci deve sollecitare a essere sempre migliori, per questo Gesù ci mette davanti un caso molto frequente che tutti abbiamo avuto modo di osservare. La storia è dunque quella di due figli, entrambi imperfetti, chiamati dal loro padre a lavorare nella vigna di famiglia. Il primo figlio, un po' ribelle, dice subito: “Non ne ho voglia”... (un ragazzo di oggi avrebbe detto: "Mollami!"), ma alla fine ubbidisce. Il secondo figlio, apparentemente buono, subito dice: “Si, Signore”, ma poi continua a fare i comodi suoi.

domenica 1 novembre 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 25, 31-46 - Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.


Mt 25, 31-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".


Parola del Signore
 
Riflessione

Signori e signore... ecco l'anteprima della sentenza che riceveremo tutti un bel giorno!!!
La sentenza però sarà terribile solo per chi nella vita è sempre stato “double”, ossia per chi voleva servire due padroni o addirittura ha sempre voluto servire il padrone sbagliato... per gli altri invece sarà un ritorno a casa.
Con il Vangelo di oggi Gesù ci sprona a prendere una decisione: dobbiamo decidere se stare dalla parte della Luce o dalla parte delle tenebre, non possiamo permetterci di stare nel mezzo... Finché siamo quaggiù Gesù ci dà la possibilità ogni giorno di salvarci, approfittiamone allora, se non vogliamo finire in una graticola!!!
Il paragone che Gesù utilizza, fra l'uomo e due tipi di animali, è straordinario e calza a pennello...
Prendiamo ad esempio la pecora... è un animale mansueto che si fa guidare dal pastore senza pensare troppo, riconosce semplicemente la sua voce e lo segue ovunque vada. Insomma, si fida, ed è una gran cosa...
La capra invece è un animale un pochetto selvatico e testardo,  va per conto suo, si arrampica dappertutto, anche in luoghi pericolosi ma, soprattutto, è troppo giocherellona... come se non prendesse niente sul serio.
Allora è come se Gesù ci domandasse: "Tu... a che animale assomigli o vuoi assomigliare?... Vuoi ricevere l'eredità che mio Padre ti ha preparato o vuoi stare al calduccio per l'eternità?"... 

giovedì 20 agosto 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 22, 34-40 - Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.


Mt 22, 34-40

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore

Riflessione

Oggi assistiamo a un evento straordinario... farisei e sadducèi, che erano rivali, scoprono di avere qualcosa che li unisce... il desiderio di trovare una falla nell'insegnamento del caro Gesù. E così inizia il processo, ma ahimè... il finale non è forse quello che si aspettavano!!! 
Alla domanda di uno di loro che gli chiede quale fosse il più grande comandamento, Gesù, con tanta serenità e sicurezza, afferma: al primo posto Dio, poi i nostri fratelli e alla fine noi.
L'amore di Dio e l'amore del prossimo infatti, non possono stare divisi... diciamo che devono andare a “braccetto”. Dio si sente veramente amato quando noi amiamo i nostri fratelli come noi stessi. Se si ama d'avvero Lui, automaticamente amiamo il prossimo. E per amare il prossimo dobbiamo amare anche la nostra persona, perché, se siamo misericordiosi con noi stessi, lo saremo anche con il prossimo. Accettiamo allora i nostri limiti e le nostre mancanze senza tormentarci troppo, perché la perfezione appartiene solo a Lui... al limite dovremmo chiedere con la preghiera di aiutarci a essere più umili e meno precisini... e: "Se qualche volta cadete, non dovete così avvilirvi da lasciare d'andare innanzi. Da quella caduta il Signore saprà cavare del bene" (Teresa d' Avila). Grazie Teresa, messaggio ricevuto!!!
Due comandamenti insomma che, se accolti con gioia, ci aiutano a vivere la nostra quotidianità, a volte problematica, con più pace e più gioia, trasmettendo anche agli altri tanta serenità. Non sempre si riesce a praticare questi due comandamenti, perchè: "Per amare il prossimo bisogna superare due difficoltà: il nostro peccato e quello del prossimo" (M.D. Molinié op). 
Solo allora saremo sulla buona strada... perché ameremo Lui e lo faremo amare. Chi ama non ha bisogno di dire tante parole, perché il comportamento la “dice lunga”...
Chi ama il Signore non si vede, ma si sente... perché dalla persona viene fuori un profumo particolare... quello di Cristo. E' un profumo che non mente, è un profumo che ti stordisce, è un profumo che contagia, è un profumo delizioso.
L'unico atteggiamento che noi cristiani dovremmo copiare dai farisei e sadducei è la loro complicità... cambiando naturalmente il motivo.
Dovremmo infatti essere più complici, più uniti, più amabili. Cosa che invece molto spesso non succede. Non solo, facciamo esattamente il contrario... e così ci ritroviamo a gareggiare per screditare un fratello, facciamo a gara a chi è più bravo, a chi fa più opere. Ma tutto questo non rende gloria a Dio. Tutto questo non è amore. Come diceva bene don Divo Barsotti: "Dio non ha bisogno delle mie opere, della mia vita, ma ha bisogno del mio nulla, della mia povertà".
Preghiamo allora il buon Dio di accrescere la nostra piccola fede, di aiutarci ad aprire i nostri cuori e le nostre menti per comprendere bene la legge dell'amore ed agire di conseguenza. Solo così infatti riusciremmo a essere dei testimoni veri e gioiosi. L'amore di Dio porta gioia, mentre la tristezza non fa una buona pubblicità a Dio. E se a tanti il sorriso “stampato” dei veri discepoli di Gesù da fastidio... pazienza. Sopportare pazientemente le persone moleste è un'opera di misericordia che conviene imparare a praticare bene, perché non mancano mai le occasioni per il suo esercizio. 
Mi piace concludere questa mia povera riflessione con una citazione di Santa Teresa d'Avila: "È tanta l'importanza dell'amore vicendevole che non dovreste mai dimenticarvene. L'andare osservando certe piccolezze – che alle volte non sono neppure imperfezioni, ma che la nostra ignoranza ci fa vedere assai gravi – nuoce alla pace dell'anima e inquieta le sorelle. Sarebbe una perfezione che costa assai caro!"
Pace e bene

martedì 4 agosto 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 15, 21-28 - Donna, grande è la tua fede!




 Mt 15, 21-28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Parola del Signore
Riflessione

Ma quanto è bello il Vangelo di oggi!!! Ancora una volta una fede profonda viene trovata al di fuori di “casa nostra”... Quanta rabbia suscita in chi si crede giusto davanti a Dio!!!
Ecco una donna "pagana", considerata dai "figli di Israele" come una persona esclusa, lontana da Dio e quindi dalla salvezza, che si trova a vivere un grande dolore perché sua figlia è tormentata da un demonio, è disperata: che fare?... Ha sentito parlare di Gesù e un bel giorno, sapendo che si trovava vicino al suo villaggio, decide di andare da Lui perché sente che può sperare dalla sua bontà e dalla sua potenza  la liberazione di sua figlia. Appena vede Gesù inizia a strillare, ma Gesù sembra insensibile al dolore di questa povera madre; i discepoli invece sono infastiditi dalle sue urla... questo atteggiamento non ci dovrebbe stupire così tanto… quante volte vediamo il disappunto, il fastidio, la distanza, la paura di tanti fratelli di fede... Sempre scontrosi e invidiosi di chi cerca con animo puro il Signore. Sembra quasi che solo loro siano il pesce buono nella rete... Attenzione però…. il giudizio di Dio è diverso da quello di un pescatore... Il pescatore infatti guarda la grandezza del pesce, ma a Dio piacciono di più i “mangiatutto”… come dargli torto, sono più stuzzicanti e poi si lasciano mangiare completamente... spine comprese!!!
E' dunque il silenzio di Gesù che ci lascia di primo acchitto un pochetto perplessi e ci verebbe da dire: "Scusa... ma la misericordia e la compassione dove sono? Pronto... ci sei?"... Sono i nostri pensieri quando, in momenti di difficoltà, ci sentiamo ignorati da Gesù e ci sentiamo rifiutati, è come se all'improvviso diventassimo trasparanti, invisibili... Quando ci succedono spiacevoli imprevisti, quando soffriamo nel corpo e nello spirito, quando tutti ci allontanano e ci sentiamo soli, soli, soli... allora sembra che anche Dio si sia dimenticato di noi... sembra che non ci fili di striscio… anche se lo supplichiamo… anche se lo preghiamo… anche se piangiamo... Lui niente… come è possibile? Come è possibile che Gesù sia tanto insensibile al grido del povero? Gesù risponde ai discepoli e non alla donna: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Come a dire: prima il pane ai credenti… La risposta di Gesù è scioccante!!!... Ma come… non sei il Signore di tutti? Cosa mi sono persa?... Adesso ci mettiamo a fare delle preferenze? E bravo Gesù... Ecco, in questi momenti, io mi rendo conto che non sono un bell'esempio di fede a differenza della donna Cananea... Mi è successo recentemente di essere talmente sconfortata che ho iniziato a litigare con Lui peggio di una moglie col marito… Gli ho detto che mi aveva veramente stancata… che ero stanca di vedere gli iniqui tranquilli e senza problemi, ero stanca di vedere le persone (i figli di Israele come li chiama Lui) venire quasi premiati, ero stanca perché mi sentivo tradita da Lui... Bene, gli ho detto… tieniti pure questi figli… io non voglio piu vederti e sentirti… quindi, ho continuato, evita di parlarmi altrimenti ti metto in uno scatolone con tutta la tua famiglia... Oh Signore!… mancava solo che gli chiedessi gli alimenti…
La cosa che mi ha lasciata basita a questo punto, è stato il silenzio che ho sentito dentro di me... non era il solito silenzio, ma era un silenzio spaventoso: il silenzio dell'assenza di Dio... La mia poca umiltà, le mie pretese nel volere che le cose vadano come voglio io, mi avevano indurito il cuore; Gesù infatti non ama questo atteggiamento rigido e polemico verso gli altri... Ho capito solo dopo che Gesù, anche se non lo sentivo, era sempre con me... Io penso che tanti, in certe situazioni, hanno purtroppo il mio stesso atteggiamento... ma, proprio per questo, dobbiamo prendere come esempio la Cananea, che non ha interpretato il silenzio e la durezza di Gesù come la sua ultima parola... lo ha quasi sfidato, è vero, ma in un modo stupendo... Si è prostrata ai Suoi piedi!!!... Anche Lei voleva far parte dei Suoi amici... Se Gesù non avesse mostrato questa durezza momentanea e avesse esaudito all'istante la sua preghiera, questa donna non avrebbe fatto quel passo in più che consiste nel credere alla bontà di Dio nonostante le apparenze. Chiediamo anche noi al Signore di avere il cuore e la fiducia della donna Cananea; un cuore spezzato, umile, un cuore che riconosce le sue colpe, un cuore che ama... un cuore che ama sa rivolgersi a Gesù con le parole e il tono giusto: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio»
La donna dunque si umilia davanti all'atteggiamento di Gesù che la umilia... «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini»... Pensiamo a una cosa: se qualcuno a cui andiamo chiedere un aiuto ci chiamasse “pezzente”, come reagiremmo?... Oh Signore... apriti cielo!!! Diciamo anche che oggi i cani sono trattati meglio degli uomini e non sarebbe poi così offensivo, al limite si offenderebbero i cani!!!... Quando subiamo delle umiliazioni possiamo reagire in due modi: con l'umiltà o con l'orgoglio, possiano quindi dire che le umiliazioni rivelano se il nostro cuore è abitato dall'umiltà o dall'orgoglio. Potremmo allora anche pensare che Gesù ha umiliato la Cananea per mostrare a noi quello che Lui già sapeva, ossia quanto grande fosse l'umiltà del suo cuore; Gesù ha umiliato la Cananea perché noi imparassimo da lei a diventare umili...
Cosa abbiamo imparato dalla lettura di oggi? O almeno... abbiamo imparato qualcosa? Saremo in grado di superare l'esame della fiducia e dell'umiltà? Si è trasformato davvero qualcosa dentro di noi o tutto è rimasto come prima? Proveremo a essere meno rigidi accettando la croce?... Proveremo ad abbandonarci fiduciosi nelle mani di Gesù?... Se vogliamo essere amici di Gesù dobbiamo lavorare sodo, rispettare i Suoi tempi e le Sue correzioni... Mi viene in mente quando andavo in palestra; io facevo gli esercizi in modo "soft", ma vedevo certi maschietti che sollevavano dei pesi da far paura, per non parlare delle boccacce e dei gemiti da brivido... e tutto perché? Per sfoggiare poi al mare gli addominali da tartaruga. Mesi e mesi di fatica, di sudore, di strappi muscolari e di diete rigide... I risultati non erano immediati, ma ci voleva del tempo, determinazione, perseveranza con gli allenamenti. Anche noi, che desideriamo essere belli davanti a Dio, non dobbiamo fermarci davanti alle difficoltà, davanti al Suo momentaneo silenzio, alla sua apparente durezza, ma ci conviene avere pazienza e aspettare i Suoi tempi. La pazienza infatti, con la fede e l'umiltà commuovono il cuore di Dio e, quando Lui si commuove, il gioco è fatto, il premio arriva... non ci darà gli addominali da tartaruga (al limite ci darà i “lardoaddominali”)... e il premio per noi sarà la salvezza. Chiediamo anche la grazia di saper gioire in quello che il Signore fa per noi, perché l'alternativa sono le tenebre. Chiediamo di darci la pace nelle prove e diciamo: "Gesù... io mi fido di te, perché Tu non puoi sbagliare. Signore, io non merito niente, ma ti chiedo di continuare a starmi vicino, ti chiedo di darmi anche una sola briciola del tuo amore; una briciola che vale la mia salvezza. Io so di non meritare niente, ma mi prostro ai tuoi piedi e ti dico: Perdonami Signore... Salvami Signore...".
Pace e bene

lunedì 3 agosto 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 14,22-36 - Comandami di venire verso di te sulle acque.



 Mt 14,22-36
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

Parola del Signore
Riflessione

Cosa facciamo noi con la pancia piena?... Il riposino, naturalmente!!! Ma chi decide di stare dalla parte di Gesù mi sa che la pennichella se la deve scordare! Gesù infatti non vuole pelandroni... e quindi, dopo che ci sazia col Suo amore, con la Sua pace, con la Sua gioia, vuole avere amici che non si accontentino dell'antipasto e soprattutto che non stiano a pancia all'aria...
Siccome Gesù ci conosce molto bene... ecco che subito interviene: “[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva”. Gesù, in questo caso, non ci chiede di seguirlo, ma ci obbliga a staccare i piedi dalla terra ferma, ci obbliga a staccarci da tutte le cose superflue di questo mondo che in qualche modo ci appesantiscono. Ci obbliga insomma a passare all'altra riva... Ma per arrivarci dobbiamo attraversare il mare dove incontreremo disagi e turbolenze di varia natura. Per arrivare dove Gesù ci aspetta dobbiamo attraversare tante tribolazioni, inconvenienti e noie di ogni genere, ma accanto a noi c'è Lui.
Anche se nell'episodio di oggi Gesù obbliga i discepoli ad andare in barca da soli, in realtà soli non lo saranno mai. Lui non li abbandona neanche per un istante, perché quando si accorge che il vento è contrario si preoccupa e interviene subito. Non avere sempre la “pappa pronta” ci rende più consapevoli e più responsabili. Consapevoli che senza di Lui non andiamo da nessuna parte... e responsabili per ogni decisione che liberamente prenderemo... sempre dovremo decidere se vogliamo andare avanti chiedendo il Suo aiuto oppure se vogliamo tornare indietro per continuare a vivere con l'aiuto delle nostre risorse e secondo la mentalità del mondo.
E' molto confortante notare il comportamento di Gesù quando si accorge che il vento inizia a rendere instabile la barca... si precipita dai suoi amici per rassicurarli... “Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla” (1Cor 10, 13). Si comporta dunque come un papà quando si accorge che sta per arrivare un temporale e il suo bimbo ha paura dei tuoni, va presso il suo lettino per fargli compagnia e coraggio. Gesù si prende cura di noi alla prima avvisaglia di pericolo. Chiediamo al buon Dio di liberarci dai fantasmi che ci spaventano, ci confondono le idee e ci impediscono di riconoscerlo. Non dobbiamo poi vergognarci di dire come il povero Pietro: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».
Diciamo che la defaillance di Pietro, nonostante la rassicurazione del Signore, ci dovrebbe rincuorare un pochetto... Quante volte infatti ci sentiamo pronti e sicuri di seguire Gesù, siamo convinti di essere dei bravi discepoli e poi basta un piccolo inconveniente e ci lasciamo sopraffare dalla paura? Allora vediamo fantasmi dappertutto... e ogni tribolazione diventa una scossa tellurica per la nostra anima. In quei momenti, tanta è l'angoscia che riusciremmo ad annegare con il salvagente!
Diciamo di avere tanta fede, ma alla fine siamo solo dei palloni gonfiati... Ma a sgonfiarci ci pensa il nostro Gesù. Ogni prova per cui il Signore ci fa passare non fa altro che farci rendere conto della nostra nullità. Infatti, quando abbiamo l'acqua alla gola ripetiamo come un pappagallo: "Signore salvami!".
Allora, chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede, in modo che nelle difficoltà e nelle prove confidiamo pienamente in Lui e non lo prendiamo per un fantasma... Perché la nostra poca fede e i nostri dubbi non fanno altro che trascinarci verso il basso e farci affondare. Gesù mio, rendi saldi i nostri passi, e quando la nostra fede vaccilla perdonaci... ma, ti prego, fai a noi quello che hai fatto a Pietro... tendi la Tua mano e noi saremo salvi. Grazie...
Pace e bene

domenica 2 agosto 2015

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 14,13-21 - Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla


 


Mt 14,13-21
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore

Riflessione
Gesù, con il gesto di scendere dalla barca, mi fa capire che adesso è Lui la nuova e unica guida lungo il cammino del mio deserto. Si unisce a me, a noi, nella terra ferma, dove forse ci sentiamo più a nostro agio e più sicuri. Come se esistessero solo i maremoti!!! Diciamo pure che siamo sempre un po' timorosi di allontanarci dalla riva, abbiamo paura di fare il primo passo, di cambiare completamente sponda, abbiamo paura di rimanere coinvolti in una storia che potrebbe cambiare la nostra vita, i nostri schemi, il nostro modo di vivere, la nostra tranquillità... Gesù tutto questo lo sa, conosce i nostri limiti, le nostre miserie e per questo ci viene incontro, si mischia alla folla e ci nutre con la Sua Parola... “si mise a insegnare loro molte cose”... con la Sua premura, con la Sua tenerezza, con il Suo amore, con la Sua compassione... “perché erano come pecore che non hanno pastore”, si prende cura della nostra anima e del nostro corpo. Lui sa aspettare, conosce i nostri tempi, noi invece, molte volte siamo impazienti, vogliamo e pretendiamo tutto subito: da noi stessi e dagli altri. Non solo, in qualche modo, qualche volta ci comportiamo come i discepoli del brano di oggi che, con la scusa di farsi vedere buoni, e per convincere loro stessi che pensano al bene degli altri, chiedono a Gesù di liquidare la folla... "Sai, sono stanchi... sono affamati... il viaggio di ritorno è lungo...". E' il solito problema: quando non ci va di fare una cosa per mille motivi, invece di dirlo apertamente giriamo la frittata... "Sai, ti vedo stanco... forse e meglio vederci o sentirci un altra volta...". E' incredibile, quando vogliamo sbarazzarci di qualcuno, quando ci troviamo ad affrontare situazioni che ci interpellano, quando dovremmo dare una risposta precisa... che facciamo? Svicoliamo noi o facciamo svicolare chi ha bisogno... insomma, liquidiamo come niente fosse chi è nel disagio... e cosi, invece di diventare un ponte tra Dio e i nostri fratelli, allunghiamo le distanze. Ma Gesù ci toglie ogni scusa... "Voi stessi date loro da mangiare"... ma la nostra risposta qual'è?... Continuiamo a cercare scuse e a dire la solita parola: "E' IMPOSSIBILE!!!". Siamo veramente delle persone cocciute, siamo veramente "gente di poca fede"... Dopo tutti i segni che Dio ci invia ogni giorno, dopo tante esperienze che attestano la Sua presenza in mezzo a noi, all'improvviso ci dimentichiamo ogni cosa e ragioniamo in termini umani... "E' impossibile!!!"... Il miracolo non rientra assolutamente nelle nostre prospettive. Siamo veramente duri di cervice!!! Tutto questo ci porta ad indurire il cuore e chi ha un cuore chiuso perde la possibilità di conoscere Gesù, perché Gesù, di solito, dà la luce a chi, anche senza capirci niente, si sforza di cercarlo. Gesù dà a tutti la possibilità di conoscerlo, ma l'uomo continua a vedere Dio come il genio della lampada di Aladino... tu sfreghi la lampada, e ogni tuo desiderio è esaudito. Ma Gesù oggi ci chiede una cosa: vuole che tutti proviamo a sviluppare il sentimento della compassione, cosa che non sempre ci è naturale... Ma per sviluppare questo sentimento dobbiamo nutrirci della Sua parola, farla nostra... allora, diventeremo forse una dimostrazione vivente della verità del Vangelo. Ma le brevi parole di Gesù: “Voi stessi date loro da mangiare” non bastano... e, come al solito, deve usare le maniere forti; infatti, alla fine, Gesù ordina di farli sedere tutti... non su dei sassi, ma sull'erba verde. Perché? Provo a dire il mio pensiero... Chi si arrotola nell'erba verde, chi si mette a fare le capriole sui prati lasciandosi andare, lasciandosi coccolare dall'erba soffice, senza preoccuparsi di sporcarsi, senza pensare al giudizio altrui, con spensieratezza...? I bambini, i puri di cuore. Quindi, se Gesù con la moltiplicazione dei pani ha voluto prefigurare l'Eucaristia, chi si accosta a questo sacramento deve essere fresco, pulito come l'erba verde, come i bambini che fanno le capriole sui prati, e non avere un cuore duro come un sasso. Chi si sforza di seguire Gesù consegnando a Lui quello che ha... ossia le proprie miserie - che sono più di cinque pani e due pesci - vedrà trasformato il proprio cuore di pietra in un cuore che sa amare, che sa accogliere, che sa abbandonarsi completamente, che ha fiducia in Lui qualunque cosa accada... il suo cuore diventerà soffice e fresco, come un prato verde. Come possiamo notare, le persone che hanno avuto un sostentamento materiale, sono le stesse che prima erano desiderose di cibarsi di un nutrimento spirituale. Quindi, al buon Dio dobbiamo  chiedere prima il cibo dell'anima, poi, per il corpo, la Provvidenza divina provvederà... Lui sa molto bene di cosa abbiamo bisogno e non farà mancare mai il necessario ai suoi amici, soprattutto quando si trovano in difficoltà.
Pensando poi alla compassione di Gesù per la folla di allora mi viene da dire: ma quanta compassione deve avere Gesù per noi oggi? Se la folla di allora era disorientata... oggi, noi, cosa siamo? Problemi economici, problemi di lavoro, non sappiamo dove andare, ma sopratutto non sappiamo che "pesci prendere"... problemi morali, di droga, di violenza, polemiche che affliggono la Chiesa e i suoi ministri, guide che più che pastori sono lupi rapaci, tanti cristiani di nome ma non di fatto... Più sballottati di così... Gesù oggi non ha compassione... E' disperato!!! E' lui che non sa che pesci prendere!!! ...e ci grida: “Popolo mio che male ti ho fatto? In che ti ho provocato? Dammi risposta” (Michea 6, 3). Attenzione... il disorientamento di oggi è anche dovuto all'ignoranza delle scritture e alla presunzione di tanti laici che sono convinti di evangelizzare a parole, ma nei fatti fanno solo danni... e così la gloria di Dio è oscurata e noi siamo nella melma. Ci si deve mettere in testa che non è solo andare in chiesa, accendere candele, recitare preghiere e orazioni... che ci fa essere luce per gli altri... ma è la Parola di Dio ascoltata, meditata e accolta che porta frutto in noi e diventa luce per gli altri... Solo allora potremo anche dare da “mangiare” ad altri. Il nostro modo di vivere e il nostro stile di vita deve essere coerente con la fede che professiamo, le parole trovano il tempo che trovano... Come sappiamo ci sono dei parlatori fantastici nelle nostre comunità, ma forse non hanno incontrato ancora il Signore. Le loro parole, le loro meditazioni, sono piacevoli alle orecchie, ma alla fine non fanno bene all'anima. Proviamo allora, come ci esorta San Paolo, ad essere astri nel mondo... “Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo” (Fil 2, 14-15). Lasciamoci coinvolgere dalla luce di Dio perchè è l'unica che può cambiare la nostra vita.
E quando rivolgiamo ai nostri fratelli lo sguardo, facciamo in modo che sia uno sguardo di speranza, di gioia, ti tenerezza, di pace... uno sguardo che brilli di una luce che viene da un altro mondo... Dalla nostra bocca escano solo parole che edifichino... e se non ne siamo capaci, cerchiamo di metterci un cerotto... Chiediamo al buon Dio di rafforzare la nostra fede, di aiutarci, di darci forza... per essere Suoi degni strumenti, per essere una Liturgia vivente. Chiediamogli di aiutarci perché non prevalgano le persone che vogliono spegnere la nostra speranza, la nostra gioia, la nostra pace... non prevalgano le persone che vogliono che diventiamo come loro, contente di vivere in una prigione d'oro. Non lasciamoci intimorire da nessuno... perché Dio cerca la collaborazione dei suoi amici per far crescere la luce e dissipare le tenebre, poi, come dice Ezechiele: "Ascoltino o non ascoltino, almeno sapranno che un profeta si trova in mezzo a loro".
Pace e bene

mercoledì 8 luglio 2015

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10, 7-15 - Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date



 Mt 10, 7-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

Parola del Signore

Riflessione

Gesù manda i discepoli ad annunciare il Suo Regno... ma non li manda a mani vuote, infatti, dona loro la pace e la forza per operare miracoli. Ogni nuovo inquilino che entra nelle stanze del Cielo è un balsamo per le ferite del mio Gesù.
Per portare l'amore di Gesù ai nostri fratelli, per mettersi al lavoro nella vigna del Signore, non bisogna aspettare di avere tanti mezzi materiali o tanto tempo, quello che Gesù ci chiede è di dire il nostro generoso “SI”, Lui poi farà il resto... Ma cosa significa dire “SI” a Gesù?... Chiudere molto la nostra bocca... e usare molto di più le nostre mani!!! Quello che diciamo a parole o che sappiamo in teoria, o si traduce in fatti o vale molto poco, e i fatti sono tutti gli atti d'amore senza dei quali il nostro cuore e il cuore dei nostri fratelli non può vivere...
Vogliamo essere usati davvero dal Signore come strumenti?... Proviamo allora a nutrire la nostra anima cercando di assimilare quello che Gesù ci dice e ci dona ogni giorno, e poi teniamo a mente quello che Gesù ha fatto e fa per noi. Solo così potremo sperare di vivere degnamente e in modo pieno la missione per la quale siamo stati chiamati. Altrimenti, come dico sempre io... è solo buccia!!!
Gesù però ci avverte che, come tutte le missioni, anche la predicazione del Suo Regno può concludersi con un successo o con un fallimento. Il Suo amore può essere accolto, ma anche rifiutato...
La cosa da evitare è di voler piacere a tutti... “Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui” (1 Gv 2, 15)... “Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Gc 4, 4).
Quindi, non scoraggiamoci quando le persone ci sbattono la porta in faccia, o quando veniamo derisi, o quando qualcuno trama alle nostre spalle per screditarci o per difendere i propri interessi... Tranquilli dice Gesù: “uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi”...
Attenzione però, non sempre l'ostilità o l'insuccesso è colpa altrui... A volte infatti, qualcuno pretende di evangelizzare solo con le belle parole... ma se queste non sono accompagnate da una testimonianza di vita non fanno altro che scandalizzare e indurire di più i  cuori.
Per esempio... quando una persona si trova in mezzo alla tempesta, con mille problemi e tormenti, la cosa che non vuole assolutamente sentire è la solita frase: "Non preoccuparti, ci penserà Dio... non angustiarti, Dio ti aiuterà"... Certo che Dio ci aiuterà... certo che Dio ci penserà... Ma quello che non si vuole capire è che Gesù non guida né l'aereo, né scaraventa fuori dal finestrino soldi, lavoro, sorrisi, conforto, pace, gioia... ecc, ecc... Ma usa ognuno di noi per compiere tutte queste belle cose. I cristiani però, a volte, invece di spargere il profumo di Cristo emanano cattivo odore!!!
Quanto è facile dire belle parole e lasciare ad altri il compito di metterle in pratica... quanto è facile predicare l'amore di Dio, ma poi non ci si accorge che un fratello è in gravi difficoltà da mesi e mesi... troppo scomodo sarebbe interessarsi di lui, dei suoi reali problemi, delle sue angosce dei suoi tormenti... molto più semplice far finta di niente, ridere e scherzare come se non ci fosse nessun dramma!!!... Chi vive in qualche modo “protetto”, non si rende conto di quanto pesanti e difficili possano essere certe situazioni... cosa si deve sopportare... quanto si deve lottare... cosa significa essere soli,  cosa significa andare controcorrente... Allora, certe prediche mielose... invece di consolare, ti fanno stare ancora più male...
Parlo per esperienza personale... La delusione più grande l'ho avuta con le persone di “Chiesa”... Dopo la mia conversione, avvenuta il 16 Luglio 2011, Gesù è sempre stato attaccato a me come un polipo... L'ho messo al primo posto nella vita, ho cambiato totalmente il mio modo di vivere e di pensare. Sono diventata insomma un'altra Paola. Ascolto e medito ogni giorno la Parola di Dio... cerco con sforzi notevoli di camminare diritta... cerco di essere una vera amica di Gesù... ma ahimè... come succede ai Suoi veri amici, il buon Dio ha deciso di mettermi alla prova e ha permesso anche che mi succedessero cose spiacevoli, il tutto dura oramai da quasi un anno e mezzo. In questo periodo, come è normale, ci sono stati tanti momenti di sconforto, inoltre, tanti, tanti, tanti, sanno delle mie difficoltà... Io sono certa che il buon Dio, insieme alle prove, ha mandato anche tante persone per aiutarmi, ma... il “ SI” generoso al Signore è arrivato solo da una persona. E gli altri, che fine hanno fatto? Spariti nel pozzo nero!!! Il bello è che, dal pozzo nero, continuano a pronunciare le belle parole: "Dio ti aiuterà... Dio ci penserà... Affidati a Dio... Prega"...
Diceva bene il filosofo giapponese Yamamoto Tsunetomo: “Le persone che continuano a parlare di questioni di poca importanza probabilmente hanno qualche problema nel loro animo. Ripetono all'infinito le stesse cose per essere elusive e per nascondere le loro difficoltà. Ascoltarle fa sorgere dubbi nel cuore”.
Gesù mio, a questo punto ti devo dire grazie... grazie per quell'unico “SI”... Uno, ma che vale per tutti... grazie per avermi dato la luce per vedere le molte miserie che affliggono il cuore dell'uomo. La "bella" lezione che sto imparando è:
1- Imitare il comportamento dell'unico superstite...
2- Non fare mai affidamento sugli uomini, che sono solo vapore...
3- Vigilare affinché io non mi comporti mai come le persone che mi fanno soffrire...
Ti chiedo anche, Gesù mio, di rafforzare la mia fede per avere come unica sicurezza Te e la Tua Provvidenza. Aiutami ad avere sempre uno stile di vita sobrio e fa che io possa spargere degnamente il tuo profumo. Ti amo Gesù!!!
Senti un pochetto Gesù... sai che oggi è il mio compleanno... cosa mi regali?... "TI BASTA LA MIA GRAZIA!!!"... Ho capito... Come non detto...
Pace e bene