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mercoledì 6 maggio 2015

ANNA ROSA GATTORNO vedova CUSTO - (1831 – 1900) - VEDOVA E FONDATRICE DELL'ISTITUTO DELLE FIGLIE DI SANT'ANNA - Beatificazione: 9 aprile 2000 Festa: 6 maggio



ANNA ROSA GATTORNO vedova CUSTO nacque a Genova, il 14 ottobre 1831, da Franziskus Gattorno e Adelaide Campanella. Al battesimo, lo stesso giorno, le furono imposti i nomi di Rosa Maria Benedetta. Seconda di sei fratelli (tre maschi e tre femmine) trascorse l'infanzia e l'adolescenza in una famiglia di agiate condizioni economiche, di buon nome sociale e di una pro­fonda formazione cristiana. Il padre, titolare di una fiorente ditta di commercio in cereali, era persona austera, molto onesta e di grande dirittura morale. La mamma, sorella di Federico Campanella, fervido mazziniano, ascritto alla mas­soneria, fu donna di intensa pietà, una « santa donna » come la definirono i suoi stessi figli. Non si conosce esattamente la data della sua Prima Comunione, si sa invece che ricevette il sacramento della Cresima, il 19 aprile 1843. Queste occasioni provocarono in lei un'elevata inclinazione alla preghiera e un forte spirito di carità.

Secondo l'uso del tempo presso le famiglie di buon livello sociale, Rosa ricevette l'istruzione scolastica in famiglia, da insegnanti privati. Di carattere sereno, amabile, aperto alla pietà e alla carità verso tutti, particolarmente verso i più poveri, seppe reagire quando alle soglie della giovinezza destava l'ammi­razione di massoni ed anticlericali che frequentavano assiduamente la casa Gattorno, per amicizia con il fratello Federico, mazziniano, colonnello nello stato maggiore di Garibaldi, e lo zio Federico Campanella.

All'età di 21 anni, il 5 novembre 1852, dietro incoraggiamento dei genitori e consiglio del Confessore, sposò il cugino di terzo grado, Girolamo Custo, e si trasferì, per affari, a Marsiglia. Un imprevisto dissesto finanziario turbò ben presto la felicità della novella famiglia, costretta a far ritorno a Genova nel segno della povertà. Disgrazie ancor più gravi incombevano: la primogenita Carlotta, colpita da un improvviso malore, rimase sordomuta per sempre; il tentativo di Girolamo di far fortuna all'estero si concluse con un ritorno, aggravato da una malattia mortale; la gioia per la nascita degli altri due figli fu profondamente turbata dalla scomparsa del marito, che la lasciò vedova a meno di sei anni dalle nozze, il 9 marzo 1858, dopo essere stato assistito con grande amore, per mesi, «giorno e notte » dalla moglie.