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martedì 12 luglio 2016

Dal libro del Profeta Isaia 1, 10-17 - Contro l'ipocrisia


Udite la parola del Signore, voi capi di Sòdoma;
ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra!
«Che m'importa dei vostri sacrifici senza numero?»
dice il Signore.
«Sono sazio degli olocausti di montoni e del grasso di giovenchi; il sangue di tori e di agnelli e di capri io non lo gradisco.
Quando venite a presentarvi a me, chi richiede da voi che veniate a calpestare i miei atri?
Smettete di presentare offerte inutili, l'incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati, assemblee sacre, non posso sopportare delitto e solennità.
I vostri noviluni e le vostre feste io detesto, sono per me un peso; sono stanco di sopportarli.
Quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi.
Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto.
Le vostre mani grondano sangue.
Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista.
Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».
Parola di Dio
Riflessione
Dio oggi è molto contrariato e si serve del profeta Isaia per denunciare un male molto diffuso: l'ipocrisia.
Ma con chi è irritato Dio? Con i pagani o con i cristiani di nome e non di fatto? A chi sono dirette le omelie dei sacerdoti? Alle persone che stanno dentro o a quelle che stanno fuori? Penso che la risposta sia ovvia...
Dobbiamo metterci bene in testa che le bastonate, Dio o i suoi ministri, le danno ai cristiani che assistono la Messa e non a quelli che si trovano belli spaparanzati in qualche spiaggia a prendere il sole. Le raccomandazioni o i rimproveri sono diretti a chi sta ascoltando in quel momento. Mettiamoci dunque l'animo in pace... la lettura di oggi è per chi crede di essere un vero discepolo, ma, stringi stringi, non lo è... è per chi si diverte a fare il doppio gioco... come se Dio non vedesse i veri pensieri del cuore. Ricordiamoci che volenti o nolenti, prima o poi, un giorno dovremmo rendere conto di tutto. E allora saranno “sorci vivi”!!! O qualcuno è davvero convinto che l'inferno non esiste e che Dio è così buono che perdona tutti? Certo, è  buono, vuole perdonare tutti, ma per essere perdonati bisogna pentirsi, provare dolore per i propri peccati, desiderare di riparare il male commesso...
Chi conoscendo Dio continua a fare i cavolacci propri e crede di cavarsela stando un po' con Dio e un po' con il mondo, si rende colpevole più di chi non conosce Dio.
Chi è lontano da Dio è perché non lo ha mai incontrato veramente, immagina allora che la vera felicità la può trovare solo nel mondo e nelle creature. Chi non conosce Dio non fa né sacrifici né digiuni, e non gli passa minimamente per l'anticamera del cervello di compiere certi atti.
Così mi sono chiesta: ma allora, come fanno le persone che non hanno mai incontrato Dio ad avere il desiderio di conoscerlo e di convertirsi?
Questa è la missione dei fedeli, dei ministri, dei consacrati, mi può rispondere qualcuno... e allora io dico: buonanotte!!! Campa cavallo che l'erba cresce!!! Allora sì... che conosceranno Dio!!! Se non interviene Lui personalmente, mi sa che staranno fuori per sempre!
Ma allora non ci sono speranze di far crescere il Regno di Dio?... Certo che ci sono... e i veri discepoli del Signore, sono la risposta. Il problema è che i veri discepoli fra i fedeli, fra i ministri, fra i consacrati... sono molto pochi e sono massacrati da ogni parte.
I veri amici del Signore sono le persone in regola con Dio, non perché praticano tanti riti, tanti atti di culto, perché fanno sacrifici o digiuni, ma perché cercano di praticare i due precetti fondamentali della legge, ossia cercano di amare veramente Dio e il prossimo, inoltre si lasciano condurre docilmente sulla via dell'umiltà. Come diceva don Divo Barsotti: “Dio non ha bisogno delle mie opere, della mia vita, ma ha bisogno del mio nulla, della mia povertà”. Ma se uno è orgoglioso non entrerà mai in sintonia con Dio.
I cristiani, tutti, sono chiamati a partecipare alla redenzione del genere umano. Dio mette lo Spirito e noi le nostre azioni, le nostre preghiere, la nostra piccola fede. Ma attenzione... possiamo darGli il nostro aiuto a patto di lasciarci fare da Lui, se siamo docili al Suo richiamo... “Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è meglio del grasso degli arieti” (1Sam 15, 22).
Invece di obbedire, noi cristiani, che facciamo?... Facciamo sacrifici senza numero, digiuni in bella vista, preghiere e orazioni in quantità industriale, sempre in bella vista, per cercare esclusivamente il nostro interesse, solo perché ci si sente meglio. Non lo facciamo per Dio, infatti, appena questi atti non ci soddisfano più ecco che ne cerchiamo altri. E' incredibile... non riusciamo a stare fermi un attimo, né con le mani, né con il cervello e tanto meno con la bocca... “Tu cerchi un occupazione perché non sai sostenere il vuoto dell'attesa” (don Divo Barsotti).
Oggi Dio parla chiaro... Ci dice che non ne può più di questo nostro fare, fare e fare... è stanco dei nostri comportamenti ipocriti e non li gradisce affatto. Il solo sacrificio che gradisce è la conversione sincera... Praticate la giustizia e la fedeltà; esercitate la pietà e la misericordia ciascuno verso il suo prossimo. Non frodate la vedova, l'orfano, il pellegrino, il misero e nessuno nel cuore trami il male contro il proprio fratello" (Zc 7, 9 -10).
Amore e misericordia... che belle parole. Oggi non si sente parlare d'altro! E' la moda del momento! Parole, parole, soltanto parole, diceva una canzone di Mina... Chissà perché non si tramutano in fatti!
Oramai con queste due parole ci si sciacqua la bocca! Dovrebbero inventare un collutorio: “MISERICORDIADENT”... farebbe un gran successo!
Ed ecco l'elenco mitico che esce dalla bocca di tanti: devi avere misericordia per il tuo fratello... devi amare tutti i fratelli... non devi dire bugie... devi fidarti di Dio qualunque cosa accada... devi ubbidire agli eventi... devi accettare con amore il fratello diverso... devi considerare tuo fratello superiore a te... devi perdonare tutti...
Devi... devi... devi..., perché non "dobbiamo"?!... Armiamoci e partite, diceva Napoleone!
Quanto è bello mettere un macigno sulle spalle degli altri... "Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! (Lc 11, 46).
Dunque, tante belle parole, peccato che chi le predica tutte d'un fiato, spesso, non ne pratica neanche una! Ma dobbiamo stare molto attenti alle parole del Signore: Le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista.
Che valle di lacrime è questa vita!
Gli amici di Gesù, i pochi che ha, sono tartassati da ogni parte, soffrono tanto vedendo il peccato nei luoghi dove non dovrebbe esistere. Si sentono soli, troppe barbarie intorno e non possono far nulla, non rimane loro che gemere verso Dio... “Chi fa è cieco e chi vede è impotente”, diceva sempre don Divo Barsotti.
"Perchè stai ancora in questa Chiesa piena di scandali e vizi? - chiedeva Lutero ad Erasmo da Rotterdam, invitandolo a lasciare i sacramenti e ad unirsi a lui nella riforma protestante. - Io sopporto la Chiesa perché la Chiesa sopporta me" - rispose Erasmo.
Chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede, affinché le miserie che vediamo e che subiamo non ci facciano allontanare da Lui. Chiediamogli di aiutarci a non mollare mai davanti alle cattiverie e alle ingiustizie. Supplichiamolo di darci la forza di perdonare chi ci è ostile, di darci la dolcezza del cuore con chi è ingiusto con noi, chiediamogli l'umiltà per fare silenzio quando vorremmo dire la nostra e rispondere per le rime; molta pazienza per sopportare le prove e i tanti rompiscatole che non ci mancano mai, ma sopratutto chiediamogli perdono per tutte le volte che noi abbiamo offeso l'AMORE, per tutte le volte che siamo stati infedeli, per quando abbiamo pregato tanto per pregare, per quando abbiamo dato solo per farci "ammirare dagli uomini", per quando abbiamo girato la faccia davanti a un povero cristo. Guariscici dall'ipocrisia, perché è un male terribile e non da gloria a Te o Signore! Non entriamo noi e non facciamo entrare i nostri fratelli! Aiutaci Gesù...
Signore, ascolta la nostra preghiera. Noi, in cambio, come poveretti ti possiamo offrire tutto quello che abbiamo, e cioè il nostro nulla. Non è uno scambio molto vantaggioso, almeno per Te! Ma mi sà che non possediamo altro che miserie e quel poco di buono che riusciamo a fare è opera Tua. Di che cosa ci possiamo vantare?!... Ma sono sicura che da tutte le nostre miserie, Tu, puoi ricavarne qualcosa di bello...
Pace e bene

mercoledì 21 maggio 2014

Il canto della vigna - Isaia - Capitolo 5


 

Canterò per il mio diletto
il mio cantico d'amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato scelte viti;
vi aveva costruito in mezzo una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva,
ma essa fece uva selvatica.
Or dunque, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha fatto uva selvatica?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa di Israele;
gli abitanti di Giuda
la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.

martedì 18 marzo 2014

Dal libro del profeta Isaìa - Is 1,10.16-20 - Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.




Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo
– dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.
Ma se vi ostinate e vi ribellate,
sarete divorati dalla spada,
perché la bocca del Signore ha parlato».

Parola di Dio

Riflessione personale

Che meraviglioso invito ci fa oggi il Signore!: ”Su, venite e discutiamo”... E' come un esortazione di un bravo papà che vede il figliolo perso nella nebbia e lo consiglia di rientrare a casa, qualsiasi cosa abbia fatto... insomma con Lui se ne può parlare, perché tutto si risolverà. Dobbiamo crederGli... ci ha dato la Sua parola. Molte volte invece ci ribelliamo perché non vogliamo ammettere la nostra miseria, il nostro orgoglio molto spesso è più forte. Per non parlare poi di quando ci comportiamo da “Giovanni Battista”... vogliamo che Dio castighi le persone che secondo noi si comportano male... magari lo fanno anche, ma non è questo il problema... Il disastro sarebbe se veramente il Signore accogliesse la nostra richiesta... mi sa che tanti di noi faremmo la stessa brutta fine!!! Nessuno è immune da peccati e se vogliamo diventare "candidi come la neve", dobbiamo metterci a tavola con Lui e discuterne.
Dobbiamo provare a fare con Lui un nuovo patto. Dovremmo impegnarci e promettergli di eliminare dal nostro cuore tutte quelle zavorre che rendono pesante il cammino verso di Lui e verso i nostri fratelli. E' vero... il Signore ci ha dato gli occhi per vedere e le orecchie per ascoltare... ma non dobbiamo usarli solo per osservare i peccati e le mancanze degli altri... Fermiamoci invece solo un momento, bastano solo pochi istanti... e vedremo tante, ma tante cose che non vanno in noi e che dovremmo eliminare o smussare... se ci va bene!!!
Non siamo migliori di nessuno... non solo... dobbiamo vedere il prossimo sempre migliore di noi. Le nostre debolezze sono così megagalattiche che non ci rimane altra scelta che affidarci a Dio e alla Sua bontà, perché con il Suo perdono diventeremo lindi... Allora, perché non approfittare di questo Suo invito e della Sua promessa?.... E come ha detto magnificamente Benedetto XVI il 5 Ottobre 2008: "Quando Dio parla, sollecita sempre una risposta; la sua azione di salvezza richiede l'umana cooperazione; il suo amore attende corrispondenza".
Pace e bene

martedì 11 marzo 2014

Dal libro del profeta Isaìa 55,10-11 - La mia parola opera ciò che desidero.


 

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio

Riflessione personale



La Parola di Dio è come la pioggia che cade su un vasto terreno coltivato per metà. In ogni caso va a irrigare entrambe le parti, ma soltanto nella parte seminata, l'acqua può dare un raccolto abbondante. E come quando in Chiesa si assiste alla Santa Messa....Il Sacerdote proclama la Parola di Dio e poi la spiega a tutti i presenti, indistintamente, piccoli e grandi. Ma quanti sono veramente quelli che l'accolgono?

Quando si accoglie la Parola come “ Dio comanda “ , raramente lascia indifferenti.... qualcosa dentro di te cambia sempre.

La Parola di Dio nutre l'anima e se è accolta fa miracoli. L'unica cosa, è non pretendere di voler fermarsi a vedere con impazienza i risultati di questo dono. Con una torta lo possiamo fare....ci mettiamo vicino al forno e controlliamo con curiosità e con ansia la crescita della pasta, che generalmente in 40 minuti si alza. Con Dio non funziona esattamente così....bisogna avere pazienza, ma prima o poi i risultati arrivano e sono stupefacenti.
Pace e bene.